Caccia al cliente ricco tra le Alpi svizzere
di Franco ZantonelliÈ caccia al cliente ricco, che fino a poco tempo fa si faceva amministrare il proprio patrimonio da Credit Suisse, in due “perle” delle Alpi svizzere, Gstaad e Sankt Moritz. Succede, infatti che, sia nella località del Canton Berna che in quella dell’Engadina, i gestori patrimoniali dell’ex-gigante bancario, ormai assorbito da Ubs per evitare il fallimento, si siano dimessi e siano stati assunti da EFG, un istituto controllato dalla famiglia del magnate greco, Spiro Latsis, la cui fortuna ammonta a 1,7 miliardi di dollari. Dalla sede di Gstaad, dove hanno casa veri e propri magnati del calibro di Bernie Ecclestone ed Ernesto Bertarelli, ma anche personaggi controversi come Roman Polanski e Vittorio Emanuele di Savoia, 11 dipendenti di Credit Suisse sono finiti alla corte di Spiro Latsis, portandosi dietro i titolari di consistenti patrimoni.
È caccia al cliente ricco, che fino a poco tempo fa si faceva amministrare il proprio patrimonio da Credit Suisse, in due “perle” delle Alpi svizzere, Gstaad e Sankt Moritz. Succede, infatti che, sia nella località del Canton Berna che in quella dell’Engadina, i gestori patrimoniali dell’ex-gigante bancario, ormai assorbito da Ubs per evitare il fallimento, si siano dimessi e siano stati assunti da EFG, un istituto controllato dalla famiglia del magnate greco, Spiro Latsis, la cui fortuna ammonta a 1,7 miliardi di dollari. Dalla sede di Gstaad, dove hanno casa veri e propri magnati del calibro di Bernie Ecclestone ed Ernesto Bertarelli, ma anche personaggi controversi come Roman Polanski e Vittorio Emanuele di Savoia, 11 dipendenti di Credit Suisse sono finiti alla corte di Spiro Latsis, portandosi dietro i titolari di consistenti patrimoni.
Mistero sui nomi
Il portale finanziario Inside Paradeplatz, che ha divulgato la notizia, di nomi non ne fa. Se non quello del banchiere Boris Collardi, che da CEO di Julius Bär, altro colosso della piazza finanziaria elvetica, è approdato pure lui a EFG, in qualità di azionista, con una quota del 3,6%. Collardi che, nella sua funzione precedente, era stato ammonito dalla Finma, la Consob elvetica, per una vicenda di riciclaggio con il Venezuela, sarebbe il deus ex-machina della migrazione di addetti al private banking di Credit Suisse verso la banca in mani greche .
Le mosse all’interno del sistema bancario svizzero
Al riguardo va detto che EFG è entrata con un ruolo di peso nel sistema bancario svizzero, dopo aver rilevato, nel 2016, la BSI, ovvero la Banca della Svizzera Italiana di Lugano, costretta a chiudere per aver violato la normativa anti-riciclaggio, nello scandalo miliardario del fondo malese 1MDB. La BSI era, per tradizione, la banca di riferimento per molti ricchi italiani delle regioni del nord. Ecco allora che il passaggio a EFG, anche da parte dei gestori patrimoniali della sede di Credit Suisse di Sankt Moritz, va inteso come un tentativo di portare con sé la facoltosa clientela della penisola, residente nella località engadinese. Impresa, invero, non particolarmente difficile, considerati i dubbi che sta suscitando, in parecchi risparmiatori, il grande cantiere aperto da Ubs, per inglobare Credit Suisse. Per non parlare di quella parte consistente della clientela dell’istituto che ha rischiato il tracollo lo scorso 19 marzo, che è tutt’ora infuriata per la cancellazione di 16 miliardi di franchi di obbligazioni subordinate. Operazione contro la quale sono state aperte diverse class action. Ecco, quindi, che per chi non vuole accasarsi presso la nuova mega-banca, può funzionare il richiamo degli stessi gestori patrimoniali che li hanno coccolati per anni. E poco importa se, oggi, lavorano per un istituto più piccolo.