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Satispay debutta nei buoni pasto: offerta con zero commissioni per sfidare i big del settore

Il fondatore Alberto Dalmasso: “È un settore con grandi prospettive di crescita. La Borsa? Ora non è il momento”. Per gli esercenti nessuna spesa aggiuntiva rispetto al costo del servizio: 20 centesimi di addebito ma solo dopo i 10 euro. Incassi entro 24 ore
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MILANO –  Un anno fa, a dieci anni dalla nascita, è entrata nell’olimpo degli unicorni. Oggi Satispay, dopo aver raggiunto 4 milioni di utenti, 300mila esercenti e 3 miliardi di volumi annui transati, entra in un nuovo settore, quello dei buoni pasto, porta d’accesso al grande e inesplorato mondo del welfare aziendale. L’azienda parte da una base di 70mila esercenti già convenzionati all’accettazione di buoni pasto, costituendo di fatto una vasta, capillare e in rapida crescita rete di accettazione attiva in Italia. Parallelamente, saranno attivate le prime insegne della GDO che accetteranno i buoni pasto Satispay come Basko, Borello, Coop Lombardia, Despar, Ekom, Nova Coop, Prestofresco, Tigros, e To.Market.
 

“Ci abbiamo messo due anni, dall’acquisizione di AdvisorEat, startup specializzata proprio nel mondo del welfare, a lanciare il nostro servizio buoni pasto – racconta il ceo e co-fondatore di Satispay Alberto Dalmasso -, ora siamo pronti. Si tratta di un mercato d…

MILANO –  Un anno fa, a dieci anni dalla nascita, è entrata nell’olimpo degli unicorni. Oggi Satispay, dopo aver raggiunto 4 milioni di utenti, 300mila esercenti e 3 miliardi di volumi annui transati, entra in un nuovo settore, quello dei buoni pasto, porta d’accesso al grande e inesplorato mondo del welfare aziendale. L’azienda parte da una base di 70mila esercenti già convenzionati all’accettazione di buoni pasto, costituendo di fatto una vasta, capillare e in rapida crescita rete di accettazione attiva in Italia. Parallelamente, saranno attivate le prime insegne della GDO che accetteranno i buoni pasto Satispay come Basko, Borello, Coop Lombardia, Despar, Ekom, Nova Coop, Prestofresco, Tigros, e To.Market.
 

“Ci abbiamo messo due anni, dall’acquisizione di AdvisorEat, startup specializzata proprio nel mondo del welfare, a lanciare il nostro servizio buoni pasto – racconta il ceo e co-fondatore di Satispay Alberto Dalmasso -, ora siamo pronti. Si tratta di un mercato dal valore di 4 miliardi di euro in Italia con possibilità di crescita enormi, visto che a usarli sono solo 4 milioni di lavoratori su 25”. I buoni pasto costituiscono anche un vantaggio fiscale esente e deducibile come costo aziendale per le imprese e il loro tasso di crescita previsto fino a 2030 è del 5% anno sua anno.

Come funziona

Il nuovo servizio offerto da Satispay punta a conquistare aziende ed esercenti promuovendo trasparenza ed equità. Nonostante i buoni pasto siano ampiamente adottati come strumento di welfare dalle grandi aziende, è importante sottolineare che essi sono ancora relativamente poco diffusi tra le piccole e medie imprese e i professionisti autonomi. Questo strumento, sebbene utile, presenta in Italia alcune disfunzioni e squilibri nel mercato, che gravano principalmente sugli esercenti che accettano i buoni pasto, in particolare le piccole attività commerciali.

“Gli esercenti – aggiunge Dalmasso - si trovano a dover affrontare commissioni estremamente elevate, che di solito oscillano tra il 12% e il 15%, e tempi di incasso che possono arrivare fino a 120 giorni. Tali condizioni rendono poco attraente l'accettazione dei buoni pasto per bar, ristoranti e negozi di alimentari, che talvolta li rifiutano del tutto o li accettano solo durante l'orario del pranzo, escludendo le fasce orarie serali e i giorni festivi. Questo comporta un chiaro svantaggio per i lavoratori che vorrebbero utilizzare i buoni pasto in qualsiasi momento”. Il costo per l’esercente sarà il medesimo di Satispay: 20 centesimi per spese sopra i 10 euro, inoltre consente di incassare in un giorno lavorativo dalla transazione.

Il mercato

Oggi l’azienda sta proponendo la nuova offerta al mercato privato, ma presto si orienterà anche verso la pubblica amministrazione: “Nel momento in cui le gare Consip arriveranno davvero a imporre commissioni massime del 5% e non di più entreremo in gara”. Dalmasso prevede che il nuovo business porterà all’azienda il dieci per cento di fatturato in più (100 milioni è la previsione di ricavi per il 2023) in soli diciotto mesi e a raggiungere 10% del mercato in tre anni e 30% in 5 anni.
 

Oggi Satispay continua a crescere a ritmi importanti e il fondatore prevede di continuare con un incremento del business di oltre il cento per cento di anno in anno. La nuova sede di Milano inaugurata lo scorso luglio in zona Isola, ha una capienza fino a 800 persone: “Siamo in 550, di cui 400 a Milano – aggiunge il cofounder – e continuiamo a crescere a ritmo di due persone nuove al giorno, a settembre hanno cominciato a lavorare con noi 110 persone”. Dopo il maxi round dell’anno scorso, però, ora l’azienda non è in cerca di capitale, né vede vicina un’eventuale quotazione: “Al momento siamo molto capitalizzati ma notiamo un rinato interesse nel mercato degli investitori da dopo l’estate, ora però vogliamo concentrarci sull’esecuzione. Per la Borsa è presto, prima dobbiamo essere profittevoli, i prezzi azionari sono ancora alti, sarebbe come salire sulle montagne russe andare a quotare un’azienda delicata che deve ancora crescere più del 100 per 100 ogni anno, ci penseremo tra 4 o 5 anni”. Anche l’internazionalizzazione viaggia passo a passo: dopo l’espansione in Francia e Lussemburgo, Satispay vuole stabilizzarsi in quei mercati per poi andare a conquistare il resto del Vecchio Continente.

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