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Bombardieri: “Troppi silenzi sui morti sul lavoro. Se fossero vittime di mafia, lo Stato avrebbe già reagito”

Il segretario della UIL, Pierpaolo Bombardieri, durante il convegno su inflazione e salari promosso dal Dipartimento di Economia dell’Università’ Roma Tre, Roma, 3 luglio 2023. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI 
Il leader Uil: “L’Inail versa due miliardi all’anno nelle casse dello Stato. Usiamoli per investire su controlli e formazione”
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ROMA — «Se la mafia uccidesse tre persone al giorno, come reagirebbe lo Stato?», chiede il leader Uil Pierpaolo Bombardieri al presidente Mattarella, seduto nel salone del Quirinale, ricevuto con i colleghi di Cgil e Cisl, Landini e Sbarra, per porre l’urgenza della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Segretario, la risposta qual è?

«Lo Stato reagirebbe. Quando muore una persona sul lavoro invece, passata l’emozione, subentra l’assuefazione. Non nascondiamocelo, è successo anche dopo Brandizzo. Ma possiamo considerare tre morti al giorno in media come un normale prezzo da pagare al profitto?».

Cosa vi ha detto il presidente?

«Mi è sembrato molto convinto e attento. Ha manifestato tutta la sua disponibilità a tenere alta l’attenzione su questo tema, come d’altronde fa da anni. E di questo lo ringraziamo perché ha dato forza allo slogan della Uil, poi diventato un piano condiviso da tutti, di “zero morti sul lavoro”».

Cosa avete chiesto a Mattarella?

«Gli abbiamo consegnato la p…

ROMA — «Se la mafia uccidesse tre persone al giorno, come reagirebbe lo Stato?», chiede il leader Uil Pierpaolo Bombardieri al presidente Mattarella, seduto nel salone del Quirinale, ricevuto con i colleghi di Cgil e Cisl, Landini e Sbarra, per porre l’urgenza della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Segretario, la risposta qual è?

«Lo Stato reagirebbe. Quando muore una persona sul lavoro invece, passata l’emozione, subentra l’assuefazione. Non nascondiamocelo, è successo anche dopo Brandizzo. Ma possiamo considerare tre morti al giorno in media come un normale prezzo da pagare al profitto?».

Cosa vi ha detto il presidente?

«Mi è sembrato molto convinto e attento. Ha manifestato tutta la sua disponibilità a tenere alta l’attenzione su questo tema, come d’altronde fa da anni. E di questo lo ringraziamo perché ha dato forza allo slogan della Uil, poi diventato un piano condiviso da tutti, di “zero morti sul lavoro”».

Cosa avete chiesto a Mattarella?

«Gli abbiamo consegnato la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, il nostro patto per la salute e la sicurezza sul lavoro. Lo stesso che abbiamo recapitato al governo Meloni a inizio legislatura».

Con quale risultato?

«Abbiamo avuto un incontro a gennaio con la ministra del Lavoro Marina Calderone, quello della mega riunione con 40 sigle. E poi null’altro, se si esclude un tavolo sull’alternanza scuola-lavoro. Ci aspettavamo di essere convocati dopo Brandizzo e il messaggio di Mattarella alla ministra di metà settembre: nulla. E intanto si continua a morire».

Il ministero del Lavoro sta assumendo nuovi ispettori. Basta?

«L’assunzione in corso l’ha decisa il precedente esecutivo. No, non basta. Servono più ispettori e ispezioni. Bisogna coinvolgere l’Inail e le strutture sanitarie territoriali. L’Ispettorato poi, dopo il tentativo fallito di portarlo dentro al ministero del Lavoro, di fatto non gode più dell’autonomia di prima».

Ci sono altre responsabilità di questo esecutivo?

«Le gare al massimo ribasso, il subappalto a cascata, l’eliminazione della norma sulla responsabilità del committente sono tutte scelte del governo Meloni che, assieme alla spinta sui contratti precari, non aiutano anzi favoriscono i rischi. Troppo personale precario non riceve la formazione sulla sicurezza».

Qual è strada per avere “zero morti”?

«Aumentare controlli e prevenzione. Fare formazione sin dai banchi di scuola. Istituire una Procura speciale, con magistrati specializzati. E il reato di omicidio per violazione delle norme sulla sicurezza. Intervenire sulla riforma Cartabia che fa correre la prescrizione. Cambiare la prassi consolidata, la cultura di consegnare il lavoro in fretta, come a Brandizzo. Introdurre una patente a punti ed escludere dai bandi pubblici le aziende che violano le norme sulla sicurezza».

Vasto programma. Come si finanzia?

«Ci sono i due miliardi che Inail versa nelle casse dello Stato ogni anno. Abbiamo sollevato questo punto anche con Mattarella. Chiediamo che quei soldi siano usati per investire sulla sicurezza. Per avere davvero zero morti».

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