ROMA – Il governo pasticcia sulla decontribuzione per le mamme lavoratrici. E alla fine deve mandare un’errata corrige in Senato per riscrivere l’articolo 37 della manovra: lo sconto per le donne con due figli vale un anno solo e non tre, come scritto nel testo ora all’esame della commissione Bilancio del Senato.
Giusti i conti della Ragioneria
La correzione finisce subito nel mirino delle opposizioni. Ma non impatta sui saldi della finanziaria perché la Ragioneria, nella relazione tecnica alla manovra, aveva fatto i calcoli giusti su una norma dal testo sbagliato. «Si passa dallo spot alla farsa», dice Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro del Pd. «Una misura precaria che non va alle lavoratrici precarie e neppure alle colf. E ora si accorcia anche la s…
ROMA – Il governo pasticcia sulla decontribuzione per le mamme lavoratrici. E alla fine deve mandare un’errata corrige in Senato per riscrivere l’articolo 37 della manovra: lo sconto per le donne con due figli vale un anno solo e non tre, come scritto nel testo ora all’esame della commissione Bilancio del Senato.
Giusti i conti della Ragioneria
La correzione finisce subito nel mirino delle opposizioni. Ma non impatta sui saldi della finanziaria perché la Ragioneria, nella relazione tecnica alla manovra, aveva fatto i calcoli giusti su una norma dal testo sbagliato. «Si passa dallo spot alla farsa», dice Maria Cecilia Guerra, responsabile lavoro del Pd. «Una misura precaria che non va alle lavoratrici precarie e neppure alle colf. E ora si accorcia anche la scadenza per chi di figli ne ha solo due. Non certo un grande incentivo alla natalità».
Norma scritta male sin dall’inizio
Va detto che in tutte e quattro le bozze della manovra, sino al testo definitivo inviato al Senato il 30 ottobre, l’articolo 37 parlava di decontribuzione triennale. Uno sconto fino a 3 mila euro annui sui contributi operativo dal 2024 al 2026, sia per le mamme con tre o più figli, di cui uno sotto i 18 anni, che per le mamme con due o più figli, di cui uno sotto i 10 anni. Sconto applicabile solo alle dipendenti assunte a tempo indeterminato, sia nel pubblico che nel privato. Fuori le precarie, le autonome e le lavoratrici domestiche.
Il giallo dei comunicati stampa
Il ministero dell’Economia ieri rivendicava l’intenzione originaria – tre anni alle mamme con tre figli e un anno per le mamme con due figli – e rimanda al comunicato stampa del 16 ottobre, visibile sul sito del dicastero. Fermo restando poi una certa distrazione degli uffici nella stesura della norma di legge. Sempre il 16 ottobre però Palazzo Chigi, nel suo comunicato successivo al Consiglio dei ministri che approva la legge di Bilancio (pur senza diffondere il testo ufficiale fino al 30 ottobre), scrive: «Per un anno se hanno due figli fino all’età di 10 anni del più piccolo e permanente per quelle che hanno 3 figli fino ai 18 anni del più piccolo».
L’attacco delle opposizioni
Non è andata così. Perché nessuno degli sconti è strutturale. Molta confusione, insomma. La stessa premier Meloni in conferenza stampa, sempre il 16 ottobre, aveva annunciato asili nido gratis per tutti dal secondo figlio in poi. Fino a fare marcia indietro. «Premier donna che non si batte per le donne», sintetizza la leader del Pd Elly Schlein. Sulla stessa linea Chiara Appendino, deputata M5S: «Un governo di dilettanti allo sbaraglio, il primo guidato da una donna contro le donne che taglia due anni di sgravi, dopo aver cancellato Opzione donna e l’Iva agevolata su assorbenti e pannolini».
La decontribuzione beneficerà 570 mila lavoratrici con due figli (per un anno) e 111 mila con tre figli (per tre anni). Costo per lo Stato: 568 milioni nel 2024, poi 200 milioni sia nel 2025 che nel 2026.