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Giorgetti rottama il Superbonus 110%: “Basta con le proroghe”

(ansa)
Il ministro dell’Economia esclude rinnovi “nelle forme finora conosciute”. Allo studio un potenziamento dell’ecobonus per le case popolari
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ROMA — Basta con il Superbonus al 110%. «Non è intenzione del governo procedere alla proroga delle misure relative agli interventi nelle forme finora conosciute», ha affermato ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un’interrogazione del M5S alla Camera. Misure «pagate da tutti gli italiani, che hanno interessato meno del 3% del patrimonio immobiliare esistente». Parole che chiudono dunque anche alle possibilità di una proroga di pochi mesi, richiesta con forza pure dalle organizzazioni dei costruttori, dall’Ance alla Cna, per i condomini che sono in stato avanzato dei lavori, ma non abbastanza per chiuderli entro il 31 dicembre. O almeno, non una proroga «nelle forme finora conosciute». «Mi sembra che si stiano interrogando su quella che può essere una soluzione, magari in un’altra formula», ipotizza la presidente dell’Ance Federica Brancaccio. Ricordando come l’alternativa sia quella di «avere scheletri in giro per le città». Non meno di 10 mila, …

ROMA — Basta con il Superbonus al 110%. «Non è intenzione del governo procedere alla proroga delle misure relative agli interventi nelle forme finora conosciute», ha affermato ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un’interrogazione del M5S alla Camera. Misure «pagate da tutti gli italiani, che hanno interessato meno del 3% del patrimonio immobiliare esistente». Parole che chiudono dunque anche alle possibilità di una proroga di pochi mesi, richiesta con forza pure dalle organizzazioni dei costruttori, dall’Ance alla Cna, per i condomini che sono in stato avanzato dei lavori, ma non abbastanza per chiuderli entro il 31 dicembre. O almeno, non una proroga «nelle forme finora conosciute». «Mi sembra che si stiano interrogando su quella che può essere una soluzione, magari in un’altra formula», ipotizza la presidente dell’Ance Federica Brancaccio. Ricordando come l’alternativa sia quella di «avere scheletri in giro per le città». Non meno di 10 mila, secondo i calcoli della Cna sui condomini con stato di avanzamento dei lavori inferiore a quel 60% che nelle ipotesi in campo avrebbe dovuto costituire la soglia minima per una proroga di non oltre tre mesi della detrazione al 110%.

Mentre qualche informazione sulle possibili forme nuove del bonus per la ristrutturazione energetica degli edifici arriva da un’altra sede, quella del ministero dell’Ambiente. Il governo punta sull’ecobonus, strumento che verrà finanziato anche attraverso il Repower Eu, e che prevede un meccanismo di distribuzione delle risorse diverso rispetto al Superbonus, strumento universale nell’impostazione, che però ha finito per privilegiare, come emerge dai dati dell’Enea, gli edifici unifamiliari e le villette, «prime e seconde case di ricchi e di poveri», come sottolinea Giorgetti alla Camera.

L’ecobonus, che esiste da diversi anni, ha varie forme, e varie quote di detrazione. Verrà ripensato in modo da renderlo uno strumento adatto ai più vulnerabili, alle situazioni più gravi di povertà energetica, partendo dalle case popolari. Proprio all’edilizia popolare, spiega Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell’Unità di missione per il Pnrr del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a margine della presentazione di uno studio dell’Università La Sapienza su siccità, case green e transizione auto, si conta di destinare nel 2024 risorse del Repower Eu per 3-4 miliardi. «Il negoziato è ancora in corso – precisa Penna – e bisogna capire come compensare le risorse e anche decidere la percentuale, che in ogni caso non potrà più essere quella del 110%. Siamo orientati verso un parametro del 90%, ma neanche questo è ancora definitivo».

Rimane poi la detrazione del 70% per il nuovo modello di Superbonus, che scenderà poi al 65% nel 2025. E il sismabonus oltre all’ecobonus, che, al di là della formula che si sta studiando per le case popolari, prevede agevolazioni che partono dal 50%.

Per i crediti incagliati legati al Superbonus, spiega Giorgetti alla Camera, il mercato di acquisto è già ripartito (ma l’Ance nega, obiettando che la ripartenza, se c’è stata, non è «statisticamente rilevante»). «Sono allo studio dell’esecutivo strumenti attraverso i quali consentire la verifica della bontà di quelli ancora in possesso di cittadini e imprese, – aggiunge il ministro – e sorti nel periodo antecedente l’introduzione dei vincoli di appropriatezza: tale circostanza dovrebbe contribuire a rimuovere gli ostacoli frapposti alla loro cessione».

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