Gasdotto Finlandia-Estonia: cosa sappiamo dell’esplosione e perché provocherà l’aumento delle bollette
di Luca PagniROMA – A due giorni dall’esplosione che lo ha colpito nella notte tra sabato e domenica scorsa, il caso del gasdotto tra Finlandia ed Estonia ieri è arrivato sul tavolo della Nato. I paesi del Patto, riuniti a Bruxelles, hanno fatto il punto su quanto accaduto al Baltic Connector, l’infrastruttura che collega i due paesi nordici e che sulla carta dovrebbe garantire la diversificazione delle fonti energetiche.
Secondo le prime rilevazioni, nonché dai dati dei sismologi in Norvegia, le possibilità che il tubo sia stata danneggiato da una grossa esplosione sono elevate. Il pensiero è subito andato al sabotaggio della più importante infrastruttura che passa sotto il Baltico: una delle due linee del Nord Stream – gasdotto che collega la Russia alla Germania - è stato colpito n…
ROMA – A due giorni dall’esplosione che lo ha colpito nella notte tra sabato e domenica scorsa, il caso del gasdotto tra Finlandia ed Estonia ieri è arrivato sul tavolo della Nato. I paesi del Patto, riuniti a Bruxelles, hanno fatto il punto su quanto accaduto al Baltic Connector, l’infrastruttura che collega i due paesi nordici e che sulla carta dovrebbe garantire la diversificazione delle fonti energetiche.
Secondo le prime rilevazioni, nonché dai dati dei sismologi in Norvegia, le possibilità che il tubo sia stata danneggiato da una grossa esplosione sono elevate. Il pensiero è subito andato al sabotaggio della più importante infrastruttura che passa sotto il Baltico: una delle due linee del Nord Stream – gasdotto che collega la Russia alla Germania - è stato colpito nei primi mesi del conflitto tra Russia e Ucraina. il Nord Stream è stato costruito da una joint venture tra Gazprom, il colosso del gas controllato dal Cremlino e un gruppo di aziende europee.
Secondo una inchiesta del New York Times che ha citato fonti dell’intelligence Usa, le responsabilità sarebbero da attribuirsi a gruppi filo-ucraini. Ma a distanza di più di un anno non c’è stata ancora una ricostruzione certa. Nel caso del gasdotto tra Finlandia ed Estonia le prime indagini si starebbero invece indirizzando verso la Russia, che al momento nega il coinvolgimento. E non c’è ancora nessuna evidenza di un possibile ruolo di Mosca.
La prudenza prevale anche al tavolo della Nato, Il segretario Jens Stoltenberg ha preso tempo: “Dobbiamo aspettare la fine delle indagini, per capire da che cosa e' stato causato e se è stato un attacco deliberato". Lo ha detto nella conferenza stampa che si è tenuta nel quartier generale dell'Alleanza. "Siamo in stretto contatto con Finlandia e Estonia, e condivideremo con loro le informazioni che abbiamo". Stoltenberg ha aggiunto che 'se si dimostrerà che l'attacco all'infrastruttura critica è stato deliberato, sarà considerato come un grave incidente e la risposta sarà unita».
Helsinki: “Deteriorati i rapporti con Mosca”
Meno prudente il punri di vista di Helsinki. Il direttore dei servizi segreti Antti Pelttari ha indicato in una conferenza stampa che «la minaccia di operazioni di spionaggio o di influenza contro le infrastrutture critiche è aumentata». In un rapporto dei servizi di intelligence è scritto che le relazioni con la vicina Russia si sono "significativamente deteriorate" dopo l'adesione della Finlandia alla Nato nell'aprile scorso e che Mosca "è pronta a prendere misure contro la finlandia". Pelttari è andato anche oltre: “Non si puo' escludere il coinvolgimento di un attore statale" nell'incidente al Baltic Connector.
Il prezzo del gas prende il volo
Le conseguenze del possibile attentato non si sono fatte attendere sul mercato del gas. Il prezzo, a livello europeo, è salito non appena è stata diffusa la notizia, con un rialzo che ha toccato il 13%. Le quotazioni, dopo la pausa di ieri, hanno ripreso a crescere e sono tornate a sfiorare il 50%.
I timori non riguardano tanto la mancanza di materia prima nell’immediato: il Baltic Connector è una infrastruttura “locale” e la Finlandia ha la possibilità di usare anche in rigassificatore sulla costa per il suo approvvigionamento. Quello che spaventa gli operatori è la possibilità che il conflitto tra Israele e Hamas coinvolga altri paesi dell’area, molti dei quali – dal Qatar agli Emirati – sono tra i maggiori fornitori del mercato globale di Gnl, il gas naturale liquefatto che viene spedito via nave.
A incidere sugli aumenti odierni è l’ennesima protesta sindacale negli impianti per la liquefazione del gas in Australia: la produzione di Gnl (il gas liquefatto che viene spedito via mare) sta causando una scarsità di offerta da alcune settimane in Asia. Nel quadrante, l’Australia è il maggiore produttore, nonché uno dei primi esportatori al mondo.
In arrivo aumenti in bolletta
In ogni caso, la revisione delle tariffe del gas per le nostre bollette si basa in buona parte sui prezzi stabiliti sul mercato all’ingrosso che a loro volta dipendono dalle quotazioni internazionali. Un rialzo di quest’ultime a caduta arriva sulle bollette di cittadini e imprese. La prossima revisione è prevista a fine mese e viene calcolata sulla media giornaliera dei prezzi sulle piattaforme di scambio. Al momento il rialzo è consistente: da inizio ottobre oscilla tra il 30 e il 40% in più rispetto al mese scorso. E non si tratta di buone notizie con l’avvicinarsi della stagione fredda. Se non altro le temperature nettamente sopra la norma stanno limitando il consumo di gas e, di conseguenza, l’impatto sulle bollette.