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Manovra, via libera in Cdm. Taglio al Canone Rai e risorse per il Ponte. Spunta quota 104. Fisco: sforbiciata da 260 euro alle detrazioni

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti

 (ansa)
Meloni: “Manovra da 24 miliardi”. Sale il congedo parentale, aumenta il fondo per gli asili nido. Sgravi contributivi per le madri assunte. Nel decreto legislativo tre aliquote Irpef: al 23% fino a 28mila euro
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Il governo ha approvato la Manovra per il 2024, in un riunione del Cdm che ha portato sul tavolo anche il Documento programmatico di bilancio che sintetizza le voci di entrata e uscita dello Stato (da inviare a Bruxelles). E i decreti fiscali. Un impianto ricco di novità sul fronte di fisco, pensioni, sanità, canone Rai e le misure per la famiglia.

La Manovra prevede – secondo quanto risulta a Repubblica – anche un intervento con un taglio del Canone Rai. Elemento confermato, in conferenza stampa, dal vicepremier Matteo Salvini: “Da 90 passa a 70 euro”. Nella legge di Bilancio entrano anche le risorse per avviare i cantieri per il Ponte sullo Stretto di Messina, cavallo di battaglia dello stesso Salvini.

Meloni: “Testo da 24 miliardi”

La presiden…

Il governo ha approvato la Manovra per il 2024, in un riunione del Cdm che ha portato sul tavolo anche il Documento programmatico di bilancio che sintetizza le voci di entrata e uscita dello Stato (da inviare a Bruxelles). E i decreti fiscali. Un impianto ricco di novità sul fronte di fisco, pensioni, sanità, canone Rai e le misure per la famiglia.

La Manovra prevede – secondo quanto risulta a Repubblica – anche un intervento con un taglio del Canone Rai. Elemento confermato, in conferenza stampa, dal vicepremier Matteo Salvini: “Da 90 passa a 70 euro”. Nella legge di Bilancio entrano anche le risorse per avviare i cantieri per il Ponte sullo Stretto di Messina, cavallo di battaglia dello stesso Salvini.

Meloni: “Testo da 24 miliardi”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha cifrato la Manovra (che consiste in una bozza di 82 articoli) in 24 miliardi intervenendo in conferenza stampa durante una sospensione del Cdm. Cifra che sale a 28 considerato anche le misure del decreto fiscale collegato. Meloni ha rivendicato che il Cdm ha “varato la manovra in poco più di un'ora, a dimostrazione dell'unità di vedute della maggioranza che sostiene il governo". Ha parlato di un testo “molto serio e realistico”, frutto “di 16 miliardi di extragettito e per il resto di tagli di spese”.

Le coperture

Il ministro Giancarlo Giorgetti ha aggiunto che per la Manovra è stato chiesto "un sacrificio a tutti i ministeri, che hanno dovuto rinunciare a diversi progetti e idee e si è attuata una spending review significativa, dell'ordine del 5% su tutte le spese discrezionali, eccetto il comparto regioni ed enti locali". Giorgetti ha specificato ulteriormente che “5 miliardi derivano da tagli, 2,6 miliardi da rimodulazioni di spesa, che hanno liberato spazi per il 2024. Il Parlamento non ha intaccato il fondo per la rimodulazione fiscale che consente di fare l'operazione sullo scalone Irpef". In una nota del Mef si fa poi riferimento all’aumento delle accise sui tabacchi.

Il taglio del cuneo

Le priorità che "che avevamo annunciato vengono confermate – ha spiegato Meloni - difendere potere acquisto ovvero più soldi in busta paga per i redditi medio bassi, con il taglio del cuneo di 6 punti per chi ha fino 35mila e 7 per fino a 25mila. E' un aumento in busta paga che mediamente corrisponde a circa 100 euro al mese per una platea circa 14 milioni di cittadini". Il vicepremier Antonio Tajani ha escluso tasse di successione.

Rinnovi contrattuali e Sanità

Sette miliardi è la cifra indicata dalla premier per “gli aumenti contrattuali del pubblico impiego”. Cifra “a disposizione del ministro Zangrillo, particolarmente per gli aumenti contrattuali”. Nel dettaglio, si tratta di cinque miliardi per i rinnovi dei contratti della pubblica amministrazione, a cui si aggiungono circa 2,5 miliardi destinati al personale medico sanitario. Per la sanità è previsto uno stanziamento di 3 miliardi per il 2024, che diventano 4,2 miliardi dal 2026.

