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Immobiliare, frenata delle compravendite anche a fine anno. Ecco le piazze più dinamiche

(ansa)
Uno studio di Reopla, in esclusiva per La Repubblica, stima le dinamiche del quarto trimestre. Continua il calo ma meno intenso rispetto a quanto visto fino ad ora: attesa una contrazione del l’8% contro il 16% indicato dall’Istat nel periodo giugno-settembre
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La continua stretta sui tassi da parte della Bce e il rallentamento dell’economia iniziano a farsi sentire sul settore immobiliare, che pure finora ha resistito meglio rispetto ad altri comparti dell’economia, un po’ per l’inflazione che spinge a non rimandare troppo gli acquisti per il timore di prezzi più alti, un po’ per la tradizionale percezione della casa come bene rifugio.
 

Verso una contrazione dell’8%

Secondo le stime di Reopla, che utilizza sistemi di big data analysis per fare previsioni basate sugli andamenti passati e sull’andamento del ciclo economico, nel quarto trimestre le compravendite in Italia si attesteranno a quota 192.177, in calo dell’8% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. A questo proposito gli ultimi dati ufficiali – rilevati dall’Istat – sono relativi al secondo trimestre, quando il calo è stato nell’ordine del 16%, contro una contrazione dell’8,3% nel periodo gennaio-marzo. Dunque, se le stime di Reopla troveranno conferma, la chiusura d’an…

La continua stretta sui tassi da parte della Bce e il rallentamento dell’economia iniziano a farsi sentire sul settore immobiliare, che pure finora ha resistito meglio rispetto ad altri comparti dell’economia, un po’ per l’inflazione che spinge a non rimandare troppo gli acquisti per il timore di prezzi più alti, un po’ per la tradizionale percezione della casa come bene rifugio.
 

Verso una contrazione dell’8%

Secondo le stime di Reopla, che utilizza sistemi di big data analysis per fare previsioni basate sugli andamenti passati e sull’andamento del ciclo economico, nel quarto trimestre le compravendite in Italia si attesteranno a quota 192.177, in calo dell’8% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. A questo proposito gli ultimi dati ufficiali – rilevati dall’Istat – sono relativi al secondo trimestre, quando il calo è stato nell’ordine del 16%, contro una contrazione dell’8,3% nel periodo gennaio-marzo. Dunque, se le stime di Reopla troveranno conferma, la chiusura d’anno indicherà una situazione verso la normalizzazione. E non si tratta di un elemento secondario, considerato che proprio gli ultimi tre mesi dell’anno sono quelli con i volumi più elevati in termini di transazioni immobiliari.

Le piazze più dinamiche

“Dopo la pandemia, il settore immobiliare ha visto una forte crescita passando da oltre 558 mila compravendite del 2020 alle 784 mila del 2022, anno di maggiore espansione del mercato dell’ultimo decennio”, è l’analisi Patrick Albertengo, co-founder e amministratore delegato di Reopla. “Nel 2023, nonostante l'ultimo recente aumento dei tassi, la contrazione sul mercato continuerà a seguire l'andamento storico e pertanto, anche se non escludo che le stime dell'Istat possano avverarsi, i nostri dati indicano sì una contrazione ma che sta affievolendosi”, aggiunge Albertengo. “I nostri dati, raccolti mediante AgentPricing, il servizio online di valutazione immobiliare più usato dalle agenzie immobiliari in Italia, confermano un trend di progressivo rallentamento, probabilmente accentuato dall’aumento dell’inflazione e del tasso dei mutui. Nell’ultimo trimestre dell’anno, infatti, stimiamo che le compravendite di immobili subiranno una contrazione media su scala nazionale dell’8%, con crolli soprattutto nelle città più grandi”. Quanto alle prime dieci città italiane, gli analisti stimano che Milano sarà quella con il numero più elevato di compravendite: 10.920 (-11% rispetto al quarto trimestre del 2022), più del doppio rispetto a Roma (-12%), seconda con 4.813 accordi attesi. A seguire Torino, quindi Bari e Bologna.

A Milano e Roma meglio i capoluoghi dell’hinterland

Lo studio contiene anche un approfondimento relativo all’area del milanese, con gli scambi nelle città di provincia stimate in calo del 23%, quindi il doppio rispetto all’andamento del capoluogo.

Stesso discorso, ma con distanze inferiori nella capitale, con l’hinterland atteso a scambi in contrazione del 10% rispetto al quarto trimestre del 2022.

Infine è Bologna la città italiana in cui si prevede che nel quarto trimestre caleranno maggiormente le compravendite immobiliari: -14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di circa 2.386 transazioni. Flessione ancora maggiore in provincia, dove si registrerà -23%, con 1.255 compravendite.

Quanto a Bari, la stima è di 3.396 scambi in città e 1.224 nella provincia, in entrambi i casi in calo del 13% nel confronto a un anno.

Quanto alle altre città, l’attesa è per un calo del 7% a Napoli città e del 6% in provincia, mentre a Torino il dato dovrebbe attestarsi rispettivamente al 7 al 9%. A Firenze, la stima è di -9% in città e -11% in provincia, mentre Palermo è quello che si difende meglio con -4% e -1%. Infine Catania è attesa a un calo del 6% nel capoluogo e dell’1% in provincia. “In linea di massima, la provincia tende a soffrire prima dei grandi centri le fasi di contrazione dell’economia e l'ultima a beneficiare delle normalizzazioni del mercato. In ogni caso, l'immobiliare sta reagendo comunque bene alle forti pressioni esterne, soprattutto se consideriamo quanto avvenuto ai tassi di interesse””, conclude il manager.

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