MILANO – Il governo su Tim ha già deciso e non cambierà strada, anche davanti a una nuova proposta. La presa di posizione proviene da fonti vicine al governo, per quanto in via non ufficiale. "Con riferimento alla sedicente proposta recentemente emersa sul futuro di Tim, il governo fa notare di aver preso altre decisioni che contemplano un altro piano, reso manifesto alla società Tim e al mercato con trasparenza e nelle modalità corrette. Qualsiasi altra iniziativa è estranea alle intenzioni del governo".
Sulla rete Tim c'è già il "sigillo” pubblico, perché l'offerta di Kkr prevede la partecipazione del Mef con un ruolo strategico di controllo. "L'iniziativa assunta dal governo prevede chiaramente il controllo pubblico sull'assetto strategico come risultato finale espressamente garantito dalla proposta - l'unica proposta, sottolineano fonti vicine al governo - alla quale l'Esecutivo partecipa con il riconoscimento del ruolo strategico e dei poteri speciali riconosciuti al governo, in piena conformità all'ordinamento Ue".
Ieri, venerdì, il fondo attivista Merlyn – guidato da Alessandro Barnaba – ha inviato una lettera al cda di Tim, contestando la strategia dell’ad Pietro Labriola e chiedendo di mantenere la rete in mani italiane, sotto l’egida della Cdp. In alternativa il fondo, che ha una quota inferiore al 3% di Tim, propone di vendere le attività brasiliane di Tim Brasil e la divisione servizi telefonici dedicata ai privati.