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Emergenza salari. Così tassi e inflazione erodono lo stipendio

Retribuzioni ferme da trent’anni, mentre inflazione e tassi ne erodono il valore. Ecco gli impatti dei rincari di mutui, bollette, benzina, carrello della spesa. La Cgil in piazza con cento associazioni
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Salari che non crescono da trent’anni. Salari mangiati dall’inflazione. Dai mutui, dalle bollette, dalla benzina, dalla spesa. Salari poco dignitosi. Salari poveri. Anche per questo, la Cgil sarà domani in piazza a Roma con cento associazioni per una manifestazione nazionale che si annuncia molto partecipata. La prima da anni così trasversale e politica. Attesi almeno in 100 mila.

“La via maestra, insieme per la Costituzione” è lo slogan scelto dal sindacato di Corso d’Italia e da più di cento associazioni: dalle Acli all’Anpi, da Greenpeace all’Arci, da Emergency al Gruppo Abele, da Legambiente alla Rete degli studenti medi. Hanno aderito anche i sindaci di Ali, la Lega delle autonomie locali italiane.

Sfileranno per le strade della Capitale, come …

Salari che non crescono da trent’anni. Salari mangiati dall’inflazione. Dai mutui, dalle bollette, dalla benzina, dalla spesa. Salari poco dignitosi. Salari poveri. Anche per questo, la Cgil sarà domani in piazza a Roma con cento associazioni per una manifestazione nazionale che si annuncia molto partecipata. La prima da anni così trasversale e politica. Attesi almeno in 100 mila.

“La via maestra, insieme per la Costituzione” è lo slogan scelto dal sindacato di Corso d’Italia e da più di cento associazioni: dalle Acli all’Anpi, da Greenpeace all’Arci, da Emergency al Gruppo Abele, da Legambiente alla Rete degli studenti medi. Hanno aderito anche i sindaci di Ali, la Lega delle autonomie locali italiane.

Sfileranno per le strade della Capitale, come si legge nel manifesto, «per il lavoro, contro la precarietà, per il contrasto alla povertà, contro tutte le guerre e per la pace, per l’aumento dei salari e delle pensioni, per la sanità e la scuola pubblica, per la tutela dell’ambiente, per la difesa e l’attuazione della Costituzione contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare».

I mutui

La stretta della Bce sui tassi raddoppia il costo delle rate

Meno dell’1,5% nell’agosto del 2021. Quasi il 4,3% due anni dopo. In questi estremi dei dati Abi sui tassi dei mutui c’è tutta la violenza con cui le strette della Bce contro l’inflazione si sono trasferite sulle famiglie. Al decimo rialzo in poco più di un anno, arrivato a metà settembre, la Fabi – il sindacato dei bancari - ha fatto i conti in tasca ai 6,8 milioni di nuclei indebitati, di cui 3,5 hanno aperto un mutuo.

Per chi aveva acceso un variabile, prima dei rialzi, le rate sono arrivate a crescere fino al 75%: chi versava 500 euro al mese, ha visto l’addebito salire a 875. Chi era protetto dal tasso fisso è rimasto al riparo. Ma chi si è avvicinato agli sportelli bancari solo ora ha trovato rate bloccate a costi a volte anche sopra il 6%: significa spendere, per 100 mila euro da restituire in 25 anni, quasi 670 euro al mese.

Per altro, con effetti a macchia di leopardo: ieri la stessa Fabi ha certificato uno “spread” interno al Paese: costi oltre il 6% in Molise, Calabria, Sicilia e Campania; tra il 4 e il 5% in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia. Dove l’economia è più debole il denaro è più caro. Ma non solo le rate del mattone si son fatte più salate: per finanziare in dieci anni un’auto da 25 mila euro, l’extra-costo sul 2021 è di 10 mila euro. Per una lavatrice da 750 euro, il bilancio finale di 5 anni di rate sale da 942 a 1.098 euro.

