Un Btp formato famiglia
di Vittoria PuleddaIl Tesoro fa il bis. La seconda edizione del Btp Valore, a pochi mesi dall’emissione di giugno, si aggiunge alla famiglia dei titoli pensati prevalentemente per i risparmiatori retail (Btp Italia, Btp Valore e Btp Futura, ma solo gli ultimi due sono rivolti esclusivamente agli investitori privati). E ripropone la struttura delle cedole crescenti nel tempo – step up il termine tecnico – con un tasso per i primi tre anni e un altro per gli ultimi due. Per ora sono stati annunciati quelli minimi (4,10% all’inizio, poi 4,5%); quelli definitivi si sapranno a collocamento concluso ma potranno essere solo uguali o migliori di quelli già noti. Il premio di fedeltà – per chi tiene il titolo fino alla scadenza – è pari allo 0,5%, uguale alla precedente emissione, che però durava un anno di meno.
Tasso interessante da subito
La prima osservazione, guardando i tassi, è che stavolta il Tesoro ha proposto uno “scalino” tra il prim…
Il Tesoro fa il bis. La seconda edizione del Btp Valore, a pochi mesi dall’emissione di giugno, si aggiunge alla famiglia dei titoli pensati prevalentemente per i risparmiatori retail (Btp Italia, Btp Valore e Btp Futura, ma solo gli ultimi due sono rivolti esclusivamente agli investitori privati). E ripropone la struttura delle cedole crescenti nel tempo – step up il termine tecnico – con un tasso per i primi tre anni e un altro per gli ultimi due. Per ora sono stati annunciati quelli minimi (4,10% all’inizio, poi 4,5%); quelli definitivi si sapranno a collocamento concluso ma potranno essere solo uguali o migliori di quelli già noti. Il premio di fedeltà – per chi tiene il titolo fino alla scadenza – è pari allo 0,5%, uguale alla precedente emissione, che però durava un anno di meno.
Tasso interessante da subito
La prima osservazione, guardando i tassi, è che stavolta il Tesoro ha proposto uno “scalino” tra il primo e il secondo tasso; in altre parole, la differenza è piuttosto ridotta. È probabile che la ragione sia nel fatto che gli ultimi tempi sono stati caratterizzati da forti oscillazioni sui mercati, per cui il Mef ha puntato a offrire un tasso interessante subito, piuttosto che a fidelizzare il risparmiatore, invogliandolo a tenere il titolo fino alla fine per prendere il tasso più alto nell’ultimo biennio. Calcolando che il sottoscrittore tenga comunque il titolo fino alla scadenza e incassi il premio (su 10mila euro investiti si tratta di 50 euro) il rendimento è sostanzialmente in linea con i tassi espressi sul mercato secondario dei Btp “tradizionali” e durata simile: sul mercato secondario venerdì scorso i valori erano intorno al 4,2% (ma solo 24 ore prima erano più alti). Con il Btp Valore ci si avvicina al 4,4%. «Il rendimento offerto a scadenza, comprensivo del premio di fedeltà, è leggermente più generoso di quanto viene offerto da un Btp classico di durata analoga – spiega Lorenzo Batacchi, portfolio manager Bper e socio Assiom Forex – e siamo sicuramente su livelli interessanti, anche se nelle prossime settimane non sono da escludere altre perturbazioni sui mercati. Ma attenzione: un rendimento annuo composto del 4,39%, comprensivo di premio, si ottiene solo reinvestendo tutte le cedole. Cosa che, per un privato, non sempre è agevole».
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Btp Valore: rendimento sopra la media, ma incognita tassi]]
L’attesa per il mercato
Ora bisognerà vedere la risposta del mercato: la scorsa emissione del Btp Valore è stata accolta con grande favore. E in generale, la strategia che il Mef persegue da tempo – spostare quote crescenti di debito pubblico dagli operatori professionali (e in particolare esteri) alle famiglie – può dirsi premiata dai fatti. Da un anno a questa parte, la quota di titoli detenuti direttamente dalle famiglie è passata dal 7,09 all’11,6%. In soldoni, sono 114 miliardi in più e rispetto al punto di partenza – 162,6 miliardi – rappresentano un incremento monstre del 70%.
Un risultato di grande successo, reso più agevole (forse in misura determinante) dal forte rialzo dei tassi di interesse, che ha portato quasi naturalmente i privati a spostarsi sulle obbligazioni pubbliche a scapito in parte dei conti correnti e in misura massiccia anche dal risparmio gestito (in rosso per oltre 26 miliardi da inizio anno secondo i dati Assogestioni). Rendimenti capaci di ingolosire – a ragione – i risparmiatori e di mettere la sordina a qualche risultato meno positivo.
Come è accaduto con i Btp Futura, i primi disegnati solo per il retail. Sul mercato secondario oggi valgono tra 64 (il Btp che scade nell’aprile ‘37) e 82, il migliore, che scade nel novembre ‘28. Perdite potenziali, per chi tiene il titolo fino alla scadenza, perché a fine corsa verranno rimborsati a 100. Ma comunque non un affare, perché i tassi delle cedole sono stati fissati in un’altra era geologica (anche se solo pochi anni fa) e quindi sono molto più bassi di quelli attuali; anche perché una parte importante dei guadagni era legata al premio finale, parametrato sulla crescita del Pil, che sarà ben più bassa di quanto si sperasse all’emissione (ed è questa la ragione per cui i titoli hanno perso così tanto).
La ricetta Btp Valore
Il Btp Valore invece finora si è dimostrato la ricetta giusta: il precedente titolo, emesso nel giugno scorso, sul mercato secondario ha un valore ancora superiore a 98: una prova di resilienza e di stabilità notevoli, in queste ore di forte volatilità sul mercato dei titoli di Stato. Proprio questa è una delle motivazioni su cui fa leva il Tesoro: un titolo in mano solo alle famiglie è quasi automaticamente più stabile, perché in genere i risparmiatori sottoscrivono il Btp e lo portano a scadenza. Di conseguenza, le quotazioni ballano meno (in entrambi i sensi: anche i potenziali rialzi sono più ridotti, non solo le perdite). Dal punto di vista pratico, anche stavolta sarà possibile acquistare i titoli per un importo minimo di mille euro (e suoi multipli) senza commissioni di collocamento e direttamente sull’home banking (se si possiede) oppure in banca o alle Poste, dove si ha un conto aperto. Il prezzo del collocamento sarà pari a 100 (senza le sorprese dell’asta) e gli importi richiesti saranno tutti assegnati. Non ci sono massimali di collocamento, infatti, anche se il Tesoro potrà decidere di chiudere anticipatamente il collocamento (ma non prima della fine del terzo giorno).