Economia

Stellantis, nel futuro di Melfi cinque modelli elettrici e uno ibrido

L'amministratore delegato del gruppo Stellantis, Carlos Tavares

L'amministratore delegato del gruppo Stellantis, Carlos Tavares

 

Incontro con i sindacati sui tempi: si parte alla fine del 2024 con la prima Ds. Nel sito in provincia di Potenza si produrranno anche vetture Opel, Lancia, Jeep. Le sigle metalmeccaniche: “Ora Regione e governo facciano la loro parte”

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MELFI (PZ) – Si parte alla fine del 2024, nell’ultimo quadrimestre, con la prima vettura, una Ds, che debutterà però già come “pilotino” alla fine della prossima settimana. Nel 2025 sarà la volta di altre due macchine, una Jeep e un secondo modello Ds, mentre nel 2026 entreranno in produzione altre due macchine, una a marchio Lancia, probabilmente la nuova Gamma, e una a marchio Opel. Ecco cosa riserva il futuro per lo stabilimento di Melfi, dove è stata assegnata la nuova piattaforma elettrificata Medium.

La casa produttrice guidata dall’amministratore delegato Carlos Tavares ha deciso di svelare date e modelli, in tutto cinque vetture elettriche, una in più delle quattro previste dal piano messo a punto nella primavera del 2022, ai rappresentanti dei lavoratori nell’incontro di questa mattina. Non solo. Ci sarà anche una versione ibrida della Jeep Compass definita di accompagnamento rispetto alla transizione verso l’elettrico. L’incontro dopo gli scioperi e le mobilitazioni degli ultimi mesi. L’ad Tavares aveva già indicato la possibilità di un quinto modello nel faccia a faccia con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a luglio. Ma da allora, in attesa anche della firma dell’accordo tra ministero e azienda, si era persa traccia della nuova vettura per il sito in provincia di Potenza.

“Le cinque auto saranno prodotte su piattaforma Stla Medium, nata appositamente per raggiungere gli obiettivi di elettrificazione; in tal senso viene confermata, da parte di Stellantis, della realizzazione della nuova linea di assemblaggio delle batterie che partirà in contemporanea al lancio dei nuovi modelli”, sottolineano i rappresentanti dei sindacati. La Jeep Compass, altra novità emersa oggi, sarà prodotta anche in una versione ibrida di ultima generazione per accompagnare gradatamente il mercato dell’elettrico, che a livello nazionale non brilla, mentre negli altri Paesi europei va bene.


E’ stato definito il cronoprogramma di uscita delle vetture attualmente in produzione: la prima ad uscire nell’arco del 2024 sarà la 500X, la seconda al termine del 2025 sarà la Jeep Renegade. Buone notizie anche per le indotto. Stellantis, che è partecipata da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi, ha dichiarato che tutte le aziende che ne fanno parte stanno partecipando alle gare in corso ma, in questo processo complesso di transizione energetica, “tutti devono fornire il loro apporto - partendo dalle istituzioni regionali e governative - affinché si possano creare le giuste condizioni per una trasformazione epocale del settore automotive che non produca danni sociali”. Ogni sei mesi ci sarà un tavolo di confronto per verificare la situazione.

“L’annuncio di oggi che sicuramente arriva da molto lontano e da un’azione sindacale fatta di lungimiranza ma nello stesso tempo dai grandi sacrifici dei lavoratori, oggi vede Melfi primo stabilimento italiano ad avere una missione produttiva proiettata al futuro con i 5 modelli elettrici e una versione ibrida”, dicono Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Uglm. “Questo risultato forse sorprenderà quanti hanno “gufato” sul futuro dello stabilimento, non sorprende di certo noi che in questa fabbrica ci crediamo da sempre e oggi abbiamo avuto la conferma di quello che ci meritiamo”.

I sindacati metalmeccanici si rivolgono poi alle istituzioni, tra Regione e ministero guidato da Urso: “Sicuramente oggi non è un punto di arrivo ma di partenza e anzi ribadiamo che a partire da domani la responsabilità della politica che ha voluto questa transizione si deve tradurre in fatti: noi come organizzazioni sindacali abbiamo fatto la nostra parte, ora la Regione Basilicata in primis ed il governo centrale facciano velocemente la loro parte in maniera concreta per garantire il polo automotive di Melfi”.
 

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