Manovra, Freni: “S&P ci dà ragione, per il Ponte subito 700 milioni”
di Giuseppe ColomboROMA - “La conferma del rating da parte di Standard & Poor’s è la miglior risposta alle Cassandre che avevano prospettato catastrofi e sciagure”, rivendica il sottosegretario all’Economia Federico Freni.
Ma S&P è pronta a cambiare idea se gli obiettivi di bilancio si discosteranno dalle stime. Quali garanzie mettete sul piatto?
“Non siamo chiamati a fare opere di convincimento: l’affidabilità e il senso di responsabilità dell’Italia sono state già riconosciute sulla base dell’impegno messo in campo dai cittadini e dal governo. Andremo avanti su questa strada”.
Siete ancora convinti di tenere il Pil all’1,2% nel 2024?
“Le rispondo con una provocazione: le nostre previsioni sono state sempre smentite. In meglio, p…
ROMA - “La conferma del rating da parte di Standard & Poor’s è la miglior risposta alle Cassandre che avevano prospettato catastrofi e sciagure”, rivendica il sottosegretario all’Economia Federico Freni.
Ma S&P è pronta a cambiare idea se gli obiettivi di bilancio si discosteranno dalle stime. Quali garanzie mettete sul piatto?
“Non siamo chiamati a fare opere di convincimento: l’affidabilità e il senso di responsabilità dell’Italia sono state già riconosciute sulla base dell’impegno messo in campo dai cittadini e dal governo. Andremo avanti su questa strada”.
Siete ancora convinti di tenere il Pil all’1,2% nel 2024?
“Le rispondo con una provocazione: le nostre previsioni sono state sempre smentite. In meglio, però. Nessun azzardo: la stima del Pil per il 2024 è frutto di valutazioni accorte e prudenti, che tengono conto anche dei fattori di rischio”.
L’altro punto debole è il Pnrr. Pensate a una clausola di responsabilità per i Comuni: assomiglia a uno scaricabarile.
“Faccio fatica a pensare a uno scaricabarile dato che questo governo si è assunto la responsabilità, politica e operativa, di rivedere gli investimenti e le riforme di un Piano da 191,5 miliardi”.
Però saranno i soggetti attuatori a pagare il conto.
“La clausola, se ci sarà, riguarderà solo quei progetti che per noi vanno stralciati dal Pnrr perché irrealizzabili: se qualcuno pensa di garantire il contrario potrà assumersene la responsabilità. Il Pnrr non è un giro alla roulette o una partita a poker: se non manterremo gli impegni dovremo pagare una multa e restituire i soldi”.
Gli impegni vanno tradotti in fatti: i saldi della Finanziaria vanno mantenuti inalterati. Davvero è convinto che riuscirete ad evitare il tradizionale assalto alla diligenza?
“Per restare alla sua immagine: è del tutto fisiologico e naturale che al governo spetti la custodia della legge di bilancio. Ma nessuno vuole chiudere la manovra in un baule e buttare la chiave. Il nostro è un invito a non stravolgere lo spirito e i saldi della legge di bilancio in un momento delicato per l’economia del Paese. Ho la sicura speranza che la maggioranza avrà un atteggiamento responsabile: le istanze dei partiti sono già all’interno della manovra”.
Il suo partito, la Lega, ha festeggiato l’avvio dei cantieri del Ponte sullo Stretto. I numeri, però, non si vedono. Quante risorse stanzierete?
“Nella legge di bilancio c’è un fondo pluriennale da oltre 12 miliardi, cadenzato anno per anno in linea con le fasi di realizzazione del Ponte. Per il 2024 sono previsti circa 700 milioni, le risorse necessarie per avviare i lavori entro l’estate”.
Finanzierete il Ponte a “pezzi”?
“Come tutte le opere infrastrutturali, anche il finanziamento del Ponte prevede un impegno spalmato negli anni, in questo caso dal 2024 al 2032. Gli stanziamenti saranno crescenti, di anno in anno, arrivando già nei prossimi tre a circa 3,5 miliardi”.
Puntate tutto sul taglio delle tasse per i lavoratori dipendenti. Non erano le partite Iva il vostro “popolo fiscale”?
“I derby tra i lavoratori appassionano forse chi storicamente ha fatto di questa distinzione una battaglia per avvantaggiare una parte rispetto all’altra. Nella manovra sono riconosciuti pari dignità e sostegni: insieme al taglio del cuneo fiscale e dell’Irpef abbiamo cancellato il maxi acconto di novembre per gli autonomi e le partite Iva, che potranno versare le imposte a rate ed evitare così di indebitarsi in banca per pagare le tasse”.
Il bonus asilo nido e la decontribuzione per le donne con figli. ll pacchetto famiglia è un collage di micro misure. Non si è persa un’occasione?
“Sono misure che rispondono a necessità concrete ed urgenti. Altre, come il taglio dell’Iva sui prodotti per l’infanzia, sono state bruciate dal mercato, che di fatto ha sterilizzato i vantaggi per le famiglie. Abbiamo deciso per questo di puntare su quelle misure che possono dare sollievo al potere d’acquisto dei redditi medio-bassi”.
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