Il segreto per produrre di più, e vivere meglio, è lavorare all’85%
di Irene Maria ScaliseROMA – Rendere al 100% è una sorta di incubo per chi è cresciuto nel mito del duro lavoro. Ma il numero potrebbe rivelarsi improduttivo. E – a sorpresa – per ottenere risultati migliori non si tratta di aumentare gli sforzi. Ma di agire per sottrazione. Cioè diminuirli. Il trucco, che si tratti una consegna lavorativa o un documento da preparare, è provare ad avvicinarsi all'85%. Puntare alla perfezione spesso ci fa sentire malissimo – spiega un editoriale del Wall Street Journal - ci brucia le energie e ci si ritorce contro. Andrebbe considerata invece come una vittoria il fatto di aver raggiunto otto obiettivi su dieci. Addio per sempre al dieci su dieci. Soprattutto non c’è bisogno di vedere il lavoro come un obiettivo binario: perfetto o un fallimento totale. Molto meglio puntare a un qualcosa che si avvicina alla perfezione, pure restandone alla giusta distanza.
ROMA – Rendere al 100% è una sorta di incubo per chi è cresciuto nel mito del duro lavoro. Ma il numero potrebbe rivelarsi improduttivo. E – a sorpresa – per ottenere risultati migliori non si tratta di aumentare gli sforzi. Ma di agire per sottrazione. Cioè diminuirli. Il trucco, che si tratti una consegna lavorativa o un documento da preparare, è provare ad avvicinarsi all'85%. Puntare alla perfezione spesso ci fa sentire malissimo – spiega un editoriale del Wall Street Journal - ci brucia le energie e ci si ritorce contro. Andrebbe considerata invece come una vittoria il fatto di aver raggiunto otto obiettivi su dieci. Addio per sempre al dieci su dieci. Soprattutto non c’è bisogno di vedere il lavoro come un obiettivo binario: perfetto o un fallimento totale. Molto meglio puntare a un qualcosa che si avvicina alla perfezione, pure restandone alla giusta distanza.
La nuova strategia dei leader
A quanto pare alcuni leader aziendali stanno facendo proprio il nuovo messaggio. Il trucco per essere al meglio – spiegano agli increduli (e finalmente sorridenti) dipendenti - è ridimensionarsi un po'. Cercare di correre alla massima velocità porta effettivamente a tempi di corsa più lenti, dicono, citando ricerche sul fitness. Sollevare pesi pesanti fino ad impazzire non stimola un aumento muscolare maggiore rispetto a quello raggiunto fermandosi prima. La società non aiuta a fare la retromarcia però. Leggiamo del lavoro dei sogni di qualcun altro su LinkedIn, guardiamo una mamma preparare un pranzo perfetto per suo figlio su TikTok? Il confronto costante con una presunta perfezione spesso significa che nessun risultato finale sembra mai abbastanza buono.
“E’ una cattiva strategia e costa troppa fatica, ci prosciugheremo”, ha spiegato Greg McKeown , autore di business e podcaster sul tema del perché l'85% è “il punto dolce” che andrebbe perseguito. “Prova a fare un po' meno. Se consegni quel progetto senza una ulteriore presentazione aggiuntiva, a qualcuno importa?" chiede McKeown. “Se prendi una decisione con solo l'85% delle informazioni a disposizione, qual è il risultato? Identico”. E ancora: "Ci sono un sacco di cose irrilevanti che contribuiscono a raggiungere il 100%", ha aggiunto Steve Magness , guru dell'esercizio fisico che allena dirigenti e atleti a lavorare sulle ansie da prestazioni. Quando ci preoccupiamo troppo anche le minuzie cominciano a sembrare “come una crisi esistenziale”, aggiunge. “A volte, più ci sforziamo, peggiore diventa il risultato, ferendoci o soffocando sotto pressione”, dice Magness – il goal è smettere mentre sei in vantaggio e la sensazione che tutta la tua autostima non sia racchiusa in questo momento”.
L’equilibrio dei “Riccioli d’oro”
Il WSJ cita un ultimo esempio: Quando l’economista Krishnamurthy. Subramanian (che è stato il 17° consigliere economico capo del governo indiano ed è uno dei massimi esperti di politica economica, banche e corporate governance) tenne uno dei suoi primi importanti discorsi ai media indiani si preparò ma cercò di non pensarci troppo. “È l’equilibrio di Riccioli d’oro”, spiegò Subramanian, che ora è al Fondo monetario internazionale come direttore esecutivo per l’India, “l’85% non vuol dire rallentare, e quando due delle mie diapositive non arrivarono in tempo, invece di agitarmi dissi a me stesso che il discorso sarebbe andato bene anche se non fosse stato perfetto”. La presentazione fu un successo.