A tutta cedola, ora anche i fondi offrono il rendimento periodico
di Luigi dell'OlioL’inflazione elevata, la congiuntura in deterioramento e la concorrenza agguerrita dei titoli di Stato riportano in auge gli strumenti di risparmio gestito, in primis i fondi ma anche alcuni Etf, che prevedono la distribuzione di cedole. Soluzioni che fanno gola soprattutto ai cassettisti, in quanto garantiscono un flusso di entrate periodiche, ma che non necessariamente sono le più adeguate in termini di rendimenti ed efficienza fiscale. Sul primo fronte perché la somma distribuita periodicamente, in caso di mancato rendimento del fondo, va a erodere il capitale senza che il sottoscrittore ne abbia piena consapevolezza; sul secondo perché la tassazione considera le cedole al pari dei guadagni di valore del prodotto (anche nello sfortunato caso in cui questi non ci sono).
La cedola
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Anche sui bond si fa sempre più attenzione alla cedola: per rendere ancor più attraente la propria offerta, si è inserito da ultimo…
L’inflazione elevata, la congiuntura in deterioramento e la concorrenza agguerrita dei titoli di Stato riportano in auge gli strumenti di risparmio gestito, in primis i fondi ma anche alcuni Etf, che prevedono la distribuzione di cedole. Soluzioni che fanno gola soprattutto ai cassettisti, in quanto garantiscono un flusso di entrate periodiche, ma che non necessariamente sono le più adeguate in termini di rendimenti ed efficienza fiscale. Sul primo fronte perché la somma distribuita periodicamente, in caso di mancato rendimento del fondo, va a erodere il capitale senza che il sottoscrittore ne abbia piena consapevolezza; sul secondo perché la tassazione considera le cedole al pari dei guadagni di valore del prodotto (anche nello sfortunato caso in cui questi non ci sono).
La cedola
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Anche sui bond si fa sempre più attenzione alla cedola: per rendere ancor più attraente la propria offerta, si è inserito da ultimo lo stesso Stato italiano. Dal 2 al 6 ottobre infatti collocherà un nuovo Btp Valore che al posto della tradizionale cedola semestrale sarà caratterizzato da una cedola trimestrale - periodicità che era sparita dai radar dei titoli di Stato - sulla base di tassi prefissati e crescenti nel tempo (il meccanismo cosiddetto di step up). «La remunerazione da interessi ha sempre rappresentato una delle componenti principali del rendimento dei portafogli, soprattutto per i cassettisti», segnala Giovanni Pedone, consulente finanziario autonomo. Il quale ricorda che l’entità della cedola dipende essenzialmente da due fattori: il merito di credito dell’emittente («Quanto più è considerato rischioso, tanto più alta è la cedola offerta per trovare investitori») e il livello dei tassi di interesse, «che devono adeguarsi ai tassi ufficiali decisi dalla Bce». La presenza della cedola fa gola agli investitori che puntano su entrate periodiche per fronteggiare esigenze finanziarie. Ad esempio per integrare lo stipendio e la pensione, o fronteggiare la rata di un finanziamento. Sapere di poter contare su questi incassi ha anche un impatto psicologico in termini di percezione di riduzione del rischio rispetto all’investimento totale, anche se non sempre è effettivamente così.
Il lato dell’offerta
Dal lato dell’offerta, non sono solo le singole emissioni obbligazionarie ad assicurare una distribuzione cedolare periodica, ma anche fondi comuni, Etf (che si distinguono dai primi perché non prevedono la movimentazione del portafoglio, in cambio di commissioni più contenute) e i certificates, che che consentono di prendere posizione su un’attività finanziaria sottostante (azioni, indici, valute e materie prime). Non mancano però aspetti che meritano attenzione. «Quando si investe in strumenti che distribuiscono una cedola, è importante valutare l’effetto che lo stacco della stessa ha sul rendimento totale dell’investimento», avverte Davide Petrella, portfolio manager di Moneyfarm. «I proventi derivanti dal rimborso della cedola non sono, infatti, nient’altro che un importo erogato dallo strumento e non reinvestito nello stesso».
Facciamo un esempio: la quota di un fondo oggi vale 100 euro; nell’arco di un anno guadagna il 5% arrivando a 105 euro; il fondo distribuisce 5 euro all’anno e quindi a quel punto la quota torna a valere 100. Se il fondo l’anno successivo guadagna un ulteriore 5%, ritornerà a valere 105 euro. Se invece lo stesso fondo non distribuisce la cedola, nel secondo anno il suo valore crescerà di 5,25 euro (dato che la percentuale sarà calcolata su una base di partenza di 105 euro).
In sostanza, il mancato reinvestimento nello strumento dell’ammontare erogato dalla cedola genererà un minore rendimento complessivo rispetto alla variante dello stesso strumento i cui proventi vengono automaticamente reinvestiti. Si potrebbe ovviare a questo problema reinvestendo immediatamente le cedole incassate, ma è difficile immaginare che un piccolo investitore faccia scelte così tempestive, anche perché probabilmente ha acquistato un fondo a cedola proprio puntando sui flussi periodici. «Questo fenomeno è tanto più accentuato quanto più lunga è la durata dell’investimento, poiché i benefici dell’interesse composto crescono col passare del tempo», aggiunge Petrella.
L’impatto fiscale delle cedole
Il secondo aspetto da tenere in considerazione riguarda l’impatto fiscale delle cedole, che è del 12,5% per i titoli di Stato e del 26% per le emissioni corporate. A questo proposito, il portfolio manager di Moneyfarm cita come esempio un Etf a distribuzione, il cui prezzo iniziale è di 80 euro, che stacca una cedola di 2 euro dopo un anno. Se il valore del prodotto non sale, dopo un anno l’Etf varrà 78 euro, per cui la cedola verrà presa dal capitale investito, non da un rendimento effettivo. Sui 2 euro verrà applicata l’aliquota fiscale che tratta la cedola come fosse un capital gain, mentre come abbiamo visto non è tale. «Lo stesso fenomeno si verifica anche nel caso in cui il prezzo di mercato dello strumento, allo stacco della cedola, sia più basso del prezzo di acquisto o nel caso in cui la variazione al rialzo del prezzo di mercato non sia sufficiente a superare il costo della cedola», conclude.