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Marina e Pier Silvio Berlusconi un patto per blindare il controllo di Fininvest senza lanciare l’Opa su Mondadori e Mediolanum

(ansa)

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I figli che hanno il 52% delle azioni e il 78% dei diritti di voto siglano un accordo per regolare il controllo congiunto della holding. Un secondo patto siglato tra tutti i figli prevede modifiche allo statuto con il lockup di 5 anni
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MILANO –  I primi due figli di Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio, hanno siglato un patto parasociale a tempo indeterminato per regolare i rapporti tra di loro, e uno altro patto è stato firmato tra tutti e cinque gli eredi in modo da blindare ancora di più il controllo di Fininvest,  che a cascata ha effetto anche sulle partecipate italiane quotate, ovvero Mondadori (53%) e Mediolanum (30%.

L’eredità e il controllo congiunto 

Marina e Pier Silvio hanno insieme il 52% delle azioni ed esercitano il “controllo congiunto” avendo ereditato la maggioranza di tutte e quattro le holding del Cavaliere che controllavano il 61,21% del capitale di Fininvest.  E così sommando i diritti di voto delle holding “ereditate”, alle quote personali che già detenevano, di fatto i fratelli hanno cumulato insieme diritti di voto pari al 78,58% di Fininvest.

Il patto parasociale è stato firmato lo scorso 11 settembre, ma prima di accettare l’er…


MILANO –  I primi due figli di Silvio Berlusconi, Marina e Pier Silvio, hanno siglato un patto parasociale a tempo indeterminato per regolare i rapporti tra di loro, e uno altro patto è stato firmato tra tutti e cinque gli eredi in modo da blindare ancora di più il controllo di Fininvest,  che a cascata ha effetto anche sulle partecipate italiane quotate, ovvero Mondadori (53%) e Mediolanum (30%.

L’eredità e il controllo congiunto 

Marina e Pier Silvio hanno insieme il 52% delle azioni ed esercitano il “controllo congiunto” avendo ereditato la maggioranza di tutte e quattro le holding del Cavaliere che controllavano il 61,21% del capitale di Fininvest.  E così sommando i diritti di voto delle holding “ereditate”, alle quote personali che già detenevano, di fatto i fratelli hanno cumulato insieme diritti di voto pari al 78,58% di Fininvest.

Il patto parasociale è stato firmato lo scorso 11 settembre, ma prima di accettare l’eredità, dando così esecuzione alle ultime volontà del cavaliere e diventando di fatto esecutivi. La gratuità dell’acquisizione del controllo per via dell’eredità permette poi di evitare l’obbligo da parte della finanziaria a lanciare un’Opa a cascata sulle aziende italiane quotate controllate dal gruppo (Mondadori e Mediolanum), ai sensi del Tuf.


Tuttavia, l’obbligo delle parti di assumere comportamenti che non portino al lancio di un’Opa è ribadito nel patto parasociale tra Marina e Pier Silvio: in mancanza chi è inadempiente dovrà “manlevare o tenere indenne” l’altra parte dai costi, fatta salva ogni “ulteriore o diversa ragione di danno o contestazione”.

Fininvest è la finanziaria fondata da Cavaliere che custodisce infatti il controllo dell’ex Mediaset oggi Mfe (48,6%) che avendo sede legale in Olanda esula da questi accordi, Mondadori (53,3%), la quota del 30% di Mediolanum, e il 100% del Teatro Manzoni e del Monza Calcio. Sulla stregua di quanto deciso a suo tempo dal fondatore, la holding continuerà a prendere decisioni a maggioranza, quindi in teoria Marina e Pier Silvio insieme potranno decidere il futuro del gruppo a prescindere dalla volontà degli altri tre fratelli. Detto questo sarà cambiato da un’apposita assemblea anche lo statuto, a Barbara, Eleonora e Luigi sarà dato il diritto di esprimere 3 consiglieri di Fininvest, e il numero legale del consiglio sarà aumentato a 15 membri (dai precedenti 12). Sarà poi letto da tutti un rappresentante comune, infine la holding distribuirà almeno il 50% degli utili di ogni anno, una regola già adottata nella prassi e un impegno preso anche da Mfe nei confronti di tutti i soci. Non è stata prevista invece una clausola di prelazione tra i vari soci. Non è stata prevista una clausola di prelazione tra i vari soci, per questo saranno introdotte delle clausole di covendita (tag along) e trascinamento (drag along), per cui se dovessero mai vendere il controllo di Fininvest, chi compra deve comprare alle stesse condizioni tutte le quote di chi è in minoranza.

Per cinque anni tutti bloccati 
I patti parasociali tra i due fratelli possono comunque essere sciolti (con 6 mesi di preavviso) o modificati, ma a prescindere da questo tutti gli eredi, ovvero  Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi accettando l’eredità si sono impegnati a una comunione di un vincolo di lockup (che di fatto impedisce di vendere le azioni) di 5 anni su tutti i bene ereditatati, che è il massimo consentito per legge.

"Andiamo avanti a lavorare come voleva nostro padre-  ha detto il presidente di Fininvest Marina Berlusconi parlando a margine dell'assemblea di Confindustria - abbiamo la fortuna di poter contare su un gruppo composto da aziende che stanno tutte ottenendo ottimi risultati e quindi, come ci ha insegnato lui, guardiamo avanti e pensiamo allo sviluppo e alla solidità' delle nostre aziende".

Con la pubblicazione dei patti – che è appena avvenuta sui siti di Mondadori e Mediolanum - si chiude l’iter della successione che è stata decisa in tempi record, nonostante abbia ad oggetto un patrimonio stimato in oltre 5 miliardi di euro. In tre mesi dalla scomparsa dell’imprenditore (e in due dall’apertura del testamento avvenuto lo scorso 5 luglio), i cinque eredi hanno assicurato il futuro di un gruppo, e la continuità delle aziende che controlla che danno lavoro a 15mia persone .
 

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