✕

I sindacati a Urso: “Servono investimenti per garantire il futuro di Marelli e dell’auto”

I lavoratori della Marelli dello stabilimento di Crevalcore

 
Oggi l’incontro al ministero. Fiom: “Revocare l’iter di chiusura di Crevalcore. Il governo leghi la trattativa con Kkr alla vicenda Tim”
2 minuti di lettura

BOLOGNA — All’azienda si chiede il ritiro della procedura di chiusura della fabbrica, per ora solo sospesa. E al governo di usare il suo peso politico per spingerla su questa strada.

È con queste richieste che i sindacati si presenteranno oggi alle 14 al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dov’è fissato un incontro con la Marelli, che il 19 settembre ha annunciato l’intenzione di fermare le attività già da inizio 2024 nello stabilimento di Crevalcore, nel bolognese, dove lavorano 229 persone. Al tavolo ci sarà anche il ministro Adolfo Urso, che dovrà convincere il gruppo, controllato dal fondo americano Kkr (che nel 2019 ha acquistato Marelli da Fca), a fare il passo mancato la settimana scorsa a un incontro con la Regione.

Davanti alla fabbrica dal giorno dell’annuncio va avanti un presidio ininterrotto degli operai mentre oggi sarà sciopero in tutti gli stabilimenti italiani, con pullman che porteranno i lavoratori a manifestare sotto al ministero.

Marelli (che nei g…

BOLOGNA — All’azienda si chiede il ritiro della procedura di chiusura della fabbrica, per ora solo sospesa. E al governo di usare il suo peso politico per spingerla su questa strada.

È con queste richieste che i sindacati si presenteranno oggi alle 14 al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dov’è fissato un incontro con la Marelli, che il 19 settembre ha annunciato l’intenzione di fermare le attività già da inizio 2024 nello stabilimento di Crevalcore, nel bolognese, dove lavorano 229 persone. Al tavolo ci sarà anche il ministro Adolfo Urso, che dovrà convincere il gruppo, controllato dal fondo americano Kkr (che nel 2019 ha acquistato Marelli da Fca), a fare il passo mancato la settimana scorsa a un incontro con la Regione.

Davanti alla fabbrica dal giorno dell’annuncio va avanti un presidio ininterrotto degli operai mentre oggi sarà sciopero in tutti gli stabilimenti italiani, con pullman che porteranno i lavoratori a manifestare sotto al ministero.

Marelli (che nei giorni scorsi ha sospeso fino a oggi la procedura di chiusura, senza ritirarla) ha detto che la fabbrica, dove si producono componenti in plastica e alluminio per i motori tradizionali, è diventata «insostenibile» per «la contrazione dei volumi legati ai motori a combustione, l’aumento dei costi di materie prime ed energia e la mancanza di nuove commesse legata alla diminuzione di investimenti dei player di settore nell’endotermico».

Ma è una versione che i sindacati contestano perché, dicono, le difficoltà dipendono dai mancati investimenti compiuti negli anni dal gruppo, che ha già subito un calo importante dell’occupazione.

«Il punto di partenza è ritirare la procedura di chiusura per aprire una discussione – spiega Samuele Lodi, che ha la delega alla mobilità nella segreteria della Fiom Cgil – Il governo deve appoggiare questa richiesta. Anche perché ha un tavolo aperto, a cui Fiom e Cgil chiedono di partecipare, con Stellantis, di cui Marelli è il principale fornitore».

Il sindacato non comprende poi perché «negli altri stabilimenti Marelli – sottolinea Lodi – si prevede una curva calante per i componenti legati ai motori tradizionali, ma anche una crescente per quelli elettrici, con una progressiva saturazione dal 2025». «Se non fai investimenti come a Crevalcore – aggiunge Lodi – è evidente che la fabbrica entra in difficoltà».

Presidio alla Marelli, Calenda insegue gli operai che non vogliono parlare con lui: "Dove andate?"

C’è poi un altro aspetto politico, cioè la trattativa aperta dall’esecutivo con Kkr per la cessione della rete Tim. «È un ulteriore carico di responsabilità per il governo – continua il sindacalista – sarebbe contraddittorio che su un tavolo si discuta di quella cessione e su un altro Kkr decida di chiudere uno stabilimento».

Sulla vicenda nel frattempo si è scagliato il leader di Azione Carlo Calenda, che accusa la Cgil e il segretario Maurizio Landini di non aver fatto abbastanza. «Landini cerca un posto in politica e ha bisogno del sostegno di Repubblica che è degli Elkann», ha detto nei giorni scorsi, prima di presentarsi a Crevalcore dov’è stato evitato da funzionari e delegati Cgil. «I lavoratori di Stellantis e Marelli sanno che non li abbiamo mai lasciati soli – ribatte Lodi – tutti i segretari generali della Fiom hanno fatto e faranno tutto per salvaguardare industria, transizione ecologica e occupazione nell’automotive».

Leggi i commenti