MILANO – Le proiezioni contenute nella Nadef messa a punto dal governo italiano "rappresentano un significativo allentamento della politica fiscale rispetto agli obiettivi precedenti". Il giudizio è espresso dall’agenzia di rating Fitch.
"Le nostre previsioni aggiornate sul deficit pubblico, pari al 5,2% del Pil nel 2023 e al 4,2% nel 2024, sono ora vicine ai nuovi obiettivi del governo, dopo le revisioni al rialzo di 0,8 e 0,7 punti percentuali effettuate dopo la revisione del rating sovrano di maggio. Fitch prevede un calo minore del debito pubblico/Pil rispetto alla revisione, anche se il rapporto debito/Pil risulta più basso a causa delle revisioni statistiche che hanno aumentato il Pil nel 2021-2022".
In particolare, l'agenzia di rating stima ora che il rapporto tra debito pubblico e Pil scenda di 1,3 punti percentuali al 140,3% quest'anno, meno dei 2,2 punti percentuali previsti a maggio, a causa della revisione del deficit. Fitch si attende inoltre che il debito si stabilizzi al 140% del Pil alla fine del 2025, "poichè il ritorno a un avanzo primario è compensato dagli aggiustamenti dello stock-flow e dall'aumento dei costi del servizio del debito".
ll giudizio delle agenzie di rating e il monito Fmi
La notizia di Fitch “inaugura” in un certo senso la finestra durante la quale i conti italiani finiranno sotto la lente delle agenzie. Il calendario prevede infatti per il 20 ottobre il giudizio di S&P (BBB con outlook stabile), poi il 27 ottobre sarà la volta di Dbrs (BBB con outlook stabile). Tocca quindi proprio a Fitch il 10 novembre (BBB con outlook stabile) e quindi il 17 novembre è atteso il giudizio più teso: quello di Moody’s, che tiene l’Italia soltanto un gradino sopra il livello “junk” (BAA3 con outlook negativo).
La manovra in deficit che il governo si appresta a varare, dopo avere approvato la Nadef, preoccupa soprattutto per l’allentamento su deficit e debito. Non è un caso che ancora dall’Fmi arrivi un ennesimo richiamo sulla disciplina di bilancio: il debito/pil italiano cala troppo lentamente e il Governo deve quindi porsi obiettivi più ambiziosi sul fronte dell'aggiustamento dei conti, è l'invito di Vitor Gaspar, direttore del dipartimento di Bilancio dell'Fmi in conferenza stampa. "Nelle nostre ultime proiezioni abbiamo indicato che il debito pubblico calerà si ma molto lentamente e rimane ben al di sopra del livello prepandemico", ha spiegato. La ricetta: riforme per accelerare la crescita e risparmi. "E' estremamente importante diluire il debito in maniera graduale nel tempo - ha spiegato - ma è altrettanto importante che vi sia una maggiore ambizione in termini di aggiustamento dei conti e nel contesto di rafforzamento degli obiettivi che si pone il governo".
Giorgetti: “Unica cosa in extra-deficit è la conferma del taglio del cuneo”
Il susseguirsi di moniti coglie il ministro Giancarlo Giorgetti nel mezzo del passaggio in Parlamento della richiesta di scostamento di bilancio. "Le agenzie di rating fanno il loro mestiere e le rispetto. Quando leggeranno la legge di Bilancio capiranno che l'unica cosa che abbiamo fatto in extra deficit, a parte ovviamente l'Ucraina, a parte le cose che non dipendono da noi, è esattamente la conferma del taglio del cuneo contributivo", ha detto Giorgetti rispondendo a una domanda sulle valutazioni di Fitch e sull'Fmi. "Dopodiché è chiaro che chi fa il direttore del Fondo monetario internazionale fa un mestiere diverso da un politico", ha aggiunto Giorgetti. "L'Fmi dà, diciamo, le direttive ai governi. Io ho a che fare con il Parlamento, e soprattutto con la gente e con le famiglie che stanno soffrendo".
Via libera di Camera e Senato alla risoluzione sullo scostamento
Proprio in Parlamento è arrivato l’ok alla risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio (6-58). L'Aula della Camera, intanto, ha approvato la risoluzione con 224 sì e 127 no. Semaforo verde anche dal Senato: i voti a favore sono stati 111, quelli
contrari 69.