Pensionati in fuga, dove il Fisco è magnanimo con chi trasloca dall’estero
di Irene Maria ScaliseChiamali, se vuoi, i furbetti delle pensioni. O meno malignamente i migranti previdenziali. La sostanza non cambia. Si tratta di tutti coloro che, facendo due conti, hanno capito che restare nel loro Paese con i capelli grigi conviene pochissimo. A spingerli alla fuga (se non ci hanno pensati da soli), sono i numerosi “pacchetti” che semplificano al futuro pensionato anche ogni passaggio burocratico. A navigare in rete non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Il sogno (in frantumi) del Portogallo
Ma ultimamente è arrivata una doccia fredda su chi aveva già la valigia pronta per il Portogallo. Dal primo gennaio 2024 termina il regime fiscale agevolato per i residenti non abituali nel Paese di Fernando Pessoa. Già un anno fa l’esenzione totale delle tasse per i pensionati che avevano lavorato per un’industria privata era stata alzata di 10 punti. In soldoni, chiunque voleva aderire allo speciale regime (RNH) avrebbe dovuto pagare il 10 per cento delle sue entrate, indice che resta comunqu…
Chiamali, se vuoi, i furbetti delle pensioni. O meno malignamente i migranti previdenziali. La sostanza non cambia. Si tratta di tutti coloro che, facendo due conti, hanno capito che restare nel loro Paese con i capelli grigi conviene pochissimo. A spingerli alla fuga (se non ci hanno pensati da soli), sono i numerosi “pacchetti” che semplificano al futuro pensionato anche ogni passaggio burocratico. A navigare in rete non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Il sogno (in frantumi) del Portogallo
Ma ultimamente è arrivata una doccia fredda su chi aveva già la valigia pronta per il Portogallo. Dal primo gennaio 2024 termina il regime fiscale agevolato per i residenti non abituali nel Paese di Fernando Pessoa. Già un anno fa l’esenzione totale delle tasse per i pensionati che avevano lavorato per un’industria privata era stata alzata di 10 punti. In soldoni, chiunque voleva aderire allo speciale regime (RNH) avrebbe dovuto pagare il 10 per cento delle sue entrate, indice che resta comunque ben al di sotto di quello praticato nella maggioranza dei 27 Paesi. Adesso salta anche questa condizione. Non resta che rivolgersi ad altri lidi.
Tra Spagna e Malta
La Spagna offre agevolazioni fiscali per i pensionati di altri Paesi, che possono beneficiare di esenzioni o riduzioni delle imposte sui redditi da fonte estera. Essendo parte della Spagna, anche le paradisiache Canarie seguono il sistema fiscale spagnolo, comprese le detrazioni per le spese mediche. Inoltre, i pensionati che ricevono l’assegno dall’estero possono beneficiare di agevolazioni fiscali, a seconda del Paese di provenienza. Altra meta ambita è Malta. Il governo ha adottato uno schema fiscale chiamato Malta Retirement Programm e prevede una tassazione agevolata con un’aliquota fissa del 15% sui redditi provenienti dall’estero. Le regole per entrare nel programma sono: essere cittadino di un Paese europeo, non di nazionalità maltese, non avere un impiego, percepire una pensione pari o superiore ad almeno il 75% del reddito imponibile complessivo. Ma anche acquistare un immobile da almeno 275.000 euro.
In Croazia la tassazione sulle pensioni prevede aliquote effettive del 12% e del 18% per due scaglioni di reddito. Quella del 12% si applica alle pensioni fino a circa 2.300 euro al mese. Quella del 18% si applica all’importo della pensione che superano i 2.300 euro mensili. E la Grecia? La tassazione è fissata a un’aliquota del 7% per 15 anni, ma per ottenere queste agevolazioni è necessario presentare una domanda all’agenzia fiscale in Grecia entro il 31 marzo di ogni anno. La Tunisia ha un regime tributario particolarmente vantaggioso, soprattutto per i pensionati italiani. In questo Paese è possibile adottare un particolare regime fiscale che permette l’esenzione dell’80% da tassazione della pensione estera. In pratica, i pensionati che decidono di trasferirsi in Tunisia possono beneficiare di una tassazione del solo 20% della loro pensione lorda italiana e la Tunisia offre questo regime anche agli ex lavoratori del pubblico impiego.
Le pensioni pagate dall’Inps
Le pensioni pagate all’estero dall’Inps – fotografa l’istituto di previdenza – sono 317.254, pari al 2-3% di tutte le pensioni. Per Vito La Monica, direttore centrale pensioni dell’Inps «la maggioranza (183.795) sono pagate in Europa ma stanno aumentando quelle pagate in America centrale, Asia e Africa». Quanti sono dunque gli over 60 che si godono i tramonti in riva al mare? Secondo Susanna Thomas, della direzione centrale pensioni Inps, non molti: «Ci siamo resi conto che sono pochissimi gli anziani italiani che si sono trasferiti nei Paesi esotici e sono anche in decremento. Il Portogallo con l’introduzione della flat tax non conviene poi tanto, a differenza di Spagna, Romania, Polonia, Bulgaria, Moldavia e Lituania. E ancora: «Abbiamo molti Paesi che sono pubblicizzati su siti e blog, come Grecia Cipro e Malta, ma non sono stati scelti dai pensionati italiani. La Tunisia, invece, si mantiene costante, stiamo intorno alle 190 partenze, di cui il 50% sono pubblici dipendenti».
Dove si risparmia di più
E ancora: uno dei Paesi in cui la pensione arriva a valere addirittura doppio è Panama. Oltre a essere un luogo in cui si ha la possibilità di risparmiare notevolmente, Panama ha una pressione fiscale molto bassa. In Romania la tassazione sulle pensioni è del 10%, stesso regime per la Bulgaria. Mentre è esentasse la pensione in Slovacchia ed Albania e Sudafrica.
Per chi non teme i voli lunghi ci sono anche altre destinazioni: i pensionati in Costa Rica che vogliono ottenere la residenza devono dimostrare di ricevere una pensione mensile fissa di almeno 900 euro. L’Ecuador, dove un trilocale costa solo 500 dollari al mese, o il Messico, che consente ai pensionati di beneficiare di vari sconti su servizi e beni.