Economia

In Europa l’industria delle materie critiche deve avere il bollino eco-sostenibile

Un campo di pannelli fotovoltaici

Un campo di pannelli fotovoltaici

 

Sei Paesi della Ue, Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania e Svezia, scrivono a Bruxelles: chiedono alla Commissione di far rientrare queste lavorazioni nella tassonomia Ue

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TORINO – La lavorazione delle materie critiche deve rientrare nel regolamento sulla tassonomia della Ue che definisce quali attività economiche e quali settori possano essere definiti sostenibili per Bruxelles. A richiedere la modifica Austria, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania e Svezia. Paesi che chiedono alla Commissione europea di intervenire sul tema. Ad avanzare la proposta il ministro dell'Economia di Vienna, Magnus Brunner, a nome anche degli altri cinque colleghi. "Gli obiettivi del Green Deal possono essere raggiunti" solo se ci saranno "le quantità necessarie di materie prime critiche per le tecnologie delle energie rinnovabili, la mobilità, la decarbonizzazione dell'industria e la digitalizzazione". Per cui è fondamentale che le materie critiche, come il litio il rame, il cobalto, solo per fare qualche esempio, entrino nel regolamento che ha, tra i vari obiettivi, quello di attirare gli investimenti privati di finanza sostenibile. Si tratta di elementi centrali nella transizione energetica e per traghettare alcuni settori, si pensi all’automotive, dall’era del motore termico a quella del motore elettrico alimentato a batterie. Segmento in cui dominano la Cina e quei Paesi che proprio sulle materie critiche vantano una supremazia. Bruxelles ha presentato il Sustainable Finance Package 2023, una serie di norme, per migliorare e rafforzare le misure a sostegno dello sviluppo della finanza sostenibile. L’obiettivo è indirizzare le risorse dei mercati finanziari e del credito verso obiettivi sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale.

Al centro dell’architettura e della discussione a Bruxelles per favorire lo sviluppo della finanza sostenibile, c’è proprio la tassonomia definita dall’Europa. Argomento che già creato polemiche e attriti tra i Paesi rispetto alla possibilità o meno che il settore del gas e del nucleare possano fregiarsi o meno della etichetta “sostenibile”. La Ue ha già definito serie di criteri per stabilire cosa sia davvero green e sostenibile e cosa no. La tassonomia identifica le attività economiche che realizzano un contributo importante al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi ambientali individuati dalla Unione Europea: la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico; l’adattamento al cambiamento climatico; l’uso sostenibile e la protezione dell’acqua e delle risorse marine; la transizione verso un’economia circolare, la riduzione degli sprechi e il riciclo dei materiali; il contenimento dell’inquinamento e la tutela degli ecosistemi.senza danneggiare gli altri cinque.

Sulle materie prime critiche Germania, Francia e Italia a giugno hanno concordano una stretta cooperazione nei settori dell’estrazione, lavorazione e riciclo. In una riunione a Berlino i tre ministri di riferimento, Habeck, Le Maire e Urso, hanno identificato misure per permettere ai tre Paesi di migliorare la loro cooperazione per sostenere un approvvigionamento sicuro e sostenibile per l'industria europea.

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