Cgil e Uil in sciopero contro la manovra. Cisl manifesta per migliorarla. Landini: “La nostra protesta non finisce qui”
di Valentina ConteROMA – Cgil e Uil proclamano 8 ore di sciopero “contro la manovra e per cambiare modello di Paese”. Il calendario delle astensioni dal lavoro, presentato in conferenza stampa dai segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, si articola dal 17 novembre al primo dicembre. La Cisl invece sceglie una via diversa: manifestazione nazionale sabato 25 novembre in piazza Santi Apostoli a Roma.
Mobilitazione continua
“La nostra non è una protesta che finisce con la legge di Bilancio, ci sono temi che rimangono: il rinnovo dei contratti, la riforma fiscale, il mercato del lavoro e la precarietà, le pensioni. Se non ci ascoltano adesso, non è a che dicembre andiamo in ferie”, avverte Landini.
Le motiv…
ROMA – Cgil e Uil proclamano 8 ore di sciopero “contro la manovra e per cambiare modello di Paese”. Il calendario delle astensioni dal lavoro, presentato in conferenza stampa dai segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, si articola dal 17 novembre al primo dicembre. La Cisl invece sceglie una via diversa: manifestazione nazionale sabato 25 novembre in piazza Santi Apostoli a Roma.
Mobilitazione continua
“La nostra non è una protesta che finisce con la legge di Bilancio, ci sono temi che rimangono: il rinnovo dei contratti, la riforma fiscale, il mercato del lavoro e la precarietà, le pensioni. Se non ci ascoltano adesso, non è a che dicembre andiamo in ferie”, avverte Landini.
Le motivazioni di Cgil e Uil
“Per alzare i salari, estendere i diritti e contrastare una legge di Bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani”. E ancora: “A sostegno di un’altra politica economica, sociale e contrattuale che è necessaria e urgente”.
Il calendario
La mobilitazione partirà il 17 novembre nelle regioni del Centro, proseguirà il 20 novembre in Sicilia, il 24 novembre nelle regioni del Nord, il 27 novembre in Sardegna, l'1 dicembre nelle regioni del Sud.
I segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri saranno insieme il 17 novembre a Roma in piazza del Popolo. Poi il leader della Cgil interverrà alla manifestazione a Torino il 24 novembre, a Cagliari il 27 e a Napoli il primo dicembre. Il segretario generale Uil guiderà la protesta a Siracusa il 20 novembre, a Brescia il 24, a Bari il primo dicembre.
La Cisl
Il sindacato guidato da Luigi Sbarra ha scelto invece un’altra via. Sarà in piazza Santi Apostoli a Roma, sabato 25 novembre, per una manifestazione nazionale dal titolo “Partecipare per crescere: migliorare la manovra, costruire un nuovo Patto sociale”.
“Sarà una giornata di mobilitazione in cui intendiamo incalzare governo e Parlamento sui miglioramenti da apportare alla legge di Bilancio, ma anche indicare la via di una strategia di sviluppo pienamente partecipata dalle parti sociali”.
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Stipendi bassi e precarietà
"Non ci sarà nessun aumento degli stipendi tra dicembre e gennaio, perché il taglio del cuneo fiscale è solo una conferma dello status quo”, dice Pierpaolo Bombardieri, leader Uil, spiegando le motivazioni dello sciopero.
La mobilitazione "è una domanda che viene dai posti di lavoro, dai giovani precari, dagli anziani che non arrivano a fine mese”, aggiunge Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. Ci sono 4 milioni di cittadini che non hanno i soldi per potersi curare”.
Pensioni
Sul fronte pensioni, aggiunge Bombardieri “il panorama è solo quello di un peggioramento dei requisiti e delle condizioni dei lavoratori: dall’Ape sociale alla vergogna di Opzione donna che aggrava per l’ennesima volta le condizioni delle donne”.
“Il governo è riuscito a fare un capolavoro: peggiorare la legge Fornero”, sottolinea Landini. “Nessuno credeva fosse possibile, nemmeno la stessa Fornero, hanno sorpreso anche lei”.
Tim
Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri si schierano poi contro la scelta del cda di Tim di vendere la rete a Kkr. Un “regalo a esterni di valori per noi centrali come la rete", dice Landini, lamentando l'assenza di una politica industriale “degna di questo nome”.
E Bombardieri aggiunge: “Abbiamo registrato la vendita di un pezzo di Tim ad un fondo che in una settimana ha venduto e chiuso Magneti Marelli. Queste scelte scriteriate, come pure sull’ex Ilva, peseranno sui lavoratori”.