Pensioni, via il vincolo per i contributivi

Nel capitolo previdenziale si conferma quanto anticipava Repubblica nelle scorse settimane ovvero “Ape sociale e pensione donna vengono sostituiti da un unico fondo per la flessibilità in uscita". Per i lavoratori interamente nel sistema contributivo, ha aggiunto Meloni, salta il vincolo che impone a chi è nel contributivo di andare in pensione con l'età raggiunta solo se l'importo della sua pensione è inferiore a 1,5 la pensione sociale. "Secondo noi non è una misura corretta e lo abbiamo rimosso". Nella bozza della Manovra, poi, spunta una Quota 104 per il pensionamento anticipato, anziché Quota 103 attualmente in vigore. "Non è Quota 104 piena - ha spiegato Giorgetti - c'è un meccanismo di incentivi per rimanere al lavoro". Il ministro ha parlato del fatto che "sarà molto più restrittivo l'accesso al pensionamento anticipato", spiegando che "non ci sarà più Ape sociale e quota 103 nelle forme previste l'anno scorso". Ci sarà dunque “uno strumento unico di accompagnamento alla pensione”, si legge nella nota del Mef, con innalzamento a 36 anni del requisito contributivo per gli uomini rispetto all’attuale configurazione dellApe e con requisiti diversi per le donne.

Gli interventi per i figli

Il pacchetto di interventi per la famiglia, per il quale si prevede 1 miliardo di stanziamento, parte dalla mancata conferma del taglio dell'Iva sui prodotti della prima infanzia. "Ma aggiungiamo tre misure: continuiamo a lavorare sul congedo parentale, aggiungendo un ulteriore mese. Aumentiamo il fondo per gli asili nido: al secondo figlio l'asilo è gratis, sono circa 180 milioni di euro", previsti, "ma la misura più significativa di un miliardo di euro" stanziato "è la decontribuzione delle madri" con due o più figli: lo Stato pagherà "i contributi previdenziali", ha detto Meloni. Lo sgravio copre l’intera quota di contributi per un anno se hanno due figli fino all’età di 10 anni del più piccolo e permanente per quelle che hanno 3 figli, fino ai 18 anni del più piccolo.

Il menu dettagliato dal Mef prevede la conferma della carta “Dedicata a te” per le spese alimentari (600 milioni per il 2024), un rifinanziamento da 380 milioni di euro per i mutui prima casa, 200 milioni per erogare ancora per un trimestre (il primo del prossimo anno) i contributi straordinari e il bonus sociale elettricità per le bollette.

Fringe Benefit, nuovi tetti

Meloni ha anche annunciato interventi sul capitolo dei Fringe Benefit, con una configurazione che diventa strutturale: “Lo rendiamo strutturale, con modifiche per il 2024, portando il tetto a 2mila euro per lavoratori con figli e mille euro per tutti gli altri". Si potranno utilizzare anche per pagamenti di affitto e mutuo prima casa. Confermata la tassazione al 5% dei premi di produttività.

Il dlgs su Irpef e Ires

In analisi preliminare è stato anche affrontato il decreto legislativo fiscale sull’Irpef. Dalla bozza in ingresso alla riunione del governo, emerge un taglio lineare alle detrazioni da 260 euro per chi ha un reddito "complessivo superiore a 50.000 euro".

Si tratta del decreto legislativo di riforma dell'Irpef, che accompagna la manovra, e che contiene questa forma di intervento lineare sulle detrazioni: archiviata, dunque, l’ipotesi di una revisione più strutturata delle spese fiscali, alla quale aveva più volte fatto riferimento il viceminstro Leo nell’obiettivo di metter ordine nelle oltre 600 voci di tax expenditure. Il taglio di 260 euro va a compensare il beneficio ottenuto grazie all’accorpamento delle prime due fasce di Irpef con annessa riduzione dal 25 al 23% del prelievo per chi sta fra 15 e 28mila euro, che fornisce un beneficio da 260 euro – appunto – per chi sta sopra la soglia dei 28mila euro.

Interessati dalla riduzione: gli sconti del 19% (vasto elenco che va dalle spese sanitarie alle disabilità, dai mutui ipotecari all’istruzione, dallo sport dei ragazzi ai veterinari, dagli asili nido alle assicurazioni); le erogazioni liberali a favore delle Onlus, dei partiti e del Terzo settore oltre alle detrazioni sui premi per l'assicurazione sulle calamità. Il meccanismo delineato prevede che si calcoli il totale di queste detrazioni, e alla somma si sottraggano 260 euro.