Bollette

Con il picco dei prezzi del gas conto da trenta miliardi

Nel 2022, gli interventi del governo a sostegno delle bollette di imprese è famiglie è arrivato a costare fino al 5,3% del Pil. Mentre per l’anno in corso siamo alla metà. Lo sostengono dati di Bankitalia: senza gli interventi del governo Draghi prima e poi dell’esecutivo Meloni, gli italiani sarebbero molto più poveri e le aziende più in difficoltà. Senza dimenticare che una mano l’ha data l’inverno: quello scorso ha avuto temperature sopra la media.

Il 2022 è stato l’anno nero per i prezzi dell’energia, che hanno raggiunto il picco estate: a fine agosto i prezzi del gas hanno raggiunto il picco storico oltre i 300 euro al megawattora. Era tra i 15 e i 20 prima dell’invasione russa in Ucraina.

Nel 2022, le spese per l’energia elettrica sono aumentate del 109,5%, secondo l’ufficio studi Cgia di Mestre. Con un extracosto di 58,9 miliardi. Quelle del metano sono cresciute del 126,4%, pari a 32,6 miliardi in più rispetto al 2021. Per le famiglie italiane la spesa è stata di 30 miliardi di euro.

E nel 2023? Va meglio, per il calo dei prezzi: secondo l’Authority che regola il settore energia, la spesa gas per la famiglia tipo da ottobre 2022 a settembre 2023 è stata di 1.459 euro circa, al lordo delle tasse (-13,9%). Per l’elettricità - nel 2023 - sarà di 890 euro (-32,7%).

Carrello della spesa

Prezzi ben oltre l’inflazione crolla il potere d’acquisto

A deprimere di nuovo il potere d’acquisto delle famiglie, dopo un miglioramento nella prima parte di quest’anno, è soprattutto la persistenza di prezzi alti dei beni di largo consumo, in particolare del carrello della spesa. Se l’inflazione generale acquisita da Istat per quest’anno è al 5,7%, quella dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche arriva quasi al doppio: 10,2%.

Da quando, a metà del 2021, i prezzi hanno cominciato a correre macinando dodici punti per poi flettere solo ora dimezzando quel picco, alimentari e bevande si sono impennati del 23%. Le spese per la casa, comprese acqua, elettricità e benzina sono lievitate del 37,7%. I mobili e gli altri servizi per la casa del 12%. Alcolici e tabacchi del 5,6%. Calzature e abbigliamento del 5,2%.

Dopo due anni a questi livelli, i redditi delle famiglie e i loro risparmi – a livelli record nel 2020 – si sono sgonfiati. Gli stipendi non sono cresciuti, se non nei comparti che hanno rinnovato i contratti, come il settore pubblico, e ben sotto l’inflazione. Restano 7,4 milioni di dipendenti del privato in attesa del rinnovo: più della metà.

Carburanti

Benzina e diesel senza freni: in 12 mesi aumento del 14%

Un anno cominciato male per i carburanti e che si avvia a finire peggio, con un aumento tendenziale dei prezzi che, calcola l’Istat, a settembre sfiorava il 14% per un pieno di benzina. Secondo Assoutenti si traduce in oltre 400 euro in più per famiglia. Il primo picco a gennaio, quando il governo Meloni ha deciso di non rinnovare il taglio delle accise varato dal governo Draghi.

All’improvviso i prezzi di diesel e benzina sono aumentati di 18 centesimi al litro. Il governo ha reagito scatenando la “caccia agli speculatori” che si è conclusa con il decreto che impone ai benzinai l’obbligo di esporre il prezzo medio, contestato non solo dalla categoria, ma persino dal l’Antitrust. E che non ha avuto alcun impatto sui prezzi, su cui pesano le tensioni internazionali sull’energia.

Come per una beffa infatti, proprio quando è entrato in vigore l’obbligo del cartello, i prezzi hanno ripreso a correre, tanto che già all’inizio di settembre per la benzina è stata abbattuta la “soglia psicologica” di due euro al litro, persino al self service. Ancora ieri, nonostante una lieve discesa, i prezzi non si sono discostati moltissimo da questi picchi, per il “servito” si va ancora ampiamente oltre i due euro al litro. E non è detto che ci si fermi qui.

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