Open Fiber cambia l’ad, Gola al posto di Rossetti con l’ok di Palazzo Chigi
di Sara Bennewitz , Sara BennewitzSara Bennewitz
Milano — Giro di poltrone in Open Fiber e Infratel, le due società controllate dallo Stato che gestiscono rispettivamente la rete in fibra ottica più estesa d’Italia e i bandi per le gare del Pnrr nelle aree a fallimento di mercato (dette bianche) e nei distretti industriali (grigie) per cablare l’Italia con una connessione a un Giga. Giovedì 28 si riunirà un cda di Cdp, che dovrebbe tra le altre cose indicare l’ex ad di Acea Giuseppe Gola, con un lungo passato nelle tlc, come nuovo ad di Open Fiber, al posto di Mario Rossetti il cui mandato sarebbe scaduto in primavera e che starebbe per dimettersi.
Sempre il 28 si riunisce un cda di Infratel, società che fa capo a Invitalia, per nominare i nuovi vertici, ovvero Pietro Piccinetti come ad e Giuseppe Del Villano come direttore generale.
I guai di Open Fiber
Rossetti, già direttore finanziario del gruppo dal 2017, era stato il primo manager nominato da Dario Scannapieco, appena assunto il timone in Cdp. Tuttavia la Ca…
Sara Bennewitz
Milano — Giro di poltrone in Open Fiber e Infratel, le due società controllate dallo Stato che gestiscono rispettivamente la rete in fibra ottica più estesa d’Italia e i bandi per le gare del Pnrr nelle aree a fallimento di mercato (dette bianche) e nei distretti industriali (grigie) per cablare l’Italia con una connessione a un Giga. Giovedì 28 si riunirà un cda di Cdp, che dovrebbe tra le altre cose indicare l’ex ad di Acea Giuseppe Gola, con un lungo passato nelle tlc, come nuovo ad di Open Fiber, al posto di Mario Rossetti il cui mandato sarebbe scaduto in primavera e che starebbe per dimettersi.
Sempre il 28 si riunisce un cda di Infratel, società che fa capo a Invitalia, per nominare i nuovi vertici, ovvero Pietro Piccinetti come ad e Giuseppe Del Villano come direttore generale.
I guai di Open Fiber
Rossetti, già direttore finanziario del gruppo dal 2017, era stato il primo manager nominato da Dario Scannapieco, appena assunto il timone in Cdp. Tuttavia la Cassa, padrona del 60% di Open Fiber, avrebbe assecondato un cambiamento data la delicata situazione finanziaria in cui versa la società. Lo scorso marzo il cda di Open Fiber ha approvato un aumento di capitale da 375 milioni, perché non ha rispettato il piano finanziario con le banche su un maxi finanziamento a progetto da 7,2 miliardi, erogato a fine 2021 per completare la rete in fibra.
L’aumento dei costi da un lato, e i ricavi inferiori alle attese dall’altro, hanno costretto i soci di Open Fiber a metter mano al portafogli, nonché a scrivere il 26 giugno una lettera di richiesta di aiuto al Mef, e alle istituzioni tricolori. In proposito la stessa Infratel dovrebbe accordare a Open Fiber circa 360 milioni di anticipi; risorse, che insieme ai 375 milioni dell’aumento di capitale (ancora non ultimato), serviranno ad andare avanti con i lavori e a rifinanziare nuove condizioni con le banche creditrici.
Il nuovo piano industriale
In proposito Rossetti aveva messo a punto un piano industriale, ma visto che bisognerà gestire le nuove risorse in arrivo per rimodulare gli investimenti, i soci, tra cui anche il fondo Macquarie (padrone del restante 40%) hanno preferito accompagnare il nuovo piano con un nuovo management, che dovrà portare a termine gli investimenti. La candidatura di Gola, ingegnere elettronico con un passato ventennale nelle tlc (in Ipse prima e in Wind poi) e un forte background finanziario, sarebbe stata condivisa anche con il capo di gabinetto della premier Meloni, Gaetano Caputi.