Tim, il fondo Merlyn scrive al cda e chiede di non vendere la rete a Kkr
di Sara BennewitzMILANO – Nuovo colpo di scena su Telecom Italia, che domenica 5 novembre si appresta a votare sull’offerta da 20 miliardi per la rete promossa dal fondo Usa Kkr. Il fondo attivista Merlyn, che è guidato da Alessandro Barnaba, ha appena inviato una lettera al cda di Tim, contestando la strategia impostata dall’ad della società Pietro Labriola e chiedendo di mantenere in mani italiane la rete sotto l’egida della Cdp. Il piano, scrive il fondo al consiglio di amministrazione, prevede il mantenimento della rete, "saldamente in mani italiane". Inoltre "non chiede soldi al Governo" e promette di far tornare le azioni a 1 euro "preparando la ripresa dei pagamenti dividendi agli azionisti" Interpellata, Telecom italia ha risposto con un no comment.
Secondo Merlyn vendere la rete distruggerebbe valore per la società, per i suoi azionisti e per il Paese. Il fondo propone in alternativa di cedere le attività carioca di Tim Brasil (controllata al 65% da Telecom), e la divisione di servizi telefo…
MILANO – Nuovo colpo di scena su Telecom Italia, che domenica 5 novembre si appresta a votare sull’offerta da 20 miliardi per la rete promossa dal fondo Usa Kkr. Il fondo attivista Merlyn, che è guidato da Alessandro Barnaba, ha appena inviato una lettera al cda di Tim, contestando la strategia impostata dall’ad della società Pietro Labriola e chiedendo di mantenere in mani italiane la rete sotto l’egida della Cdp. Il piano, scrive il fondo al consiglio di amministrazione, prevede il mantenimento della rete, "saldamente in mani italiane". Inoltre "non chiede soldi al Governo" e promette di far tornare le azioni a 1 euro "preparando la ripresa dei pagamenti dividendi agli azionisti" Interpellata, Telecom italia ha risposto con un no comment.
Secondo Merlyn vendere la rete distruggerebbe valore per la società, per i suoi azionisti e per il Paese. Il fondo propone in alternativa di cedere le attività carioca di Tim Brasil (controllata al 65% da Telecom), e la divisione di servizi telefonici dedicata ai privati (Tim Consumer), e ritiene che questa sia la soluzione migliore per tutti, e un strategia capace di riportare le quotazioni del titolo a quota 1 euro. Per questo Merlyn, che possiede una quota inferiore al 3% della società (per salire sopra il 3% ci vuole il l’autorizzazione ai sensi del Golden Power), ha chiesto di sostituire il dottor Labriola, che secondo il fondo attivista “non ha creato valore” per gli azionisti, e nominare al suo posto l’ingegner Stefano Siragusa.
Siragusa conosce bene l’azienda (è stato un dirigente del gruppo dal 2019 fino al 2022) ha lavorato al piano industriale alternativo insieme a Merlyn. Classe 1976, il manager che ha un lungo passato nella consulenza in Bcg e che era stato già ad di Ansaldo sts (dal 2013 al 2016) su indicazione di Cdp, era entrato in Telecom nel 2019 chiamato a gestire i servizi di rete e dei cavi di Sparkle dall’allora ad Amos Gensih, era poi stato riconfermato dal suo successore Luigi Gubitosi che l’aveva promosso a capo dei ricavi, ed era uscito da Tim nell’estate 2022 come vice direttore generale, quando Labriola aveva assunto le deleghe e ricostituito la sua squadra di manager.
La lettera arrivata in zona Cesarini prima del cda di Tim che dovrà decidere sulla rete (già convocato per il 3 e il 5 novembre), strizza l’occhio sia a Cdp (9,81% di Tim), sia al primo socio Vivendi (23,75%) che da mesi ribadisce che l’offerta di Kkr per il maggiore asset della società è troppo bassa e mette a rischio la solidità finanziaria della società dei servizi che resterebbe una volta ceduta l’infrastruttura.