Tim, il Mef al lavoro sulla rete. Vivendi verso la battaglia legale
di Sara BennewitzMILANO – La vendita della rete di Telecom Italia resta al centro del dibattito, il Mef fa sapere di essere ancora al lavoro sul dossier. Giovedì il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti e il capo di gabinetto del governo Meloni Gaetano Caputi, su richiesta del gruppo francese che è il primo azionista di Tim, giovedì hanno ricevuto il presidente Yannick Bollorè e l’ad Arnaud de Puyfontaine, in un incontro che viene definito da diverse fonti “costruttivo e cordiale”. Ma che non ha spostato le posizioni in campo
In arrivo offerta di Kkr, senza il Mef
Lo scorso 10 agosto il Mef ha firmato con Kkr una lettera d’intenti (Mou) non vincolante, ma dettagliata, impegnandosi a rilevare fino al 20% della Netco e a investire fino a 2,5 miliardi di risorse pubbliche per assicurare il …
MILANO – La vendita della rete di Telecom Italia resta al centro del dibattito, il Mef fa sapere di essere ancora al lavoro sul dossier. Giovedì il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti e il capo di gabinetto del governo Meloni Gaetano Caputi, su richiesta del gruppo francese che è il primo azionista di Tim, giovedì hanno ricevuto il presidente Yannick Bollorè e l’ad Arnaud de Puyfontaine, in un incontro che viene definito da diverse fonti “costruttivo e cordiale”. Ma che non ha spostato le posizioni in campo
In arrivo offerta di Kkr, senza il Mef
Lo scorso 10 agosto il Mef ha firmato con Kkr una lettera d’intenti (Mou) non vincolante, ma dettagliata, impegnandosi a rilevare fino al 20% della Netco e a investire fino a 2,5 miliardi di risorse pubbliche per assicurare il futuro di un asset strategico, nonché i dipendenti del gruppo. Tuttavia il Mef non sarà in grado di firmare l’offerta vincolante di Kkr entro il 15 ottobre, perché deve ancora ricevere il via libera della Corte dei Conti e dell’Agcm.
Secondo fonti finanziarie giovedì Vivendi ha illustrato al governo i suoi dubbi sulla cessione della rete, ribadendo la sua contrarietà a una vendita dell’infrastruttura del gruppo, e proponendo una soluzione industriale alternativa che sarebbe accompagnata da un cambio di management, ma che non richiede un aumento di capitale, nell’interesse di tutta l’azienda e dei suoi 40 mila dipendenti. In proposito il Mef, dopo aver ascoltato sia Yannick Bollorè sia Arnaud de Puyfontaine, avrebbe detto che si riserva di dare una risposta ai dubbi sollevati dal socio francese. Vivendi, principale azionista di Tim con il 23,75% del capitale da mesi ribadisce che l’offerta di Kkr, che ad agosto è stata affiancata dal Mef, non rende giustizia al valore strategico dell’infrastruttura, senza risolvere il problema del debito alla radice, mettendo a rischio la società che rimane e i suoi 20 mila dipendenti. Per questo l'azionista francese è pronto a tutelare i suoi diritti nelle sedi legali più opportune.
I diversi pareri legali sulla vendita della rete
In proposito Telecom Italia ha chiesto tre pareri legali, tra cui quello dell’avvocato Andrea Zoppini, secondo cui la vendita della rete può essere decisa dal cda senza chiedere un previo via libera all'assemblea dei soci. Il cda potrebbe quindi votare la vendita e convocare un'assemblea consultiva, ma non è chiaro cosa potrebbe succedere se la maggioranza dell’assise dovesse esprimere un parere diverso da quello maturato dal consiglio. Vivendi sarebbe pronta a fare un ricorso d’urgenza contro la decisione del cda, perché secondo diversi pareri legali raccolti dal gruppo francese tra cui quello del notaio Mario Notari e dello studio Chiomenti, la vendita della rete incide sull'oggetto sociale, e quindi la decisione spetta all'assemblea straordinaria degli azionisti.