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La Banca d’Italia secondo Panetta: “Via al rinnovamento”

FABIO PANETTA

 (ansa)
Il governatore entra in carica con un messaggio ai dipendenti. L’ufficio arredato con i mobili che ha avuto fino al 2020. “Continuità non vuol dire conservazione. Una Banca moderna, efficiente e inclusiva”
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ROMA — L’ufficio all’1-N, il piano nobile di Palazzo Koch, è stato riarredato in tutta fretta mercoledì, sfruttando il giorno di festa. Fuori i libri e la scrivania dell’uscente, Ignazio Visco, e dentro quelli del successore Fabio Panetta, arrivato ieri mattina presto per il suo primo vero giorno da governatore.

I mobili sono gli stessi che Panetta aveva nel vecchio ufficio da direttore generale, lasciato nel 2020 per trasferirsi all’esecutivo della Bce a Francoforte, e mai portati via dall’edificio di Via Nazionale, quasi un presagio.

«Torno nell’Istituto in cui sono entrato nel 1985 e da cui mi sono separato dopo quasi 35 anni», ha scritto ieri Panetta in una mail di saluto a tutto il personale, che comincia proprio marcando la «continuità».

ROMA — L’ufficio all’1-N, il piano nobile di Palazzo Koch, è stato riarredato in tutta fretta mercoledì, sfruttando il giorno di festa. Fuori i libri e la scrivania dell’uscente, Ignazio Visco, e dentro quelli del successore Fabio Panetta, arrivato ieri mattina presto per il suo primo vero giorno da governatore.

I mobili sono gli stessi che Panetta aveva nel vecchio ufficio da direttore generale, lasciato nel 2020 per trasferirsi all’esecutivo della Bce a Francoforte, e mai portati via dall’edificio di Via Nazionale, quasi un presagio.

«Torno nell’Istituto in cui sono entrato nel 1985 e da cui mi sono separato dopo quasi 35 anni», ha scritto ieri Panetta in una mail di saluto a tutto il personale, che comincia proprio marcando la «continuità».

Il cenno programmatico

Ma aggiunge anche che questa parola «non vuol dire conservazione. Dovremo aprici pienamente al cambiamento e all’innovazione, come è avvenuto in passato nei momenti importanti della storia della Banca d’Italia».

È questo il cenno programmatico più significativo, all’interno di un passaggio di consegne asciutto e operativo. Con i ringraziamenti al presidente della Repubblica e alla presidente del Consiglio per l’onore della nomina, un pensiero «grato e affettuoso» a Ignazio Visco che lo ha preceduto, ma senza traccia delle laiche liturgie a volte associate a Bankitalia.

Sono sempre meno nella natura dell’istituzione, e per nulla nell’attitudine diretta e pragmatica di Panetta. Così, se due giorni fa Visco si era congedato rivendicando di lasciare una Bankitalia «autorevole, indipendente, aperta al rinnovamento e fedele alla sua storia», Panetta pare subito voler rilanciare a modo suo, annunciandone una «moderna, efficiente e inclusiva, al servizio dell’Italia e dell’Europa».

"Imparzialità e trasparenza”

Come l’economista 64enne declinerà nella pratica, nei sei o dodici anni di mandato, è molto presto per dirlo. Nello stesso messaggio, del resto, Panetta elogia il «consueto» metodo di lavoro, «basato sul confronto delle idee, sul rigore delle analisi, sull’imparzialità e la trasparenza delle decisioni», che lui stesso ha contribuito a definire nei molti anni al vertice.

Se c’è una liturgia che resta a Palazzo Koch, ora che i tempi sono cambiati e tante delle funzioni sono passate a Francoforte, è proprio questa del metodo, scandita da alcuni appuntamenti fissi.

La riunione “collegiale” del martedì dei cinque membri del direttorio sul tavolone della Sala della Madonnella, vicina allo studio del governatore, per discutere delle decisioni di rilevanza esterna.

L’epoca Draghi

E le meticolose sessioni preparatorie alle riunioni di politica monetaria della Bce, le più importanti. Fu lo stesso Panetta a creare questo format all’epoca del governatore Draghi, che lo aveva riconfermato nel ruolo già ricoperto con Fazio di “accompanying person”, cioè il funzionario che accompagna e assiste il governatore negli appuntamenti a Francoforte.

Per questo ruolo Visco aveva scelto Sergio Nicoletti Altimari, che guida il dipartimento Economia e Statistica, l’ufficio studi punta di diamante di Bankitalia.

E una delle prime curiosità è capire se Panetta lo confermerà, considerato che Nicoletti è anche nella rosa dei candidati alla promozione nel direttorio, l’organo di vertice a cinque, dove il trasferimento di Cipollone alla Bce ha lasciato libero un posto da vice direttore generale.

I super economisti

Insieme a lui, altri due funzionari con il profilo da super economisti solitamente privilegiato, cioè Magda Bianco e Luigi Cannari, ma anche un funzionario di struttura, l’ex capo di gabinetto Gian Luca Trequattrini. Al momento quest’ultimo viene dato per favorito, e per Panetta sarebbe una prima nomina “di rottura” con le tradizioni della Banca.

«Sono preso da sentimenti diversi», ha scritto ieri il governatore nel suo messaggio, «l’ambizione di essere all’altezza dei miei predecessori, il desiderio di mantenere alti il prestigio e la reputazione della Banca d’Italia.

Mi incoraggia la consapevolezza di poter contare sulla dedizione, l’attitudine a servire l’interesse pubblico e la elevata professionalità di tutto il personale», perché «sarebbe ingenuo pensare che la nomina del Governatore, da sola, possa essere sufficiente».

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