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Non è stata l’estate del boom, per Confcommercio preoccupa l’Italia al rallentatore

Non si verificata la ripresa legata al turismo e abbiamo avuto 8 milioni di notti in meno in hotel e strutture rispetto al 2019, il profilo attuale del Paese è ai limiti della “recessione tecnica" e sul Pil, "se immaginiamo una piccola ripresa nella fine dell'anno, si dovrebbe arrivare allo 0,8%”
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ROMA – Era attesa come la svolta positiva dell’estate ma non è mai arrivata. La tanto decantata ripresa del turismo – che avrebbe dovuto riportaci a prima del 2019 e cancellare così il buio della pandemia – non è stata quella del 2023. Più esattamente i dati dell'Ufficio Studi di Confcommercio presentando la congiuntura di settembre: “Otto milioni di notti in meno in albergo e altre strutture rilevate da Istat tra gennaio e giugno 2023 rispetto a primi 6 mesi del 2019 implicano che per fare il record a luglio e agosto ci dovrebbe essere un +5% oppure +10% in uno dei due mesi; sulla base di indicazioni frammentarie e parziali, tale boom non sembra essersi verificato. Il problema riguarda soprattutto gli italiani ( maggio e giugno rispetto al 2022); l'effetto "Albania" non si vede fino a giugno e, in generale, la spesa all'estero degli italiani è abbastanza stabile nel corso degli anni; effetto reddito e ricchezza pesano sulla spesa turistica degli italiani…

ROMA – Era attesa come la svolta positiva dell’estate ma non è mai arrivata. La tanto decantata ripresa del turismo – che avrebbe dovuto riportaci a prima del 2019 e cancellare così il buio della pandemia – non è stata quella del 2023. Più esattamente i dati dell'Ufficio Studi di Confcommercio presentando la congiuntura di settembre: “Otto milioni di notti in meno in albergo e altre strutture rilevate da Istat tra gennaio e giugno 2023 rispetto a primi 6 mesi del 2019 implicano che per fare il record a luglio e agosto ci dovrebbe essere un +5% oppure +10% in uno dei due mesi; sulla base di indicazioni frammentarie e parziali, tale boom non sembra essersi verificato. Il problema riguarda soprattutto gli italiani ( maggio e giugno rispetto al 2022); l'effetto "Albania" non si vede fino a giugno e, in generale, la spesa all'estero degli italiani è abbastanza stabile nel corso degli anni; effetto reddito e ricchezza pesano sulla spesa turistica degli italiani; anche la spesa degli stranieri per notte a prezzi costanti cala rispetto al 2022 e al 2019”.

Un Paese al rallentatore

In generale "L'economia italiana quest'anno è cresciuta più di altri Paesi europei, ma oggi preoccupa il suo rallentamento. Occupazione e produzione mostrano, infatti, segni di fragilità – ha rimarcato il presidente Carlo Sangalli. E ancora: il 2023 è "caratterizzato da fibrillazioni ereditate dalla fine del 2022. 

Operazione fiducia

Si è "cooperato bene per l'uscita dalla pandemia e per affrontare la crisi energetica in Europa, il Governo , le istituzioni, i lavoratori e imprese, ma rimane la paura di ritornare all'epoca del lento ma costante declino prima del 2019. Per Sangalli serve un’operazione fiducia attraverso la detassazione degli aumenti contrattuali e delle tredicesime confermando, anche per il 2024, la riduzione del cuneo fiscale. Sarebbe la boccata di ossigeno in grado di rimettere in moto i consumi e la nostra economia”. Afferma Marino Bella, direttore ufficio studi Confcommercio: "Il profilo attuale è ai limiti della recessione tecnica" e sul Pil, "se immaginiamo una piccola ripresa nella fine dell'anno, si dovrebbe arrivare allo 0,8% (rispetto alla stima precedente dell'1,2%), l'1% diventa molto complicato" da raggiungere, e "nel 2024 con crescita normale intorno allo 0,3-0,4% si arriverebbe all'1% (stima precedente 1,3%)".  "Cosa ci aspettiamo per la crescita? un trimestre un pò migliore, ma non possiamo negare che il rallentamento è ai limiti della recessione”. 

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