Banche Usa, profitti record ma il futuro fa paura: “È il momento più pericoloso”
di Massimo BasileJamie Dimon, presidente e ad di JPMorgan Chase & Co
NEW YORK — I vertici delle banche americane dicono che l’età d’oro sta per finire, ma intanto i guadagni continuano a essere robusti. JpMorgan Chase, Wells Fargo e Citigroup hanno riportato nel terzo trimestre più di 22 miliardi di dollari in profitti, con una crescita superiore a un terzo rispetto all’inizio dell’anno. I ricavi globali hanno toccato gli 81 miliardi, con un rialzo del 14 per cento. Numeri che hanno avuto subito un impatto positivo a Wall Street dove i titoli dei tre gruppi bancari, a metà mattinata, erano cresciuti in media di quasi il tre per cento.
Gli alti tassi di interesse stanno rendendo vantaggiosi, per le banche, i prestiti, anche perché il mercato continua a rispondere in maniera positiva: non c’è rallentamento, come pensava la Banca centrale americana, e l’accesso al credito continua a essere sostenuto. La Fed ha tenuto stabile il tasso al 5,25-5,5 per cento, ma anche detto che potrebbe mantenere alti i costi del prestito per un periodo prolungato. Il prese…
NEW YORK — I vertici delle banche americane dicono che l’età d’oro sta per finire, ma intanto i guadagni continuano a essere robusti. JpMorgan Chase, Wells Fargo e Citigroup hanno riportato nel terzo trimestre più di 22 miliardi di dollari in profitti, con una crescita superiore a un terzo rispetto all’inizio dell’anno. I ricavi globali hanno toccato gli 81 miliardi, con un rialzo del 14 per cento. Numeri che hanno avuto subito un impatto positivo a Wall Street dove i titoli dei tre gruppi bancari, a metà mattinata, erano cresciuti in media di quasi il tre per cento.
Gli alti tassi di interesse stanno rendendo vantaggiosi, per le banche, i prestiti, anche perché il mercato continua a rispondere in maniera positiva: non c’è rallentamento, come pensava la Banca centrale americana, e l’accesso al credito continua a essere sostenuto. La Fed ha tenuto stabile il tasso al 5,25-5,5 per cento, ma anche detto che potrebbe mantenere alti i costi del prestito per un periodo prolungato. Il presente, intanto, appare roseo. JPMorgan Chase, la più grande banca americana, ha riportato guadagni per 13,2 miliadi, +35 per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Le entrate hanno raggiunto i 40,7 miliardi, +21 per cento.
I profitti di Wells Fargo sono cresciuti del 61 per cento, quelli di Citigroup del 2 per cento, mentre sono crollati quelli di una banca regionale, Pnc, segnale che i gruppi più piccoli sono in difficoltà. La domanda è se la crisi delle banche regionali possa essere la coda di quella dell’anno scorso, o la testa di una nuova ondata in arrivo. Il problema, dicono gli analisti, è che molti prestiti rischiano di restare scoperti, perché tanti consumatori starebbero esaurendo la liquidità, conseguenza dell’incertezza creata dalla situazione internazionale. Le tensioni in Medio Oriente si aggiungono alla guerra in Ucraina e pesano sui deficit dei governi.
È da qui che nasce il pessimismo per il futuro. «Questo — ha spiegato il ceo di JPMorgan, Jamie Dimon — può essere il momento più pericoloso per il mondo da decenni». L’amministratore delegato ha spiegato che, nonostante le imprese americane e i consumatari restano sani, i «maggiori deficit fiscali mai registrati in tempo di pace stanno aumentando i rischi che l’inflazione resti elevata e che i tassi di interesse aumentino ancora».
I toni drammatici erano stati evocati anche l’anno scorso, in autunno, e a inizio anno, quando molti top manager delle banche avevano annunciato l’arrivo della recessione. Quel momento non è ancora giunto. Wells Fargo e JPMorgan hanno ammesso che gli utili al netto degli interessi hanno superato le previsioni. Le banche sono stati capaci di alzare rapidamente i tassi di interesse sui prestiti, più di quanto siano riusciti ad alzare i pagamenti sui depositi.
I costi, però, stanno aumentando. JPMorgan paga il 2,53 per cento di interessi sui depositi, contro lo 0,73 di un anno fa. Ma intanto i dati indicano che gli americani spendono e prendono prestiti, segno di ottimismo diffuso sul futuro. Anche la spesa con la carta di credito è in crescita.