L’Aie: “Entro il 2030 una nuova macchina su 5 sarà elettrica. E il declino di gas e petrolio arriverà prima del previsto, entro il 2030”
di Luca PagniROMA – Entro il 2030, la domanda di petrolio, gas naturale e carbone raggiungerà il suo picco massimo, per iniziare successivamente a scendere. Allo stessa data, la crescita delle rinnovabili, delle auto a batteria e dell’elettrificazione di energia e trasporti sarà stata molto più veloce delle previsioni più ottimistiche. E tutto questo sulla base delle politiche attuali. Figuriamoci se ci dovesse essere una ulteriore accelerazione degli investimenti.
E’ un affresco di grande ottimismo quello che l’Agenzia internazionale dell’energia consegna da oggi agli addetti ai lavori, agli investitori nonché agli analisti che stanno cercando una bussola per orientarsi nella transizione dai combustibili fossili alla green economy. Il presidente Aie, Fatih Birol aveva già dato ampie anticipazioni di come l’Agenzia che presiede da oltre dieci anni avesse preso una strada precisa: verso il tramonto dei fossili, più vicino di quanto ci si potesse immaginare solo qualche anno fa. Ora lo dettaglia anco…
ROMA – Entro il 2030, la domanda di petrolio, gas naturale e carbone raggiungerà il suo picco massimo, per iniziare successivamente a scendere. Allo stessa data, la crescita delle rinnovabili, delle auto a batteria e dell’elettrificazione di energia e trasporti sarà stata molto più veloce delle previsioni più ottimistiche. E tutto questo sulla base delle politiche attuali. Figuriamoci se ci dovesse essere una ulteriore accelerazione degli investimenti.
E’ un affresco di grande ottimismo quello che l’Agenzia internazionale dell’energia consegna da oggi agli addetti ai lavori, agli investitori nonché agli analisti che stanno cercando una bussola per orientarsi nella transizione dai combustibili fossili alla green economy. Il presidente Aie, Fatih Birol aveva già dato ampie anticipazioni di come l’Agenzia che presiede da oltre dieci anni avesse preso una strada precisa: verso il tramonto dei fossili, più vicino di quanto ci si potesse immaginare solo qualche anno fa. Ora lo dettaglia ancora meglio con il nuovo World Energy Outlook.
La corsa delle auto elettriche
Partiamo dal dato più popolare: sostiene che l’Aie nel 2030, il numero di auto elettriche in circolazione nel mondo sarà 10 volte superiore all’attuale. In aggiunta, mentre nel 2020 solo un’auto su 25 di nuova immatricolazione era elettrica, alla fine del 2023 il rapporto è sceso a una su 5.
Solare e eolico corrono veloci
Sempre al 2030, la quota delle rinnovabili nel mix elettrico globale arriverà a ridosso del 50% del totale, rispetto all’attuale quota del 30%. Per dare un ordine di grandezza, gli impianti fotovoltaici globali genereranno tanta energia elettrica quanto l’attuale sistema energetico degli Stati Uniti. D’altro canto, gli investimenti in nuovi progetti eolici, sia terrestri che off shore, saranno tre volte superiori agli investimenti che sono destinati alla realizzazione di nuove centrali a carbone o a gas.
Ma non occorre aspettare il 2030 per vedere gli effetti del piano inclinato versa la transizione green: per la fine del 2023 è prevista l’aggiunta di oltre 500 gigawatt di capacità di generazione da fonti rinnovabili. Inutile dire che si tratta di un nuovo record assoluto.
Il declino dei fossili
In parallelo, i combustibili fossili perderanno sempre più terreno. Per esempio, si legge nell’Outlook dell’Agenzia, la loro quota nell’approvvigionamento energetico globale, che ora è ferma ormai da molti anni all’80%, scenderà al 73% sempre entro il 2030. Vediamo, anche in questo caso, un esempio pratico d come potrà avvenire: il peso di pompe di calore e altri sistemi di riscaldamento elettrico nel mondo supereranno quello delle caldaie a combustibile fossile.
Gas, previsioni al ribasso.
L’Agenzia ha rivisto al ribasso anche le previsioni di crescita del gas naturale. Nell’Outlook dell’anno scorso, le previsioni al 2040 era state ridotte del 12% (pari a 570 miliardi di metri cubi di minore richiesta di gas). Nel nuovo documento, la domanda di gas è stata ridotta di ulteriori 140 miliardi di metri cubi, sempre al 2040. Gli analisti dell’Agenzia internazionale dell’energia fanno poi una previsione che farà discutere: “I nuovi progetti di Gnl che entreranno in funzione a partire dal 2025, equivalenti al 45% dell’attuale offerta globale> saranno utili per superare i problemi relativi al prezzo e ai timori per la mancanza di forniture, <ma rischiano di creare un eccesso di offerta”.
Obiettivi di Parigi ancora in forse
Davanti a tante certezze, l’Aie ammette che ci sono ancora troppi investimenti destinati agli asset di gas e petrolio, quasi il doppio di quelli richiesti per un giusto percorso verso il raggiungimenti degli accordi di Parigi. “Questo rischia non solo di peggiorare gli impatti sul clima dopo un anno di caldo record, ma anche di minare la sicurezza del sistema energetico, costruito per un mondo più fresco e con meno eventi meteorologici estremi”, si legge nel rapporto. Ma nonostante questo Fatih Birol rimane ottimista: "La transizione verso l'energia pulita sta avvenendo in tutto il mondo ed è inarrestabile. Non è una questione di 'se', ma di 'quanto presto', e prima è, meglio è per tutti noi. Tenendo conto delle tensioni e della volatilità che caratterizzano oggi i mercati energetici tradizionali, le affermazioni secondo cui il petrolio e il gas rappresentino scelte sicure per il futuro energetico e climatico del mondo appaiono più deboli che mai".