Ha quadruplicato il valore di Microsoft Per battere lo stress fa le torte per le figlie
di Claudia de LilloAmy Hood, Executive Vice President and CFO of Microsoft
Amy Hood, 52 anni, cresciuta tra il Kentucky e il Tennessee, direttrice finanziaria e vicepresidente esecutiva di Microsoft, si presenta in jeans e maglietta a una folla di giovani candidati per un posto al colosso di Redmond. «Se chiedete alle mie due figlie, vi diranno che il mio lavoro è far di conto». La diciassettesima donna più potente del mondo per Fortune e la ventottesima per Forbes ha l’aria rassicurante della vicina di casa e il piglio sbrigativo di chi non si perde in chiacchiere. «Anch’io la pensavo così quando ho accettato questo ruolo in azienda nel 2013», racconta la prima donna, nonché Cfo più longeva, del gruppo informatico. «Tuttavia ora so che il mio compito consiste nel rendere Microsoft un ambiente che clienti, partner e dipendenti scelgono ogni giorno».
Ha risollevato le sorti nel periodo nero
Retorica? Forse, ma ha certamente ragione lei, chiamata per quel ruolo da Steve Balmer, al rientro della maternità della seconda figlia, in uno dei periodi più bui della…
Amy Hood, 52 anni, cresciuta tra il Kentucky e il Tennessee, direttrice finanziaria e vicepresidente esecutiva di Microsoft, si presenta in jeans e maglietta a una folla di giovani candidati per un posto al colosso di Redmond. «Se chiedete alle mie due figlie, vi diranno che il mio lavoro è far di conto». La diciassettesima donna più potente del mondo per Fortune e la ventottesima per Forbes ha l’aria rassicurante della vicina di casa e il piglio sbrigativo di chi non si perde in chiacchiere. «Anch’io la pensavo così quando ho accettato questo ruolo in azienda nel 2013», racconta la prima donna, nonché Cfo più longeva, del gruppo informatico. «Tuttavia ora so che il mio compito consiste nel rendere Microsoft un ambiente che clienti, partner e dipendenti scelgono ogni giorno».
Ha risollevato le sorti nel periodo nero
Retorica? Forse, ma ha certamente ragione lei, chiamata per quel ruolo da Steve Balmer, al rientro della maternità della seconda figlia, in uno dei periodi più bui della storia aziendale, e capace di risollevarne le sorti grazie a un cambio di rotta, facendo guadagnare al titolo a Wall Street il 300% nei primi cinque anni e contribuendo a strutturare 57 accordi nel corso della carriera. Microsoft le riconosce il ruolo decisivo nel sostenere la crescita del business cloud e della trasformazione digitale. Heather Bellini, analista di Goldman Sachs che si occupa di Microsoft, sostiene che Hood sia stata in grado «di cambiare la prospettiva di tutti su una società universalmente considerata in declino».
La storia professionale
Figlia di un medico e di una docente di Infermieristica, si laurea in Economia alla Duke University e prende un Mba ad Harvard. Subito dopo, approda a Goldman Sachs dove resta otto anni. Quando, nel 2002, è assunta in Microsoft come responsabile delle relazioni con gli investitori, è convinta che si fermerà un paio d’anni per poi dedicarsi a una sua start up. Da ragazza oculata, fa persino i calcoli sulla miglior data per licenziarsi massimizzando il piano di stock option. Inaspettatamente però, si innamora dell’azienda e decide di restare. Balmer la osserva: «La mia impressione fu di una donna in gamba che non aveva paura di dire la sua. Aveva una marcia in più». Anni dopo ne parlerà come della «miglior Cfo che Microsoft abbia avuto». Dalle investor relation passa a gestire lo sviluppo delle strategie per le aziende, poi viene nominata Cfo di Microsoft Office e Dynamics.
Hood preferisce parlare di numeri ma talvolta elargisce perle di saggezza, scegliendo le donne come destinatarie dei suoi consigli. «Abbiate fiducia in voi, scoprite chi siete. Siate coraggiose e uscite allo scoperto. Nessuno saprà quanto valete se restate in silenzio. Ma, soprattutto, divertitevi». Racconta di aver sofferto della sindrome dell’impostore all’inizio della carriera. Nonostante un Master in Business&Administration, quando riceve l’incarico di Cfo si rende conto di non saperne abbastanza di finanza e non si sente pronta. «Ho sempre accettato lavori scomodi per poi accomodarmi nel ruolo e crescere» racconterà tre anni dopo la nomina. I primi tempi alla direzione finanziaria sono talmente difficili che, al compimento del primo anno, l’ufficio legale le regala una targa per congratularsi di avercela fatta. A poche settimane dalla nomina, Hood vola in Europa per trattare l’acquisizione delle attività Nokia. Un mese dopo Balmer lascia il suo ruolo di Ceo e ci vorranno quasi sei mesi per rimpiazzarlo con Satya Nadella, con cui Hood stringe un efficace sodalizio. È il momento di ritrovare la fiducia perduta degli investitori.
La rinascita di Microsoft
Produttore di software, un tempo sovrano indiscusso dei personal computer, il gruppo Microsoft, fallito il tentativo di traghettare Windows nella nuova era della mobilità, era rimasto indietro anche nel browser Bing. Hood sviluppa un piano per convincere gli investitori della bontà del cloud business, creando algoritmi previsionali e utilizzando gli strumenti di machine learning della cosiddetta “finanza moderna”. Hook e Nardella intraprendono una politica di acquisizioni di società forti in settori in crescita, come LinkedIn, comprata nel 2016 e GitHub nel 2018. Microsoft è poi impegnata, come Google e Meta, nella scommessa sull’intelligenza artificiale. Diventando partner del laboratorio di ricerca OpenAI che ha lanciato un anno fa ChatGPT, il gruppo ha investito 13 miliardi. La gara per ridisegnare il mondo dei software è aperta e a luglio, annunciando ricavi e profitti record, Hood ha detto che comincia a vedere l’impatto dei maxi investimenti. Tra i disegni delle figlie alle pareti dell’ufficio, la Cfo esibisce il premio di «Eccellenza nelle previsioni». Parlando di lei, Maria Klawe, ex membro del cda Microsoft sostiene che «non è aggressiva ma è determinata. È tenace ma mai sgradevole». Hood racconta poco della propria vita privata e del marito, Max Kleinman, ex partner di Accenture, con cui ha una partecipazione di minoranza nella squadra di calcio dei Seattle Sounders. Incoraggia i suoi sottoposti a trascorrere tempo con la famiglia per evitare il burnout. La leggenda narra che lei riesca a uscire dall’ufficio alle 16 tutti i giorni. Ha un patrimonio stimato pari a circa 150 milioni di dollari e una passione per la creazione di torte elaboratissime che usa come antistress. Ricorda che, quando era piccola, i dolci preparati da sua madre la facevano sentire amata. Quindi, per le feste, si scatena. Il compleanno della secondogenita coincide con la fine dell’anno fiscale di Microsoft e Hood lascia la sua squadra a chiudere il bilancio e si dedica alla produzione della miglior torta del mondo, sicuro antidoto al burnout.