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Da Barilla a Randstad: le aziende che aiutano i neo-genitori. E c'è chi dà oltre 10 mila euro

(ansa)
Accanto al contributo pubblico, anche le imprese si muovono a sostegno dei loro lavoratori con vari strumenti. Dai sostegni economici al bonus asilo fino alla babysitter
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In un'epoca in cui il bilanciamento tra lavoro e vita familiare sta diventando sempre più importante, diverse aziende stanno adottando misure proattive per fornire assistenza finanziaria ed emotiva ai propri dipendenti, in particolare ai neo-genitori. Tra queste aziende, Randstad, uno dei principali fornitori di servizi per le risorse umane al mondo, ha introdotto una serie di misure per sostenere i neo-genitori. Queste misure includono un bonus di 1.000 euro alla nascita di un figlio, ulteriori 1.000 euro annuali fino all'età di sei anni del bambino, 250 euro al mese per coprire le spese dell'asilo nido e fino a 330 euro al mese per il rimborso dei servizi di babysitting.

Randstad ha 3.170 dipendenti di cui il 77% dei quali s…

In un'epoca in cui il bilanciamento tra lavoro e vita familiare sta diventando sempre più importante, diverse aziende stanno adottando misure proattive per fornire assistenza finanziaria ed emotiva ai propri dipendenti, in particolare ai neo-genitori. Tra queste aziende, Randstad, uno dei principali fornitori di servizi per le risorse umane al mondo, ha introdotto una serie di misure per sostenere i neo-genitori. Queste misure includono un bonus di 1.000 euro alla nascita di un figlio, ulteriori 1.000 euro annuali fino all'età di sei anni del bambino, 250 euro al mese per coprire le spese dell'asilo nido e fino a 330 euro al mese per il rimborso dei servizi di babysitting.

Randstad ha 3.170 dipendenti di cui il 77% dei quali sono donne e il 63% sono madri con ruoli manageriali senior. Oltre agli aiuti economici grazie a programmi come "Welcome Back Mum", che facilita il ritorno al lavoro delle donne dopo il congedo di maternità, Randstad ha raggiunto un impressionante tasso di ritorno al lavoro del 96,6% a seguito del congedo parentale.

Barilla ha recentemente sorpreso con una decisione innovativa: offrire 12 settimane di congedo retribuito al 100% ai neo-genitori dipendenti dell'azienda, senza distinzione di genere. Questa mossa rappresenta un'importante inversione di tendenza rispetto alla politica aziendale precedente, che era più orientata verso il modello tradizionale di famiglia. L'azienda si è posta all'avanguardia nell'adozione di una politica di welfare aziendale che promuove la parità di genere, dimostrandosi tra le più paritarie del settore.

Anche San Marco Group, un'azienda del settore delle pitture e delle vernici per l'edilizia prevede un sostegno finanziario di 6000 euro per i primi due anni di vita dei bambini. Questo sostegno finanziario è erogato in tre tranches: 3.000 euro alla nascita del bambino e successivamente 2.000 euro al compimento del primo e del secondo anno di età del bambino. Oltre al sostegno economico, l'azienda ha implementato numerose iniziative tese a promuovere la parità di genere nel contesto lavorativo, familiare e sociale come il doppio dei giorni di paternità. Queste iniziative – commentano dall’azienda – hanno portato a San Marco group una maggiore “fedeltà da parte dei dipendenti e un abbattimento del turnover.

OneDay Group, una tra le prime realtà in Italia a introdurre il sistema di smart working illimitato e di ferie libere supporta i dipendenti genitori: “In OneDay – commenta il fondatore Paolo De Nadai - siamo partiti dal supporto concreto: un bonus di 10.800 euro per i neo-genitori (300 euro al mese fino ai 3 anni), la libertà di venire in ufficio con il figlio, mini zoo club aziendale, bagno con fasciatoio, totale flessibilità di smartworking e 30 giorni di congedo di paternità”.

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