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Quelli che navigano sicuri anche nei mari in tempesta

IMAGOECONOMICA 
Pochi debiti, ordini certi, forte generazione di cassa e buoni manager. Ecco le aziende italiane che viaggiano spedite, malgrado i venti di crisi: Ferrari, Prysmian, Salcef e i gruppi della farmaceutica e del lusso
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A dispetto dei venti di guerra, dei tassi alti e dei timori di una brusca frenata dei consumi, c’è una rosa di aziende italiane che continuano a crescere o che semplicemente sono resilienti anche alle intemperie del mercato. Si tratta di società industriali e manifatturiere che hanno un buon portafoglio ordini, che permette loro di guardare con fiducia anche all’esercizio 2024. Oppure di eccellenze in comparti come la farmaceutica o il lusso, tipicamente anticiclici. Detto questo, per navigare in tempi incerti c’è bisogno di fondamenta solide (e quindi poco debito e forte generazione di cassa), e di avere al timone un management esperto, che potrebbe addirittura sfruttare la crisi per fare nuove acquisizioni, per consolidare la propria leadership.

«Aziende come Ferrari, Leonardo, Prysmian e Salcef hanno tutte un portafoglio ordini e una visibilità dei ricavi futuri che le protegge dall’attuale contesto macroeconomico …

A dispetto dei venti di guerra, dei tassi alti e dei timori di una brusca frenata dei consumi, c’è una rosa di aziende italiane che continuano a crescere o che semplicemente sono resilienti anche alle intemperie del mercato. Si tratta di società industriali e manifatturiere che hanno un buon portafoglio ordini, che permette loro di guardare con fiducia anche all’esercizio 2024. Oppure di eccellenze in comparti come la farmaceutica o il lusso, tipicamente anticiclici. Detto questo, per navigare in tempi incerti c’è bisogno di fondamenta solide (e quindi poco debito e forte generazione di cassa), e di avere al timone un management esperto, che potrebbe addirittura sfruttare la crisi per fare nuove acquisizioni, per consolidare la propria leadership.

«Aziende come Ferrari, Leonardo, Prysmian e Salcef hanno tutte un portafoglio ordini e una visibilità dei ricavi futuri che le protegge dall’attuale contesto macroeconomico e politico – spiega Alberto Villa, responsabile della ricerca di Intermonte – poi ci sono settori industriali forti e anticiclici come il lusso o il comparto farmaceutico, e in proposito penso ad aziende come Brunello Cucinelli,piuttosto che Recordati, che sono più resilienti all’andamento dei consumi. Per lo stesso motivo va segnalata Mondadori, che è leader nel comparto dei libri e ha un’ottima generazione di cassa. Infine c’è un segmento di eccellenze legate alla rivoluzione digitale come Reply, Sesa e Tinexta, che essendo in grado di aiutare i propri clienti a efficientare i processi e a tagliare i costi, saranno capaci di continuare a generare ricavi e flussi di cassa».

Il record Zegna

Nel comparto del lusso, oltre a Cucinelli, che quest’anno ha alzato addirittura due volte le previsioni di crescita per il 2023, anche Moncler è tra i titoli preferiti dagli analisti, perché ha cassa ed è forte in una nicchia di mercato che abbraccia consumatori diversi. Stesso discorso per Zegna, quotata a Wall Street, che ha chiuso il terzo trimestre con una crescita da record (+20,8% i ricavi) e che punta a superare quota 2 miliardi di fatturato a medio termine anche grazie alla crescita della controllata Thom Browne, piuttosto che alla licenza di Tom Ford. Per lo stesso motivo, anche se in un segmento leggermente diverso, gli esperti di Bernstein e di Bofa sono tornati a consigliare l’investimento in EssilorLuxottica, quotata a Parigi. La società che fa capo alla famiglia Del Vecchio nel 2023 farà meglio delle sue stesse previsioni, investe sulla crescita futura (tra cui un nuovo stabilimento in Thailandia da 400 milioni) lanciando nuovi prodotti come gli smart glasses Ray Ban con Meta, e gli occhiali acustici di Nuance, diversificando su nuovi servizi, come la piattaforma tecnologica Helix.

La resilienza Ferrari

«Ferrari, che ha due anni di portafoglio ordini sicuri, non solo ha continuato a dare risultati eccellenti, ma si è dimostrata perfino più resiliente dei colossi del lusso assoluto – osserva Gabriele Gambarova, responsabile equity research di Banca Akros – per lo stesso motivo sono interessanti aziende come Salcef, che ha importanti commesse nel comparto ferroviario sia in Italia che in Romania e continua a realizzare efficienze dalle acquisizioni fatte, piuttosto che Leonardo, che genera l’85% dei suoi ricavi nel settore della difesa. Diasorin e Recordati sono tipicamente impermeabili al ciclo e hanno una leva bassa, Saes Getters ha cassa e un management che ha dimostrato di saper cogliere le opportunità di mercato e pure Lottomatica ha una leva ragionevole, genera molta cassa ed è poco esposta all’andamento economico. Anche Mondadori genera circa 70 milioni di cassa l’anno e ha dimostrato di saper creare valore». E il gruppo presieduto da Marina Berlusconi ha già annunciato di avere allo studio nuove acquisizioni, che potrebbe perfezionare a breve.

«In un contesto economico e geopolitico complesso, avere poco debito, una forte generazione di cassa, una presenza produttiva e dei ricavi nel blocco occidentale e un management di livello faranno la differenza – spiega Antonio Amendola, senior fund manager azionario AcomeA Sgr – Un discorso che vale per le grandi aziende, ma anche per tante medie società quotate allo Star, le cui valutazioni sono interessanti e hanno sofferto per i Pir. Mi riferisco quindi a eccellenze come Campari, Ferrari, Moncler, ma anche a Ariston, Reply, Safilo e Tinexta».

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