Dal bonus nido al congedo parentale: tutte le misure per la famiglia in Manovra. Ma mancano interventi strutturali
di Rosaria AmatoROMA – Confermato il rifinanziamento di 600 milioni della carta “Dedicata a te”, meglio del previsto l’aumento dell’indennità per il secondo mese di congedo parentale, che per il 2024 passa all’80% della retribuzione, confermata anche la decontribuzione per le lavoratrici madri a partire dal secondo figlio fino a e dal terzo per tre anni, ma solo per le dipendenti con contratto a tempo indeterminato (non di lavoro domestico). Dalla bozza della legge di Bilancio risultano confermate le misure per la famiglia annunciate in conferenza stampa dal governo, ma continua a non esserci alcun nessun intervento strutturale. Con un passo indietro sulla riduzione dell’Iva per i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti, che torna al 10%, decisione fortemente contestata dalle associazioni dei consumatori. Sugli asili nido arriva il nuovo contributo da 2.100 euro a famiglia, che in molti casi permetterà alle famiglie di non pagare nulla per il secondo figlio, portando il bonus a 3.600 euro. Ma in al…
ROMA – Confermato il rifinanziamento di 600 milioni della carta “Dedicata a te”, meglio del previsto l’aumento dell’indennità per il secondo mese di congedo parentale, che per il 2024 passa all’80% della retribuzione, confermata anche la decontribuzione per le lavoratrici madri a partire dal secondo figlio fino a e dal terzo per tre anni, ma solo per le dipendenti con contratto a tempo indeterminato (non di lavoro domestico). Dalla bozza della legge di Bilancio risultano confermate le misure per la famiglia annunciate in conferenza stampa dal governo, ma continua a non esserci alcun nessun intervento strutturale. Con un passo indietro sulla riduzione dell’Iva per i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti, che torna al 10%, decisione fortemente contestata dalle associazioni dei consumatori. Sugli asili nido arriva il nuovo contributo da 2.100 euro a famiglia, che in molti casi permetterà alle famiglie di non pagare nulla per il secondo figlio, portando il bonus a 3.600 euro. Ma in altri servirà a ben poco, visto che oggi in Italia c’è posto al nido solo per un bambino su quattro tra zero e due anni.
Le madri lavoratrici
Le misure portanti della legge di Bilancio per le madri lavoratrici sono l’aumento del bonus asili nido, l’aumento dell’indennità del secondo mese di congedo parentale facoltativo e la decontribuzione. Aumenta di 2.100 euro il bonus nido per chi ha due figli con il primo di età inferiore a 10 anni e il secondo nato nel 2024, “per i nuclei familiari con un valore dell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee), fino a 40.000 euro. Sommando i precedenti stanziamenti, si arriva a 3.600 euro. Quanto invece all’indennità del congedo parentale facoltativo (che quindi riguarda sia i padri che le madri) il secondo mese passa al 60% a regime, ma solo per il 2024 arriverà fino all’80%.
Vale tre anni infine la decontribuzione, che ha però anche un tetto, di 3.000 euro: per le madri di due figli la misura è sperimentale e si ferma quando il figlio più piccolo compie dieci anni, per le madri di tre figli arriva fino al compimento dei 18 anni da parte del figlio più piccolo. Nella conferenza stampa di presentazione della legge la premier Meloni aveva inizialmente parlato di una decontribuzione strutturale per le madri di tre figli. Il beneficio è diretto solo alle madri lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato, ed esclude il lavoro domestico (che è di appannaggio quasi esclusivo delle donne e che ha già diritto a un’altra forma di decontribuzione). Esclude dunque le tante madri precarie che più avrebbero bisogno del contributo, e le lavoratrici autonome.
Gli interventi per le famiglie a reddito basso
Viene rifinanziato con 600 milioni la carta "Dedicata a te", destinata alle famiglie con Isee fino a 15 mila euro e almeno tre componenti. Stanziati inoltre quindici milioni in più per il Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti. Nel pacchetto per le famiglie c'è anche una norma sui mutui: è previsto un incremento di 282 milioni del Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa. A completare gli aiuti un contributo straordinario ai titolari del bonus sociale elettrico: il sostegno contro il caro bollette sarà valido da gennaio a marzo dell'anno prossimo, finanziato con uno stanziamento di 400 milioni.
Gli esclusi: anziani e coppie senza figli
Tranne che per le famiglie con reddito basso, non ci sono interventi per le coppie che non abbiano almeno due figli. E non vengono considerate le famiglie con anziani: neanche un euro per far partire la legge di riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, varata a marzo nell’ambito del Pnrr ma destinata a rimanere lettera morta se non finanziata.