“Futuro a rischio”. In piazza con la Cgil sfilano i volti della protesta
di Valentina ConteROMA – Le famiglie esasperate dal caro vita, ma anche chi ogni giorno vede i propri diritti negati perché malato, disabile, rifugiato. Ecco chi c’era in piazza con la Cgil nella manifestazionale nazionale: “La Via Maestra”.
Carmelo, attivista: “Noi disabili esclusi. Il ministero è inutile”
Carmelo Comisi, origini siciliane ma romano d’azione, ha ben sistemato lo smartphone sulla sua sedie a rotelle ed è rapidissimo nel guidare i suoi nel corteo Cgil. Filosofo, fondatore e presidente di Disability Pride Italia, dice che non poteva non esserci perché «si parla di diritti negati della Costituzione». E «mi chiedo dove sia finito l’articolo 3, quello che invita a rimuovere gli ostacoli alla partecipazione di tutti alla vita del Paese». Per Carmelo «il ministro della Disabilità è solo una bandierina: questo non è un governo inclusivo, non ha visione né programma, taglia solo». Da troppo tempo «le persone con disabilità sono marginalizzate: non siamo più disabili, ma disabilitati a pren…
ROMA – Le famiglie esasperate dal caro vita, ma anche chi ogni giorno vede i propri diritti negati perché malato, disabile, rifugiato. Ecco chi c’era in piazza con la Cgil nella manifestazionale nazionale: “La Via Maestra”.
Carmelo, attivista: “Noi disabili esclusi. Il ministero è inutile”
Carmelo Comisi, origini siciliane ma romano d’azione, ha ben sistemato lo smartphone sulla sua sedie a rotelle ed è rapidissimo nel guidare i suoi nel corteo Cgil. Filosofo, fondatore e presidente di Disability Pride Italia, dice che non poteva non esserci perché «si parla di diritti negati della Costituzione». E «mi chiedo dove sia finito l’articolo 3, quello che invita a rimuovere gli ostacoli alla partecipazione di tutti alla vita del Paese». Per Carmelo «il ministro della Disabilità è solo una bandierina: questo non è un governo inclusivo, non ha visione né programma, taglia solo». Da troppo tempo «le persone con disabilità sono marginalizzate: non siamo più disabili, ma disabilitati a prendere parte alla vita sociale».
Issam, mediatore culturale: “Ecco il carrello vuoto simbolo di povertà”
Quando chiedi a Issam Idrrs, 43 anni, di quale Paese è ti risponde subito con un sorriso: «Io sono un cittadino italiano». Non ha scordato le sue radici in Sudan, ma da 25 anni è in Italia e lavora come mediatore culturale per Nonna Roma, un banco del mutuo soccorso che aiuta le famiglie povere con la distribuzione di alimenti e beni di prima necessità. Issam motiva il suo essere in piazza con la Cgil perché «questo governo non fa abbastanza per i poveri e perché troppi non ce la fanno». Per questo in corteo sfila con i carrelli vuoti della spesa e i cartellini dei prezzi impazziti. Sara Fiordaliso, attivista di Nonna Roma, spiega che «la situazione è drammatica, tante famiglie italiane e anziani soli non comprano più carne, latte, verdura».
Giulio, igienista: “Sanità dimenticata, vince solo il privato”
Giulio Maccagaro è in piazza con “Medicina democratica” per i giovani che «appena si laureano in Medicina o volano all’estero o scappano dalla professione nel pubblico, aprono la partita Iva e lavorano per il privato dove si guadagna di più». Giulio è un medico igienista, «faccio medicina del territorio da tanti anni, ho i capelli bianchi, ma non mi arrendo allo smantellamento del sistema sanitario». Non poteva mancare alla manifestazione Cgil «perché qui si parla anche di diritti e bisogna dirlo al governo Meloni che non basta mica rifinanziare il Fondo sanitario nazionale, se poi non lo si vincola alle assunzioni per superare le liste d’attesa e impedire che oltre la metà vada anche al sistema privato».
Shady, avvocata: “L’Italia faciliti i visti ai dissidenti iraniani”
Shady Alizadeh, avvocata e attivista di origini iraniane ma dal forte accento pugliese, sfila con la foto di Mahsa Amini, la ragazza iraniana uccisa dalla polizia religiosa per una ciocca che fuoriusciva dal velo. «Sono contentissima per il Nobel per la Pace assegnato a Narges Mohammadi, premio alla sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran. Ma lei è ancora in carcere e c’è molto da fare». Per Shady, «il disinteresse della comunità internazionale è ancora troppo forte, la rivoluzione delle donne vale sempre di meno». Chiede al governo Meloni di «aiutare i rifugiati che arrivano dall’Iran e di sbloccare gli impedimenti burocratici per i visti ai dissidenti». Poi grida: «Donna, vita, libertà!».
Annalisa, Arci: “Ai giovani una vita che non ha dignità”
«Siamo in un momento di grave attacco dei diritti garantiti dalla Costituzione, essere in piazza oggi è un dovere se vogliamo costruire una comunità diversa: coesa, inclusiva, solidale». Annalisa Lamazzi è la presidente di Arci Modena. Arci è forse la presenza più ampia, oltre agli iscritti Cgil, alla manifestazione intitolata proprio alla Costituzione come “Via Maestra”. «C’è un impoverimento generale dei diritti sociali e civili che rischiano di essere smantellati da questo governo», dice Annalisa. «Penso al diritto a un’identità sessuale, al diritto all’aborto, al diritto alle famiglie e non alla famiglia. Questo governo soffia sul conflitto sociale e non si rende conto che troppi giovani non riescono a vivere in modo dignitoso».
Stefano, Anpi: “I morti nei cantieri sconfitta per tutti”
«Non sono della Cgil, ma sono qui a manifestare per esprimere la mia rabbia contro il governo Meloni che sta facendo provvedimenti assurdi, pronti addirittura a mandare altre armi all’Ucraina», dice Stefano Panicci, presidente della sezione Anpi del Trullo-Magliana a Roma, intitolata a Franco Bartolini, «artigiano ebanista antifascista e partigiano». Stefano dice di essere «per la vera pace, contro l’assurdità delle morti nei cantieri e per un salario minimo garantito, altro che 9 euro: io lo metterei a 20 euro per tutti». L’Anpi è molto presente in piazza San Giovanni. Il presidente Gianfranco Pagliarulo dal palco ha chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di togliere le via intitolate ai fascisti.