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Taxi, tre sigle scioperano fino alle 24. Sit-in davanti al ministero di Urso, in Prefettura a Torino e a Napoli

UN'IMMAGINE DI UNO SCIOPERO DEL 2022

 
L’iniziativa non dovrebbe paralizzare il Paese perché la maggioranza dei sindacati – spesso vicini a Fratelli d’Italia e Lega – non aderisce
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ROMA – Dalla mezzanotte e fino alle 24 di oggi, va in scena uno sciopero dei taxi che – questo è il pronostico – non dovrebbe paralizzare il Paese. 

L’agitazione – che prende di mira la nuova legge di riforma del settore – è indetta da tre soli sindacati sui 24 presenti nel Paese. Ci sono in campo, in queste ore, Fast Confsal, USB-Taxi e Or.sa Trasporti. 

I tre sindacati non contano, tra l’altro, su forze oceaniche. Sia Fast Confsal sia Or.sa (radicata soprattutto a Napoli) hanno circa 500 tassisti iscritti in tutto il Paese.

Allargare la base

Certo, le tre sigle venderanno cara la pelle. Giampiero Rocca (di USB-Taxi) è convinto che anche autisti non iscritti oppure autisti iscritti ad altre sigle spegneranno la vettura per sostenere la loro iniziativa.

La stessa Or.Sa sta tentando di allargare la base del consenso perché –spiega il segretario Rosario Gallucci – “questa agitazione è sacrosanta. A muoverci c’è la convinzione che la…

ROMA – Dalla mezzanotte e fino alle 24 di oggi, va in scena uno sciopero dei taxi che – questo è il pronostico – non dovrebbe paralizzare il Paese. 

L’agitazione – che prende di mira la nuova legge di riforma del settore – è indetta da tre soli sindacati sui 24 presenti nel Paese. Ci sono in campo, in queste ore, Fast Confsal, USB-Taxi e Or.sa Trasporti. 

I tre sindacati non contano, tra l’altro, su forze oceaniche. Sia Fast Confsal sia Or.sa (radicata soprattutto a Napoli) hanno circa 500 tassisti iscritti in tutto il Paese.

Allargare la base

Certo, le tre sigle venderanno cara la pelle. Giampiero Rocca (di USB-Taxi) è convinto che anche autisti non iscritti oppure autisti iscritti ad altre sigle spegneranno la vettura per sostenere la loro iniziativa.

La stessa Or.Sa sta tentando di allargare la base del consenso perché –spiega il segretario Rosario Gallucci – “questa agitazione è sacrosanta. A muoverci c’è la convinzione che la legge di riforma non vada bene. Noi non siamo mossi – preciso – da motivazioni politiche”.

Il tentativo di coinvolgere altre sigle si scontra, però, contro un ostacolo che è tutto politico. Molte sigle sindacali del Paese sono vicine a Fratelli d’Italia e alla Lega. Dunque non sono disponibili a criticare la legge Meloni sui taxi, anche se non la condividono pienamente.

Le città escluse

Alcune informazioni di servizio: 
- l’agitazione è iniziata a mezzanotte e proseguirà fino alle 24;
- il sito del Garante degli scioperi segnala le zone che sono escluse;
- si tratta di Brescia, Genova, Trento, Cosenza e del Trentino Alto Adige.

Sempre il Garante ricorda che il servizio dovrebbe essere comunque garantito in due fasce protette: dalla mezzanotte di inizio dello sciopero e fino alle otto del mattino; quindi dalle 17 alle 20.

In realtà, i tassisti quando scioperano, scioperano. Difficilmente, rispettano le fasce protette. Viceversa, sono disponibili ad aiutare persone più deboli (come i diversamente abili).

Il Garante degli scioperi, in ogni caso, "ha preso atto della regolarità della proclamazione, in quanto rispettosa della normativa vigente".

Le motivazioni

Scrive Fast Confsal, per motivare l’agitazione: "Non siamo contrari per principio né al sistema della doppia guida né al rilascio delle licenze temporanee. Ma quanti saranno i tassisti che investiranno 30mila o 40mila euro per acquistare un veicolo a basso impatto con la prospettiva di poter lavorare soltanto 12 mesi?”.

Sia Fast Confsal e sia Or.Sa chiedono poi che i sindaci non scarichino sui tassisti le loro responsabilità: il taxi – spiegano – è un mezzo complementare che dovrebbe integrarsi con autobus, tram e autobus efficienti. E invece il trasporto pubblico zoppica.

I sit-in

A Torino le tre sigle sindacali daranno vita a un breve corteo, in mattinata dalle 9:30, da Piazza Vittorio a Piazza Castello, dove chiederanno di essere ricevute dal Prefetto.

Picchetti e sit-in a Roma, sempre al mattino, davanti al ministero delle Imprese (che ha partorito la riforma del settore). Invece i tassisti di Or.Sa. – molto radicati a Napoli – si raduneranno sotto Palazzo San Giacomo, sede della giunta comunale. 

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