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Voglio una vita spericolata, il 20% della Gen Z sceglie i portafogli crypto per gestire i risparmi. Alert indebitamento

La ricerca Nomisma Esdebitami Retake svela delle abitudini all’investimento originate dal “fascino” che esercitano sui ragazzi i prodotti alternativi e le criptovalute. Gli under 25 sono attratti dalla deregulation e amano gestire il denaro fuori dal controllo delle banche tradizionali
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ROMA – Bitcoin, Dash, e Ethereum questi sconosciuti? Non proprio quando si parla di Generazione Z. Il 19% della Gen Z, infatti, usa con disinvoltura i crypto wallet. Ecco il ritratto che emerge dall’indagine promossa da Esdebitami Retake e Nomisma e presentata oggi a Milano. Ci troviamo di fronte a dei ragazzi autonomi e pieni di iniziative quando si tratta di gestire le proprie finanze. E che – forse a sorpresa – lo fanno anche in modo spregiudicato. Secondo Luigi Ursino, presidente di Esdebitami Retake: “Il 19% della Gen Z usa regolarmente i crypto wallet per la gestione del denaro, un’abitudine che nasce dal “fascino” che esercitano sui ragazzi i prodotti alternativi e le criptovalute. I giovani sono attratti dalla deregulation e preferiscono gestire il denaro che è fuori dal controllo delle banche tradizionali, in più non scordiamoci che i ragazzi sono i più vicini al mondo internet rispetto a quello della gestione tradizionale” .

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ROMA – Bitcoin, Dash, e Ethereum questi sconosciuti? Non proprio quando si parla di Generazione Z. Il 19% della Gen Z, infatti, usa con disinvoltura i crypto wallet. Ecco il ritratto che emerge dall’indagine promossa da Esdebitami Retake e Nomisma e presentata oggi a Milano. Ci troviamo di fronte a dei ragazzi autonomi e pieni di iniziative quando si tratta di gestire le proprie finanze. E che – forse a sorpresa – lo fanno anche in modo spregiudicato. Secondo Luigi Ursino, presidente di Esdebitami Retake: “Il 19% della Gen Z usa regolarmente i crypto wallet per la gestione del denaro, un’abitudine che nasce dal “fascino” che esercitano sui ragazzi i prodotti alternativi e le criptovalute. I giovani sono attratti dalla deregulation e preferiscono gestire il denaro che è fuori dal controllo delle banche tradizionali, in più non scordiamoci che i ragazzi sono i più vicini al mondo internet rispetto a quello della gestione tradizionale” .

L’informatica vs le banche

Sembra insomma che esempi come il crollo di FTX non spaventano i giovanissimi. Anzi. “La Generazione Z è tradizionalmente la più informatica – prosegue Ursino – e quindi quella più in grado di destreggiarsi nel mondo crypto ed è entusiasta al pensiero di poter agire in totale autonomia e all’idea di avere la chiave per entrare nel sistema. In più gli esempi in famiglia non sono sempre i migliori, basti pensare al fatto che molti sono cresciuti con l’esempio dei genitori che giocano da sempre il gratta e vinci”.

L’allarme

Scarse conoscenze delle dinamiche economico finanziarie, entrate limitate e spese spesso elevate. La Generazione Z - quando si parla di educazione finanziaria - necessita di punti di riferimento che ricerca all’interno della propria famiglia senza trovare però informazioni sufficientemente affidabili e autorevoli. Anzi. Secondo la ricerca Nomisma i genitori - nella maggior parte dei casi - non aiutano i ragazzi a monitorare entrate e uscite tenendo traccia delle spese sostenute. Di più. Solo il 43% dei ragazzi tra i 18 ai 22 anni tiene traccia in maniera continuativa di tutte le spese sostenute, mentre il 45% se ne cura solo a volte e/o per quelle più consistenti, percentuali che salgono rispettivamente al 45% e al 50% nella fascia d’età tra i 23 e i 25 anni. Per controllare le uscite, il modo più utilizzato è l’annotazione sul telefono (nel 35% dei casi), app dedicate (32%), un diario (18%), la raccolta e conservazione degli scontrini (12%). Il 12% dei ragazzi tra i 18 ai 22 anni non tiene però alcuna traccia delle proprie spese, percentuale che scende al 5% tra i giovani tra i 23 e i 25 anni.

La disponibilità finanziaria

La generazione Z nell’80% dei casi gestisce il denaro in totale autonomia. A quanto ammonta la loro disponibilità finanziaria? Ben 8 su 10 hanno avuto negli ultimi 12 mesi denaro da gestire da soli, con un’entrata media mensile pari a 842 euro tra stipendio, paghetta e regali. Un tesoretto che mette insieme i classici lavoretti (57%), regali (37%) più una somma fissa che arriva dai genitori (32%). Un campanello d’allarme proviene però dal fatto che il 12% degli intervistati dichiara di ricavare guadagni da vincite a scommesse, giochi e lotterie. Rimane comunque elevato il supporto da parte della famiglia nella copertura delle spese mensili: ben il 62% di chi lavora, e il 72% di chi non lavora, non riesce infatti a far fronte alle spese mensili, anche per una frequente difficoltà a gestire in modo consapevole l’equilibrio tra risorse disponibili e spese.

I debiti degli junior

Tra gli intervistati risulta che il 35% ha in corso almeno una posizione debitoria tra mutuo per la casa, prestiti finalizzati all’acquisto di prodotti o servizi, dilazioni di pagamento e prestiti personali. Di questi, il 13% con difficoltà è riuscito a pagare le rate. La scelta di effettuare qualche acquisto a rate – è riconducibile prevalentemente alla necessità di ridurre le uscite mensili e spalmare nel tempo il peso di una spesa a fronte di una liquidità non sufficiente.

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