Nadef, Giorgetti: “Guerra aggiunge instabilità. Se situazione peggiora faremo riflessioni sui saldi”. Sul taglio del cuneo non strutturale: “Fiero di aver messo un’ipoteca per i lavoratori”
di Valentina ConteROMA – “L’incertezza che caratterizzava il contesto esaminato nell’ambito del Def non si è diradata”, dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla Nadef. “In questo contesto si inseriscono i recenti eventi che hanno caratterizzato l’area mediorientale, che aggiungono ulteriore instabilità ad un quadro già reso complicato da conflitti e tensioni geopolitiche”. Tensioni che rischiano di entrare negli equilibri delle finanze pubbliche italiane: "Noi abbiamo previsto degli scenari avversi, tra cui anche soprattutto l'aumento del prezzo del petrolio: – ha ricordato Giorgetti a chi domandata se gli ultimi eventi impatteranno sui saldi della Nadef – Vediamo la situazione come va, è chiaro che se la situazione peggiora, non solo in Italia ma a livello globale bisognerà fare altre riflessioni".
Prudenza e serietà
Ecco perché, spiega il ministro Giorgetti, l’azione del governo continua a essere improntata a …
ROMA – “L’incertezza che caratterizzava il contesto esaminato nell’ambito del Def non si è diradata”, dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla Nadef. “In questo contesto si inseriscono i recenti eventi che hanno caratterizzato l’area mediorientale, che aggiungono ulteriore instabilità ad un quadro già reso complicato da conflitti e tensioni geopolitiche”. Tensioni che rischiano di entrare negli equilibri delle finanze pubbliche italiane: "Noi abbiamo previsto degli scenari avversi, tra cui anche soprattutto l'aumento del prezzo del petrolio: – ha ricordato Giorgetti a chi domandata se gli ultimi eventi impatteranno sui saldi della Nadef – Vediamo la situazione come va, è chiaro che se la situazione peggiora, non solo in Italia ma a livello globale bisognerà fare altre riflessioni".
Prudenza e serietà
Ecco perché, spiega il ministro Giorgetti, l’azione del governo continua a essere improntata a “prudenza realista” con la Nadef e poi con la manovra di Bilancio, la seconda del governo Meloni. “Continueremo ad agire con serietà” nonostante “scelte molte difficili” da prendere in un “contesto mutevole e complesso”. La scommessa è per una “crescita sostenibile e duratura”.
Cuneo, fisco, famiglia e sanità
La “proroga” del taglio al cuneo contributivo per Giorgetti è “doverosa per un valido sostegno a redditi e consumi delle famiglie con redditi più bassi”. Dal fisco verrà un “ulteriore stimolo, con la riduzione a tre aliquote dell’Irpef ci sarà un alleggerimento della pressione fiscale e quindi maggiore reddito disponibile”. Poi ancora: “Misure per denatalità a famiglie con redditi medio-bassi con più di due figli, un avvio di rinnovo dei contratti pubblici 2022-24, particolare attenzione al personale medico-sanitario”.
L’ipoteca nei conti pubblici
Incalzato dalle domande di deputati e senatori, in particolare di Luigi Marattin (Italia Viva) sul taglio del cuneo non strutturale, il ministro Giorgetti difende la misura. “L’abbiamo fatto per andare incontro ai lavoratori con stipendi bassi colpiti dalla perdita di potere d’acquisto. Rivendico questa misura che non è elettorale, ma giusta. E sono fiero di aver messo un’ipoteca sui conti pubblici a favore dei lavoratori: tutti i governi dopo di noi dovranno rinnovarlo”.
L’Upb promuove la Nadef
L’Ufficio parlamentare di bilancio promuove il quadro delineato dalla Nadef approvata dal governo. Ma avverte del pericolo di non controllare una dinamica già molto alta del debito pubblico. La lentezza degli investimenti legati al Pnrr e l’incertezza sulle annunciate privatizzazioni per un punto di Pil in tre anni possono portare la traiettoria del debito verso l’alto anziché in diminuzione, esponendo l’Italia a un rischio sia di procedura europea che di mercato, con gli investitori che chiedono un prezzo più alto per comprare titoli italiani, spingendo lo spread.
La stagnazione
La previsione è per “una seconda metà dell’anno in cui sostanzialmente l’economia ristagna o registra comunque una crescita molto numerata. Ci aspettiamo una seconda metà anno non particolarmente brillante”, dice la presidente dell’Upb Lilia Cavallari in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla Nadef.
Le criticità del Pnrr
“Permangono criticità connesse con l’ipotesi alla base delle previsioni che vi sia l’integrale, tempestivo ed efficiente utilizzo da parte dell'Italia dei fondi europei. Nei primi due anni del programma l’attivazione di investimenti pubblici è stata modesta”, osserva Cavallari. In un contesto come l’attuale di ulteriore incertezza invece “occorre avanzare speditamente con l’attuazione degli interventi e con le riforme strutturali”.
Privatizzazioni incerte
“Vi è incertezza sull’effettiva realizzazione del programma di dismissioni mobiliari, dal quale dovrebbero derivare proventi per almeno l'1% del Pil entro il 2026”, sottolinea Cavallari. “Si tratta di importi rilevanti se si osservano i dati sulle privatizzazioni degli anni immediatamente precedenti la crisi pandemica”. E questo può influire sulla traiettoria del rapporto tra debito e Pil: “Senza privatizzazioni, avremo mezzo punto di debito in più nel 2026”.