Nuove alleanze, più Spazio e la “pace” con Fincantieri: Leonardo prepara il futuro
di Filippo SantelliRoberto Cingolani
(ansa)ROMA - Leonardo riparte dai “bullets”, i proiettili, cioè agli armamenti tradizionali. Ma li vuole arricchire di “bytes”, di tecnologie digitali. “Bullets & bytes” è il titolo del nuovo piano industriale che il nuovo ad Roberto Cingolani presenterà a febbraio, ma di cui ieri ha anticipato qualche aspetto in Parlamento. Una strategia che avrà al centro una razionalizzazione della presenza internazionale, con la liquidazione di partecipazioni e joint-venture non strategiche e nuove alleanze in settori chiave, come l’elettronica per la difesa, dove si studiano nuove acquisizioni.
La sfida che Cingolani eredita per Leonardo è aperta da tempo: farne valere le eccellenze in mezzo ad aziende della Difesa ben più grandi. La strada è puntare a presenze qualificate nei consorzi comunitari e internazionali, difficile per i mutevoli equilibri tra governi ma resa urgente dal ritorno della guerra in Europa. «Stiamo lavorando su alleanze per creare dei poli europei su settori fondamentali», ha d…
ROMA - Leonardo riparte dai “bullets”, i proiettili, cioè agli armamenti tradizionali. Ma li vuole arricchire di “bytes”, di tecnologie digitali. “Bullets & bytes” è il titolo del nuovo piano industriale che il nuovo ad Roberto Cingolani presenterà a febbraio, ma di cui ieri ha anticipato qualche aspetto in Parlamento. Una strategia che avrà al centro una razionalizzazione della presenza internazionale, con la liquidazione di partecipazioni e joint-venture non strategiche e nuove alleanze in settori chiave, come l’elettronica per la difesa, dove si studiano nuove acquisizioni.
La sfida che Cingolani eredita per Leonardo è aperta da tempo: farne valere le eccellenze in mezzo ad aziende della Difesa ben più grandi. La strada è puntare a presenze qualificate nei consorzi comunitari e internazionali, difficile per i mutevoli equilibri tra governi ma resa urgente dal ritorno della guerra in Europa. «Stiamo lavorando su alleanze per creare dei poli europei su settori fondamentali», ha detto Cingolani, per competere «alla pari con i colossi americani e cinesi».
È in corso una due diligence per capire «cosa vendere e cosa comprare, e stiamo meditando su alcune joint-venture di levatura gigantesca». Mentre nell’elettronica per la difesa si sta facendo un «ragionamento di aggregazione», in continuità con la strategia che aveva portato il predecessore Profumo ad acquisire il 25,1% della tedesca Hensoldt. La partita si intreccia a quella del carro armato europeo e al destino della controllata dei cannoni Oto Melara, per cui si erano fatti avanti i tedeschi di Rheinmetall. Leonardo vuole poi un ruolo maggiore nel Gcap, consorzio dei caccia con Regno Unito e Giappone.
Risale alla fine dell’era Profumo anche la distensione con l’altra partecipata Fincantieri, dopo anni di competizione. «È scoppiata la pace», ha detto Cingolani, spiegando che le società stanno lavorando ad un accordo industriale. L’attività di Orizzonte sistemi navali, società della sistemistica navale partecipata da Fincantieri (51%) e Leonardo (49), potrebbe essere allargata ad altri comparti: «Noi facciamo cose che volano, loro cose che galleggiano, non è così complicato, e l’elettronica fa da collante».
Margini di crescita «enormi» nello spazio, dove è in corso una revisione dell’alleanza con la francese Thales. Proprio lo spazio diventerà una divisione ad hoc di Leonardo.