Morti sul lavoro, Mattarella in campo. Incontro con i sindacati: “Una ferita”
di Valentina ConteROMA — Un incontro di quaranta minuti per parlare della sicurezza sul lavoro. Da una parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dall’altra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri. I leader dei sindacati avevano scritto a Mattarella il 13 settembre, chiedendo un incontro «per condividere le preoccupazioni» e «illustrare le proposte». E il presidente li ha ricevuti ieri al Quirinale, per ribadire che «lavorare non è morire» e «quello che stiamo facendo non è abbastanza».
Brandizzo, tragedia intollerabile
L’aveva scritto il 12 settembre, il giorno prima della lettera dei sindacati, alla ministra del Lavoro Marina Calderone che quel giorno inaugurava il corso di formazione per 800 ispettori tecnici. Minis…
ROMA — Un incontro di quaranta minuti per parlare della sicurezza sul lavoro. Da una parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dall’altra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri. I leader dei sindacati avevano scritto a Mattarella il 13 settembre, chiedendo un incontro «per condividere le preoccupazioni» e «illustrare le proposte». E il presidente li ha ricevuti ieri al Quirinale, per ribadire che «lavorare non è morire» e «quello che stiamo facendo non è abbastanza».
Brandizzo, tragedia intollerabile
L’aveva scritto il 12 settembre, il giorno prima della lettera dei sindacati, alla ministra del Lavoro Marina Calderone che quel giorno inaugurava il corso di formazione per 800 ispettori tecnici. Ministra convocata al Colle una settimana prima, a pochi giorni dalla tragedia di Brandizzo che ha sconvolto l’Italia: cinque operai morti di notte, il 30 agosto, travolti da un treno mentre sostituivano un pezzo di binari.
Da allora, mentre l’emozione scemava, la triste contabilità dei morti sul lavoro cresceva, inesorabile. Ormai sono tre al giorno in media, 80 al mese, mille all’anno. «Una ferita sociale lancinante, tragedie intollerabili che devono trovare una fine», ha ripetuto tante e troppe volte il presidente Mattarella in questi anni, nel discorso di Capodanno, il Primo Maggio, in ogni occasione utile. «Le morti sul lavoro feriscono il nostro animo. Feriscono le persone nel valore massimo dell’esistenza, il diritto alla vita. Feriscono le famiglie. Feriscono la società nella sua interezza. Non è tollerabile».
Parole ribadite ieri ai sindacati che non hanno nascosto al presidente la «gratitudine» per l’attenzione costante al tema, i ripetuti appelli, le sollecitazioni a «contrastare una deriva che causa troppe vittime». Gli hanno anche consegnato la piattaforma unitaria, il “Patto per la salute e la sicurezza sul lavoro” già presentato alle istituzioni di tutti i livelli, nazionale e regionale, a partire da Palazzo Chigi senza però mai ricevere risposte.
Sindacati divisi sulle responsabilità del governo Meloni
Lo fanno capire soprattutto i leader della Cgil e Uil, al termine dell’incontro. In modo separato, come separati sono stati i tre comunicati finali. I segretari di Cgil, Cisl e Uil concordano, ci mancherebbe, sulla drammaticità della situazione e sull’urgenza di interventi concreti. Chiedono di rafforzare ispezioni e ispettori, inasprire controlli e sanzioni, investire su formazione e prevenzione. Ma poi non riescono a scriverlo in uno stesso comunicato.
Landini e Bombardieri assegnano una parte delle responsabilità anche al governo Meloni che ha peggiorato una situazione già critica di suo, liberalizzando i subappalti a cascata e spingendo voucher e contratti a termine, sinonimo spesso di lavoro mal pagato e poco o per nulla formato sulle norme a tutela della salute e sicurezza.
Il segretario della Cisl Luigi Sbarra — che definisce l’incontro con Mattarella come «di assoluto valore, importante e significativo» — preferisce invece non puntare il dito su questo esecutivo, ma distribuire le colpe un po’ a tutti. Parla di «assenza, perdurante da molti anni, di azioni concrete da parte delle istituzioni e delle associazioni di imprese». Della «volontà di ridurre i sistemi di sicurezza per accelerare i tempi e risparmiare sul lavoro, anche attraverso gli appalti con il massimo ribasso».
Non è la prima volta che la Cisl si smarca da Cgil e Uil. Potrebbe succedere ancora, se l’ipotesi di sciopero generale tornerà sul tavolo.