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Bollette, rinviato il passaggio al libero mercato. Nel decreto Energia anche sussidi alle imprese e nuove trivelle, ma il provvedimento slitta

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ROMA – Si chiama “Misure urgenti per la sicurezza energetica del Paese”. È il decreto che doveva approdare questo pomeriggio in Consiglio dei ministri e che invece slitterà al prossimo cdm. Secondo le intenzioni del ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, che lo ha preparato, vuole essere un modo per provare a rendere l’Italia un po’ meno dipendente dalle importazioni di gas e petrolio. In realtà, contiene tante cose, le più disparate sul tema energia: si va dal rinvio – l’ennesima – della liberalizzazione del mercato elettricità e gas, ai sussidi alle imprese per la decarbonizzazione, dalla ricerca di gas nell’Alto Adriatico al deposito delle scorie nucleari. Ecco i provvedimenti principali.

Rinvio delle liberalizzazioni

Dal primo gennaio sarebbe prevista la fine del mercato di tutela, dove le tariffe per elettricità e gas sono stabilite dall’Arera, l’Autorithy che regola il settore. Da quella data tutti i consumatori saranno obbligati a passare al mercato libero (in rea…

ROMA – Si chiama “Misure urgenti per la sicurezza energetica del Paese”. È il decreto che doveva approdare questo pomeriggio in Consiglio dei ministri e che invece slitterà al prossimo cdm. Secondo le intenzioni del ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica, che lo ha preparato, vuole essere un modo per provare a rendere l’Italia un po’ meno dipendente dalle importazioni di gas e petrolio. In realtà, contiene tante cose, le più disparate sul tema energia: si va dal rinvio – l’ennesima – della liberalizzazione del mercato elettricità e gas, ai sussidi alle imprese per la decarbonizzazione, dalla ricerca di gas nell’Alto Adriatico al deposito delle scorie nucleari. Ecco i provvedimenti principali.

Rinvio delle liberalizzazioni

Dal primo gennaio sarebbe prevista la fine del mercato di tutela, dove le tariffe per elettricità e gas sono stabilite dall’Arera, l’Autorithy che regola il settore. Da quella data tutti i consumatori saranno obbligati a passare al mercato libero (in realtà prevista già dal 2017 e successivamente rinviata a più riprese).

Ma vista la volatilità dei prezzi, il governo teme che in una prima fase le offerte che verranno fatte dagli operatori saranno tutte più alte rispetto ai prezzi di mercato. Aggiungendo così aumenti ai rincari dovuti alle guerre in corso in Ucraina e Medioriente. Il primo arriverà puntuale alla fine di ottobre con la revisione della tariffa del gas naturale, destinato a aumentare visto l’impennate dei prezzi della materia prima sui mercati internazionali.

L’incognita riguarda la nuova data da cui scatterà la liberalizzazione del settore: secondo indiscrezioni si tratterebbe di un periodo di sei mesi-un anno. Ma c’è differenza, anche perché la data del primo gennaio vale solo per il gas, mentre per l’elettrico si parte dal primo aprile. Il rinvio ci metterà in difficoltà con la Ue: le liberalizzazioni sono una delle riforme previste dal Pnrr e Bruxelles, che ha sempre sposato politiche molto aperte al mercato, non gradirà.

Aiuti alle imprese per l’autoproduzione green

Il decreto prevede uno specifico sostegno alle imprese energivore (settori del cemento, vetro, chimica, carta, acciaio) che in Italia sono circa 3.800: è destinato alla costruzione di impianti elettrici da energia rinnovabile (fotovoltaico, eolico e idroelettrico) di potenza pari ad almeno un megawattora. Le imprese potranno farsi anticipare i costi di tali impianti dal Gse (il Gestore dei Servizi Energetici) con la fornitura per tre anni ad un prezzo medio da rinnovabili che poi potranno restituire sotto forma di energia in 20 anni.

Una mappa per l’eolico off shore

Farà discutere l’articolo con cui - sulla carta - si vuole creare un polo per l'eolico galleggiante con l'obiettivo, da qui a qualche anno, di individuare vaste aree marine che, senza impatto sul paesaggio, possano ospitare piattaforme di eolico fino a 30-50 chilometri quadrati. Il problema è che la procedura potrebbe rinviare ancora di anni la realizzazione di impianti off shore, mentre in tutta Europa ci sono già centinaia di impianti che in questi giorni di forte vento stanno contribuendo a quasi il 6% a soddisfare la domanda di energia (a cui si dovrebbe aggiungere il 20% coperta dagli impianti eolici a terra).

Nuove trivelle nell’Alto Adriatico

Il decreto, infine, punta a sbloccare nuove concessioni per le trivellazioni nell’Alto Adriatico dopo il tentativo andato a vuoto l’anno scorso. Così come si intendono prorogare le concessioni degli impianti idroelettrici agli operatori che li gestiscono attualmente (anche se in scadenza), in cambio di un piano corposo di investimenti.

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