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Condono edilizio, Salvini insiste. Gelo dagli alleati. Fdi: non in manovra

(ansa)

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Il piano della Lega: tra 500 e 5 mila euro per sanare le difformità. Tajani frena: “Solo piccole cose”. Foti: “Interventi minimi”
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ROMA — Una mansarda spuntata dal nulla. Un sottotetto nell’ex soffitta, diventato un ambiente in più accessibile con la scala a chiocciola interna. La veranda chiusa. La stanzetta extra. La finestra dove c’era un muro. Il balconcino che prima non esisteva. Abusi edilizi sanabili più facilmente. 

O per dirla con le parole del vicepremier Matteo Salvini al pubblico amico di Rete4: «Nessun condono per ville e villette costruite in zone sismiche o in riva ai fiumi o alle pendici dei vulcani. Se ti sei fatto la casa sulla spiaggia ti mando la ruspa e la abbatto, ma se c’è un contenzioso con il Comune per l’antibagno o 30 centimetri di veranda, il tinello, il box, la cantina, non è più intelligente per lo Stato e i Comuni dire saniamo queste piccole difformità rispetto al progetto iniziale? Ci sono milioni di italiani in questa situazione che non possono rogitare, vendere casa, affittarla». È come per le «micro» cartelle esattoriali: «Se hai tre milioni di arretrato, puoi andare i…

ROMA — Una mansarda spuntata dal nulla. Un sottotetto nell’ex soffitta, diventato un ambiente in più accessibile con la scala a chiocciola interna. La veranda chiusa. La stanzetta extra. La finestra dove c’era un muro. Il balconcino che prima non esisteva. Abusi edilizi sanabili più facilmente. 

O per dirla con le parole del vicepremier Matteo Salvini al pubblico amico di Rete4: «Nessun condono per ville e villette costruite in zone sismiche o in riva ai fiumi o alle pendici dei vulcani. Se ti sei fatto la casa sulla spiaggia ti mando la ruspa e la abbatto, ma se c’è un contenzioso con il Comune per l’antibagno o 30 centimetri di veranda, il tinello, il box, la cantina, non è più intelligente per lo Stato e i Comuni dire saniamo queste piccole difformità rispetto al progetto iniziale? Ci sono milioni di italiani in questa situazione che non possono rogitare, vendere casa, affittarla». È come per le «micro» cartelle esattoriali: «Se hai tre milioni di arretrato, puoi andare in galera. Se hai 20 mila euro, non è più intelligente per lo Stato chiedere una parte del tutto?».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Tajani segue Salvini sull’ipotesi di condono edilizio: “Possibile sanare piccole cose”]]

Ecco il disegno leghista: abolire la “doppia conformità”. L’obbligo di dimostrare che l’abuso era conforme alla normativa edilizia, quando è stato commesso all’epoca, seppur difforme dal progetto. E che lo è anche ora, al momento della domanda di sanatoria. Una sanzione e via: da 516 a 5.164 euro. Basta la conformità attuale: perché guardare al passato quando le carte sono difficili da reperire? Si fa domanda di sanatoria e se il Comune non risponde entro 60 giorni, tutto sanato. Fine.

Lo si legge nella proposta di legge leghista depositata alla Camera il 7 giugno 2023, primo firmatario Gianangelo Bof. Il 13 settembre si è aggiunto anche il capogruppo leghista Riccardo Molinari. Obiettivo della proposta: «Agevolare gli investimenti, la rigenerazione del patrimonio edilizio, snellire e accelerare i procedimenti amministrativi in materia urbanistica e edilizia, riducendo oneri e adempimenti».

A questo guarda il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini quando parla di nuovo condono edilizio, senza usare la parola condono. Ma di «sanare tutto quanto, centinaia di migliaia di piccole irregolarità architettoniche, edilizie e urbanistiche che intasano gli uffici tecnici dei Comuni di mezza Italia». Risultato doppio: «Lo Stato incassa e i cittadini possono tornare nella disponibilità piena del proprio bene».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Salvini apre al condono edilizio: “Valutare sanatoria su piccole irregolarità”]]

Sì perché molti proprietari, ignari di abusi preesistenti, comprano immobili e poi finiscono nel tritacarne. O non li comprano per evitare grane. «Le compravendite ne risentono, indubbiamente», dice Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia. «Non ho idea di quale sia, nei dettagli, la proposta del ministro Salvini, anche se l’ha annunciata ad un nostro evento. Ma non mi scandalizzerei però se si trattasse di una sanatoria per piccole violazioni che oggi non vengono perseguite. Con un danno oltre la beffa: il responsabile non viene punito, lo Stato non incassa e l’abuso rimane».

In piena pandemia il governo Conte II fu vicinissimo all’abolizione della doppia conformità. Non se ne fece nulla per le perplessità di Pd, Iv, Leu e del ministro dell’Ambiente, il Cinquestelle Costa. Quello stesso governo, nel decreto Semplificazioni di maggio 2020, licenziò l’articolo 34 bis al Testo unico sull’edilizia introducendo la «tolleranza costruttiva» che già consentiva in alcuni casi di andare oltre il 2% di “franchigia” nelle cubature. Entro il 2% di maggiori lunghezze, altezze, superfici e volume non è abuso.

Eccoci dunque alla mini sanatoria. Sembrava una sparata leghista. Non lo è, nonostante i distinguo di rito in maggioranza. «Si può sanare qualche piccola cosa, non un condono», chiosa Antonio Tajani a In Mezz’ora su Rai3. «Parliamo della “minutaglia”», aggiunge Maurizio Gasparri, senatore di FI. «Soprattutto le unifamiliari, la veranda con due vetri nel condominio. Piccole cose, insomma».

Piccole cose che andranno perimetrate, perché la mini sanatoria non diventi un super condono. Ad esempio non più di 50 metri cubi in più, una stanzetta: il limite che molte Regioni applicano. Oppure per abusi di 30-40 anni fa. Fratelli d’Italia, partito della premier Meloni, si barcamena tra il silenzio strategico per non dare sponda all’alleato leghista. E l’altolà tecnico: «Il gettito non si può quantificare per la manovra». Tommaso Foti, capogruppo alla Camera, mette paletti: «Solo interventi minimi di sanatoria, non condoni». Si vedrà. Il tema è popolare.

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