Evergrande, la crisi torna ad avvitarsi: il titolo sospeso alla Borsa di Hong Kong
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Una spiegazione ufficiale non è stata data. Ma non è così difficile capire che la situazione non è delle migliori. Questa mattina Evergrande, il gigante dell’immobiliare cinese schiacciato da 327 miliardi di dollari di passività, e due sue controllate, hanno sospeso le contrattazioni alla Borsa di Hong Kong. Una mossa che arriva ventiquattro ore dopo la notizia che Hui Ka Yan, il presidente della società, è stato messo “sotto sorveglianza” dalla polizia. E dopo settimane a dir poco turbolente per l’ex colosso del real estate. In serata, la società ha confermato che Hui è sotto indagine e "soggetto a misure coercitive perché sospettato di aver commesso un reato in violazione della legge".
Le azioni della società sono scese del 19% mercoledì sul mercato di Hong Kong, portando le perdite all'81% dalla ripresa delle contrattazioni a fine agosto dopo una sospensione di 17 mesi.
Il piano di rilancio si è incagliato
Il piano di ristrutturazione del debito offshore da tempo atteso vacilla sempre più. L'azienda deve affrontare molti creditori, sia in patria che all'estero, che si stanno spazientendo per la mancanza di un nuovo piano. La società di Shenzhen ha dichiarato a inizio settimana di non essere in grado di emettere nuovi bond a causa di un'indagine in corso sulla sua principale controllata, la Hengda Real Estate Group. La riunione prevista lo scorso weekend con i creditori è stata annullata all’ultimo minuto. Tre giorni fa ha mancato il pagamento dei bond onshore da 547 milioni di dollari. L’ex Ceo e l’ex Cfo sono stati arrestati a inizio settimana, arresti che seguono quelli di alcuni impiegati della controllata Evergrande Wealth Management.
La società dovrà affrontare il 30 ottobre un'udienza presso un tribunale di Hong Kong per la presentazione di un'istanza di liquidazione. Il tempo stringe.
Il tracollo del titolo di Evergrande, nel grafico di Bloomberg degli ultimi 5 anni
L’epicentro della crisi del mattone
Andata in default sulle sue obbligazioni in dollari alla fine del 2021, scatenando poi una crisi nel settore immobiliare cinese che ha contribuito al rallentamento della crescita della seconda economia mondiale, Evergrande annunciò un piano di ristrutturazione del debito offshore (totale di 31,7 miliardi di dollari) a marzo di quest’anno, prevedendo due opzioni per gli obbligazionisti: i creditori possono scambiare tutte le loro partecipazioni in nuove obbligazioni con scadenze da 10 a 12 anni, oppure “una combinazione di nuovo debito e strumenti legati alle azioni dell'unità di servizi immobiliari di Evergrande, della sua divisione di veicoli elettrici o del costruttore stesso”, come scriveva la stessa società all’epoca.
Tutto il settore del mattone non se la passa bene. “Il breve rimbalzo di agosto, dovuto alle politiche governative favorevoli al settore, non ha portato a una vera e propria ripresa, soprattutto se la fiducia del pubblico nell'economia cinese è così bassa”, scrive James Palmer di Foreign Policy. “I prezzi delle case continuano a scendere, anche se vengono artificialmente sostenuti dai governi locali che fissano dei prezzi minimi per paura che un crollo del mercato immobiliare causi il panico nella popolazione”.