Tlc, salgono i limiti elettromagnetici. Ma il tetto sarà un quarto della media europea
di Alessandro LongoUn primo passo, piccolo ma epocale, per portare i limiti elettromagnetici italiani ai livelli richiesti dall’industria delle telecomunicazioni per diffondere le reti 5G; quelle di nuova generazione necessarie allo sviluppo economico del Paese.
Oggi la Commissione IX al Senato ha approvato l’emendamento al disegno di legge Concorrenza che per la prima volta in 23 anni aumenta i limiti elettromagnetici delle antenne per i servizi mobili. Un rialzo ridotto rispetto a quanto previsto in precedenti bozze (di questo Governo e di precedenti), mai passate: i limiti passeranno dagli attuali 6 volt a 15 volt al metro, presumibilmente. "Una misura a lungo attesa che supporterà lo sviluppo del 5G", commenta Mediobanca in una nota.
I nuovi limiti
Di preciso, l’emendamento sta…
Un primo passo, piccolo ma epocale, per portare i limiti elettromagnetici italiani ai livelli richiesti dall’industria delle telecomunicazioni per diffondere le reti 5G; quelle di nuova generazione necessarie allo sviluppo economico del Paese.
Oggi la Commissione IX al Senato ha approvato l’emendamento al disegno di legge Concorrenza che per la prima volta in 23 anni aumenta i limiti elettromagnetici delle antenne per i servizi mobili. Un rialzo ridotto rispetto a quanto previsto in precedenti bozze (di questo Governo e di precedenti), mai passate: i limiti passeranno dagli attuali 6 volt a 15 volt al metro, presumibilmente. "Una misura a lungo attesa che supporterà lo sviluppo del 5G", commenta Mediobanca in una nota.
I nuovi limiti
Di preciso, l’emendamento stabilisce che entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, “per potenziare la rete mobile e garantire a utenti e imprese l’offerta di servizi di connettività di elevata qualità, senza pregiudizio per la salute pubblica” i limiti sono adeguati “alla luce delle più recenti e accreditate evidenze scientifiche, nel rispetto delle regole, delle raccomandazioni e delle linee guida dell’Unione europea”. Quelle evidenze e quelle raccomandazioni internazionali secondo cui andrebbero bene anche limiti di almeno dieci volte superiori agli attuali; la media nei Paesi europei si attesta sui 61 volt al metro. Se (come si presume) questi 120 giorni passeranno senza una decisione, l’emendamento odierno prevede che i limiti siano fissati a 15 volt al metro, quindi un quarto rispetto alla media Ue.
La norma ora deve passare anche in sede plenaria del Parlamento ma l’idea è che si sia raggiunto così, finalmente, un compromesso che dovrebbe tenere sino alla fine e quindi diventare legge.
Urso: “Così Italia più competitiva”
La conferma è anche nelle immediate parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: “finalmente l'Italia si muove nella direzione europea, recuperando ritardi decennali. Nel nostro Paese il limite di emissione per i campi elettromagnetici era fermo a 6 V/m, risultando il più basso tra quelli dell'UE, tanto da frenare lo sviluppo delle reti 5G nelle aree urbane”.
“Questa misura rappresenta una svolta importante per lo sviluppo del Paese: migliorerà infatti la connettività mobile sul territorio, garantendo una qualità di servizi superiore per i cittadini e consentirà alle imprese di diventare più competitive. L'avevamo detto e l'abbiamo fatto. Questo è il governo del fare", ha commentato Urso.
Troppa cautela per operatori e addetti ai lavoratori
Fare sì, ma con moderazione. Poco entusiasti i primi commenti che arrivano dall’industria delle telecomunicazioni – durante l’evento Icom (istituto della competitività) a Roma. “Gli effetti saranno limitati, l’Italia continuerà ad accumulare ritardi rispetto al resto d’Europa sul fronte della crescita e dell’innovazione”, ha detto Roberto Basso, di Wind Tre. “Passo epocale, ma speriamo che sia solo il primo”, ha aggiunto Michelangelo Suigo, di Inwit, operatore specializzato in infrastrutture di reti mobili.
“Davvero troppo poco, servono almeno limiti di 24 volt al metro”, ha aggiunto Maurizio Dècina, professore emerito del politecnico di Milano, uno dei padri delle telecomunicazioni italiane. “Avremmo potuto fare di più? Forse, ma bisogna considerare che sul tema c’è grande attenzione da parte dell’opinione pubblica”, ha commentato Massimo Milani (Fratelli d’Italia). “È un primo passo: vediamo se l’opinione pubblica in materia cambia”, ha aggiunto il parlamentare.
Le critiche delle opposizioni
In giornata arriva anche una nota di Asstel, l'associazione degli operatori telefonici, di apprezzamento, ma anche le critiche di Legambiente e delle opposizioni.
"Riteniamo inaccettabile il blitz con cui la maggioranza ha dato l’ok all’emendamento Pogliese che alza le soglie dei campi elettromagnetici per lo sviluppo della rete 5G – si legge in una nota Pd, M5S e Avs – Innalzare i limiti dagli attuali 0,6 V/m a 15V/m – su una media calcolata su 24 ore – senza un dettagliato approfondimento è un serio pericolo per la salute dei cittadini”.
Secondo le opposizioni in questo modo si accontentano “le industrie straniere del settore telecomunicazioni”. “Due mesi fa, un pool di scienziati aveva già elencato i potenziali rischi di un eventuale innalzamento con una nota pubblica. Inoltre tale scelta costituisce un vero e proprio boomerang per lo sviluppo digitale nazionale e l’imprenditoria italiana”, concludono.
L’attacco di Legambiente: “Accontentata l’industria del settore, ma potenziali pericoli per la popolazione”
“Siamo, infatti, l’unico Paese in Europa che misura i campi sulla media delle 24 ore invece che sulla media dei 6 minuti. Si tratta di una scelta insensata che accontenta le richieste di parte dell’industria del settore, ma che può costituire un vero boomerang per lo sviluppo digitale nazionale oltre che potenzialmente pericolosa per la salute della popolazione, considerando che le ultime ricerche mettono ben in evidenza come gli attuali 6 V/m siano cautelativi – spiega il presidente Stefano Ciafani – Al Governo e al Parlamento torniamo a ribadire l’importanza di aprire un tavolo di lavoro e di confronto per ragionare sulle possibili strategie da mettere in campo, per raggiungere gli auspicabili e fondamentali obiettivi di digitalizzazione del Paese, mettendo in primo piano la salute dei cittadini".
La misurabiilità sulle 24 ore è stata concessa tempo fa agli operatori per compensare in parte i limiti molto stringenti. Non risultano invece evidenze riconosciute dalla comunità scientifica internazionale che suggeriscano di avere limiti più bassi rispetto a quelli adottati dagli altri Paesi europei.