Dal governo un altro aiuto agli evasori: “Sanzioni fiscali più leggere”
di Diego LonghinIl viceministro all'Economia Maurizio Leo
(fotogramma)Non solo le tasse saranno più leggere, ma pure le sanzioni. «Vanno ridotte», dice il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che strappa applausi dalla platea dei commercialisti riuniti al Lingotto di Torino. E annuncia per il prossimo Consiglio dei ministri il varo di due «decreti per la revisione dello Statuto del contribuente e per la revisione degli adempimenti e dei versamenti». Così cambierà il calendario del fisco. La riforma del sistema tributario va avanti a tappe forzate e si potrebbe completare entro la fine dell’anno come più volte indicato dallo stesso viceministro. «Così da poterla avviare già dal primo gennaio 2024», dice.
Sulle multe Leo sostiene che l’Italia si deve allineare agli altri Paesi europei dove «le sanzioni sono in media il 60%…
Non solo le tasse saranno più leggere, ma pure le sanzioni. «Vanno ridotte», dice il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che strappa applausi dalla platea dei commercialisti riuniti al Lingotto di Torino. E annuncia per il prossimo Consiglio dei ministri il varo di due «decreti per la revisione dello Statuto del contribuente e per la revisione degli adempimenti e dei versamenti». Così cambierà il calendario del fisco. La riforma del sistema tributario va avanti a tappe forzate e si potrebbe completare entro la fine dell’anno come più volte indicato dallo stesso viceministro. «Così da poterla avviare già dal primo gennaio 2024», dice.
Sulle multe Leo sostiene che l’Italia si deve allineare agli altri Paesi europei dove «le sanzioni sono in media il 60% della somma dovuta. Da noi si parte dal 120% e si può arrivare al 240%. Non è normale». Un favore agli evasori? «No, solo allineare l’Italia al resto della Ue». E sempre per allontanare il dubbio che il governo con i suoi interventi possa dare una mano a chi le tasse non le vuole pagare, il viceministro insiste sul fatto che non si faranno condoni. «Chi lo continua a sostenere sbaglia, Non è così», dice. E risponde a chi punta il dito sul concordato preventivo biennale pensando che sia un condono mascherato o una misura per definire, prima, quale sarà la fetta di tasse che un imprenditore o un autonomo potrà evadere. «Sulla lotta all’evasione occorre cambiare verso o saremo sempre al solito punto di partenza visto che il tax gap oscilla tra 80 e 100 miliardi. Cambiamo rotta, anche perché fino ad ora non è stato fatto nulla. Ora proviamo con la politica del dialogo».
Per Leo l’Agenzia delle Entrate ha tutti gli strumenti e le informazioni per fare proposte precise e coerenti, in linea con i redditi reali, sul giusto livello di tasse da pagare. E parlando dell’adempimento collaborativo, come «possiamo pensare che un contribuente sia un evasore, scorretto, se, in maniera trasparente, definisce in anticipo quali sono i suoi rischi fiscali».
Il cuore delle delega per il viceministro è la parte dei procedimenti. «La prossima settimana in Consiglio dei ministri porteremo altri due schemi di decreti legislativi: la revisione dello Statuto dei contribuenti e la revisione degli adempimenti e dei versamenti». Nel 2024 l’agenda che dovranno rispettare i contribuenti sarà diversa e — secondo Leo — più semplice. «Cambieremo il calendario degli adempimenti, i tempi per mettere a disposizione la modulistica per i contribuenti e per effettuare pagamenti», dice il viceministro. Si modificheranno le date, come quella di trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, che potrebbe essere fissata al 1 ottobre. Oggi è fine settembre, mentre la scadenza per i versamenti verrebbe anticipata a fine maggio. Oggi è al 30 giugno. «Stiamo valutando — dice Leo — di sicuro agosto sarà un mese senza scadenze».