✕

Landini: “Cnel piegato a logica politica sul salario minimo. Non vado a Palazzo Chigi”

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini 

 (ansa)
Per il leader Cgil “chi dirige oggi il Cnel ha scelto di fare la terza Camera”. E sulla manovra: “Il governo ci chiama per illustrare, non per fare mediazione”. Brunetta: “Landini fa politica, giù le mani dal Cnel”
2 minuti di lettura

ROMA – “Sul salario minimo si è snaturato il ruolo del Cnel”, dice il segretario generale Maurizio Landini in una conferenza stampa organizzata a poche ore dal voto del Cnel e dalla convocazione per questa sera a Palazzo Chigi delle parti sociali sulla manovra. Tavolo a cui Landini non parteciperà: per la Cgil ci sarà Christian Ferrari. Reagisce subito il presidente del Cnel Renato Brunetta: “Giù le mani dal Cnel”.

Cnel snaturato

“Chi dirige oggi il Cnel ha scelto di fare la terza Camera, piegando l’organo a una logica politica, partita dalla richiesta del governo che anziché dire cosa pensa e che cosa vuole fare su salari e contratti ha scaricato il proprio ruolo sul Cnel, mettendone così in discussione …

ROMA – “Sul salario minimo si è snaturato il ruolo del Cnel”, dice il segretario generale Maurizio Landini in una conferenza stampa organizzata a poche ore dal voto del Cnel e dalla convocazione per questa sera a Palazzo Chigi delle parti sociali sulla manovra. Tavolo a cui Landini non parteciperà: per la Cgil ci sarà Christian Ferrari. Reagisce subito il presidente del Cnel Renato Brunetta: “Giù le mani dal Cnel”.

Cnel snaturato

“Chi dirige oggi il Cnel ha scelto di fare la terza Camera, piegando l’organo a una logica politica, partita dalla richiesta del governo che anziché dire cosa pensa e che cosa vuole fare su salari e contratti ha scaricato il proprio ruolo sul Cnel, mettendone così in discussione l’autonomia e l'autorevolezza. Forzature di questa natura non erano mai state fatte”.

“Non ci devono certo insegnare come si fa la contrattazione”, aggiunge Landini. “Ma quello che è successo al Cnel non è un incidente: questo governo vuole cambiare le relazioni sociali nel nostro Paese. Ma non staremo zitti e fermi”. Per Landini, “se non si voleva spaccare il Cnel, non si doveva votare a maggioranza e si doveva offrire una serie di proposte al governo. È questa la regola ora? Che il Cnel decide a maggioranza e si sostituisce alle parti sociali?”.

Verso lo sciopero generale

Per il 18 ottobre Landini annuncia l’assemblea generale della Cgil per decidere come proseguire la mobilitazione. “Il governo ha scelto di non aprire alcuna trattativa sulla manovra con le parti sociali, ma ci convoca ancora solo per illustrare scelte fatte. A questo punto non escludiamo nulla, anche lo sciopero generale”. "Il governo ha paura di confrontarsi con le parti sociali”, prosegue Landini. “Qui c’è un attacco alla Costituzione”.

E sulla convocazione di questa sera a Palazzo Chigi: “Incontro che durerà un’ora e mezza a cui sono invitate 17 associazioni, cui seguirà un altro incontro con altre 17 associazioni. Ci convocano di venerdì sera e lunedì c'è il Consiglio dei ministri sulla manovra. Una manovra miope che non fa crescere il Paese e pensa a interessi elettorali”.

La replica di Brunetta

“A chi oggi dirige la Cgil e parla di ‘snaturamento’ del Cnel – si legge in una nota firmata dal presidente del Cnel Renato Brunetta – solo perché, invece di limitarsi a ratificare le tesi politiche di una minoranza, esercita compiutamente e democraticamente le funzioni sancite dal dettato costituzionale, sommessamente ricordo: è finito il tempo del 'contrordine compagni'.”

“Il Cnel continuerà a svolgere in piena autonomia i propri compiti di organo di rilevanza costituzionale – prosegue Brunetta – proseguendo nella ‘via maestra’ dell'articolo 99 e votando, se necessario, anche a maggioranza, come peraltro previsto fin dal 2011 dalla legge 936/1986. Cattivo pensiero: che non sia invece proprio chi dirige oggi la Cgil a volersi fare leader politico? Faccia pure, ma, lo ripeto, giù le mani dal Cnel”.

Leggi i commenti