Aliquote Irpef accorpate

La bozza conferma infatti l’intervento sugli scaglioni Irpef: fino a 28.000 euro di reddito l'aliquota è 23 per cento; oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro, 35 per cento; oltre 50.000 euro, 43 per cento. Sale contestualmente anche la no-tax area che si allinea per lavoratori dipendenti e pensionati (a 8.500 euro): nel 2024 la detrazione prevista per i redditi da lavoro è innalzata a 1.955 euro, da 1880. Tra le altre cose, si indica che le addizionali regionali e comunali devono ricalcare i nuovi scaglioni di reddito previsti a livello nazionale, differendo i termini per l’adozione.

Il costo dell’Irpef

Il governo stima che la riduzione dell’Irpef costi complessivamente 4,6 miliardi, contando anche gli effetti sulle addizionali. D’altra parte, l’effetto del taglio alle detrazioni è positivo per poco meno di 450 milioni. Considerando i 25 milioni di contribuenti coinvolti, la stima per il gettito Irpef del 2024 è di una perdita di 4,1 miliardi cui sommare 28 e 11 milioni di addizionali a livello regionale e comunale, rispettivamente.

Sgravi per chi assume, stop Ace

Arriva una maggiorazione degli sgravi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, una posta da 1,3 miliardi. Il costo del personale di nuova assunzione viene maggiorato “ai fini della determinazione del reddito, di un importo pari al 20 per cento del costo riferibile all'incremento occupazionale". In tal modo, sale la deduzione. L'agevolazione spetta ai soggetti che hanno esercitato l'attività nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2023 per almeno trecentosessantacinque giorni. Non spetta alle società e agli enti in liquidazione ordinaria, assoggettati a liquidazione giudiziale o agli altri istituti liquidatori relativi alla crisi d'impresa.

Viene contestualmente abrogato l’Aiuto alla crescita economica (Ace) introdotto nel 2011 e successivamente rivisto, che premia con un trattamento fiscale di favore l’incremento del capitale proprio delle imprese attraverso iniezioni in denaro o accantonamenti di utili. “Facendo salvi – si legge nella relazione – comunque, i diritti quesiti in materia di riporto delle eccedenze ACE pregresse e successivo utilizzo delle stesse fino al loro totale esaurimento”. La mossa arriva in vista delle modifiche all’Ires, che dovrebbero portare a benefici per chi effettua assunzioni e investimenti. Nella relazione tecnica, dall’abolizione Ace si cifra un beneficio da 4,6 miliardi per il 2025 e poi a seguire intorno a 2,7 miliardi.

Viene poi rinviata, nuovamente, fino al 1 luglio 2024 l’entrata in vigore della plastic e sugar tax. E per gli investimenti c’è un credito di imposta per l'acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno: 1,8 mliardi per il 2024, cui “si aggiungono le risorse per contratti di sviluppo, nuova Sabatini e contratti di sviluppo (300 milioni)”, spiega il Mef.

Giù le tasse a chi torna a produrre in Italia

E’ invece il Mimit ad annunciare la norma sul “reshoring”, per favorire con meno imposte per chi torna a produrre in Italia Prevede l'abbattimento del 50% delle imposte per le imprese che decidono di tornare in Italia dall'estero con i propri impianti di produzione. Ma viene previsto per le imprese fruitrici di tale incentivo l'obbligo di restituzione di quanto ricevuto ove delocalizzassero nuovamente le attività, nelle modalità previste nel recente decreto sugli asset strategici. "Sì al reshoring, no alle delocalizzazioni", scrive il Mimit.

Global tax e incentivo a chi viene in Italia

Approvato nel decreto parallelo, dal 1 gennaio 2024, l’ingresso della global minimum tax al 15% per i gruppi multinazionali con fatturato annuo superiore a 750 milioni di euro. Dall’anno prossimo ci sarà un nuovo regime agevolato per i lavoratori dipendenti o autonomi che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia per un massimo di 5 anni. Potranno beneficiare di una riduzione della tassazione del 50%, entro un limite di reddito agevolabile pari a 600.000 euro; agevolazione da restituire in caso di trasferimento prima dei cinque anni.

Giorgetti stoppa il Superbonus

"Lo sconto in fattura l'abbiamo già abolito, ciononostante la dinamica del Superbonus continua imperterrita. Noi non abbiamo fatto nessun intervento in legge di bilancio su questo: i lavori devono essere completati entro la fine dell'anno, se si vuole beneficiare dello sconto in fattura. Altrimenti parte il meccanismo delle detrazioni senza la possibilità di sconto in fattura e cessioni, salvo quelli maturati in precedenza", ha chiarito Giorgetti stoppando qualsiasi ipotesi di proroga.

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