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Sbarra (Cisl):“Siamo pronti alla piazza con Cgil e Uil. La manvora deve cambiare sulle pensioni”

Il leader Cisl Luigi Sbarra

 
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ROMA — Una legge di Bilancio «con molte luci e alcune ombre», dice il segretario della Cisl Luigi Sbarra. Il pacchetto pensioni «ci vede radicalmente contrari, va cambiato». Anche per questo, «verificheremo la disponibilità di Cgil e Uil a una manifestazione unitaria per migliorare la manovra». Allo sciopero generale «diciamo no: troppo pesante per le tasche dei lavoratori».

Segretario, la manovra inemendabile è al Senato. Ha conservato il “respiro sociale” che intravedeva all’inizio?

«Ci sono molte e importanti luci. L’85% delle risorse, grazie al pressing sindacale, vanno a sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie. Non è la manovra che avrebbe scritto la Cisl, manca di capacità espansiva. Ma le ombre derivano dalla cubatura limitata delle risorse».

Le due misure principali — taglio al cuneo e all’Irpef — valgono solo per il 2024. Servono 14 miliardi all’anno per prorogarle. Un’ipoteca che rischia di essere disattesa?

«Intanto ci sono, come chiesto dal sindacato. E mi sembra…

ROMA — Una legge di Bilancio «con molte luci e alcune ombre», dice il segretario della Cisl Luigi Sbarra. Il pacchetto pensioni «ci vede radicalmente contrari, va cambiato». Anche per questo, «verificheremo la disponibilità di Cgil e Uil a una manifestazione unitaria per migliorare la manovra». Allo sciopero generale «diciamo no: troppo pesante per le tasche dei lavoratori».

Segretario, la manovra inemendabile è al Senato. Ha conservato il “respiro sociale” che intravedeva all’inizio?

«Ci sono molte e importanti luci. L’85% delle risorse, grazie al pressing sindacale, vanno a sostegno di lavoratori, pensionati e famiglie. Non è la manovra che avrebbe scritto la Cisl, manca di capacità espansiva. Ma le ombre derivano dalla cubatura limitata delle risorse».

Le due misure principali — taglio al cuneo e all’Irpef — valgono solo per il 2024. Servono 14 miliardi all’anno per prorogarle. Un’ipoteca che rischia di essere disattesa?

«Intanto ci sono, come chiesto dal sindacato. E mi sembra cosa non trascurabile, frutto del negoziato di questi mesi. Andranno confermate e rese strutturali. Siamo pronti a mobilitarci per questo. Nel frattempo apprezziamo i fringe benefit a 1.000 euro per i lavoratori senza figli, la detassazione degli straordinari, la no tax area fino a 8.500 euro. Frutto delle nostre rivendicazioni».

Il pacchetto pensioni è molto rigido. Nessuna delle vostre richieste è stata accolta: dai giovani alle donne, dall’inflazione agli assegni bassi. La legge Fornero si inasprisce?

«È la parte della manovra che ci vede più radicalmente contrari e che va cambiata. Penso alle penalizzazioni su Quota 103, all’incremento da 2,8 a 3 volte l’assegno sociale dell’importo minimo per la pensione anticipata contributiva, alle restrizioni su Ape sociale e Opzione donna. Bisogna tornare indietro sulla sforbiciata alle rendite pensionistiche su una parte dei dipendenti pubblici. Servono invece misure di flessibilità che conducano al superamento della legge Fornero».

La manovra fa abbastanza per sanità, scuola, contratti pubblici?

«Ci sono avanzamenti importanti come gli 8 miliardi stanziati: 5 per i settori pubblici e 3 per il sistema salute. Certo non basta, ma il passo in avanti c’è, considerando anche i 2 miliardi che abbiamo conquistato per gli anticipi ai lavoratori pubblici entro dicembre. Anche su famiglia e natalità registriamo passi avanti significativi. Ora si tratta di potenziare gli strumenti contro la povertà e a sostegno della disabilità».

Come si muoverà a questo punto la Cisl? È pensabile uno sciopero con Cgil e Uil?

«Verificheremo la disponibilità di Cgil e Uil ad organizzare una manifestazione nazionale unitaria di sabato, per migliorare la manovra e andare anche oltre, verso un patto sociale per la crescita. Lo sciopero generale caricherebbe le tasche dei lavoratori di ulteriori sacrifici. E incendierebbe i rapporti industriali».

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