Economia

Bollette, terzo aumento consecutivo per il gas: a ottobre sale del 12 per cento

Bollette, terzo aumento consecutivo per il gas: a ottobre sale del 12 per cento

Si tratta dell’aumento più consistente rispetto al +2,3% di agosto e il 4,8% di settembre. Pesano i timori per i conflitti in Medioriente, oltre agli scioperi in Australia, primo fornitore delle economie asiatiche

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ROMA – La cattiva notizia è il terzo aumento consecutivo per le bollette dal gas. Con l’aggravante che si tratta del più consistente: per il mese di ottobre famiglie e piccole imprese pagheranno il 12 per cento in più. Ad agosto e settembre i rincari erano stati molto più contenuti, rispettivamente del 2,3 e del 4,8 per cento.
D’altra parte, la buona notizia riguarda la spesa complessiva dell’ultimo anno “scorrevole”: nel periodo compreso tra novembre 2022 e ottobre 2023, la spesa per la famiglia tipo per la bolletta del gas naturale è stata di 1.457 euro, comprese le imposte, con un calo del 14% rispetto ai dodici mesi equivalenti del periodo novembre 2021-0ttobre 2022.


Non è un granché: questo significa che i costi del gas rimangono ancora alti a livello internazionale, ma il fatto che nelle ultime due stagioni autunnali abbiamo temperature nettamente sopra le medie aiuta a contenere i consumi – anche nelle regioni italiane del nord – e di conseguenza anche i prezzi.
Sono i principali dati comunicati dall’Arera, l’autorità che regola le attività legate all’energia nella consueto aggiornamento mensile delle tariffe del gas. A cosa è dovuto, allora, il terzo rialzo dei prezzi negli ultimi tre mesi e in particolare a ottobre? Punto primo: la speculazione finanziaria ha fatto leva su quanto accaduto a livello geopolitico. Prima uno sciopero prolungato negli impianti di liquefazione del gas in Australia (principale fornitore delle economie emergenti asiatiche, a cominciare dalla Cina), per arrivare poi al conflitto scatenato da Hamas in Israele, con l’immediata risposta del governo di Tel Aviv.


Gli investitori hanno comprato “opzioni sul gas” considerando la possibilità che il conflitto in Medioriente potesse allargarsi. Timori, in verità, che hanno retto solo per i primi giorni del conflitto, visto gli sforzi internazionali per contenere lo scontro militare.
Un altro elemento che ha fatto salire il prezzo del gas nella prima metà di ottobre è stato anche l’incidente al gasdotto tra Estonia e Finlandia (con i timori per un possibile attentato): l’inconveniente – anche se limitato a una rete locale – si è trasformato in una occasione per guadagnare sui mercati finanziari sfruttando il rimbalzo del prezzo per pochi giorni.


Sul mercato europeo, il prezzo ieri è sceso ancora a 47 euro al megawattora, contro il massimo di 56 euro del 13 ottobre scorso. Un andamento simile per il Gas Italian Index, il prezzo all’ingrosso sul mercato italiano, calato a quota 37 euro. Segno che sul mercato italiano il prezzo (che poi determina la revisione mensile delle bollette) costa di meno della media europea.

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