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Partite Iva, il contributo fino a 800 euro cambia in Manovra. Ecco i nuovi requisiti

(ansa)
Le modifiche con la Legge di Bilancio per il sostegno destinato al lavoro autonomi. Per accedere all’Iscro basterà una minore riduzione del reddito
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MILANO – Dal 2024 cambia l’Iscro, l’ammortizzatore sociale pensato per le partite Iva introdotto in via sperimentale per tre anni nel 2021 e ora confermato in maniera permanente, ma modificato, con l’ultima Legge di Bilancio. Ecco cosa c’è da sapere.

Che cos’è l’Iscro e a chi spetta

È l’acronimo di "Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa" ed è il primo supporto destinato alle partite Iva in caso di calo del reddito. Spetta agli iscritti alla Gestione Separata Inps che esercitano il lavoro autonomo per professione abituale, che non siano né pensionati né assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria.


Per ottenere l’Iscro occorre essere titolari di part…

MILANO – Dal 2024 cambia l’Iscro, l’ammortizzatore sociale pensato per le partite Iva introdotto in via sperimentale per tre anni nel 2021 e ora confermato in maniera permanente, ma modificato, con l’ultima Legge di Bilancio. Ecco cosa c’è da sapere.

Che cos’è l’Iscro e a chi spetta

È l’acronimo di "Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa" ed è il primo supporto destinato alle partite Iva in caso di calo del reddito. Spetta agli iscritti alla Gestione Separata Inps che esercitano il lavoro autonomo per professione abituale, che non siano né pensionati né assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria.


Per ottenere l’Iscro occorre essere titolari di partita Iva da almeno tre anni (prima erano quattro), e in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria. Occorre, ed è una delle modifiche introdotte con la Legge di Bilancio, che la riduzione del reddito sia inferiore al 70% della media dei due anni precedenti. Inoltre il reddito dell’anno precedente non deve essere superiore ai 12 mila euro, contro gli 8.972 attuali.

Oltre al contributo pubblico si alimenta con un’aliquota di finanziamento fissata allo 0,35% ai carico dei lavoratori della Gestione Separata. L’indennità concorre inoltre alla formazione del reddito ai sensi del TUIR.

Quanto si può incassare

L'indennità è pari al 25%, su base semestrale, dell'ultimo reddito comunicato all'Agenzia delle entrate. Spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda. È erogata per 6 mensilità e non comporta accredito di contribuzione figurativa. L'importo non può in nessun caso essere inferiore a 250 euro mensili né superare gli 800 euro mensili.

Come si richiede

Il lavoratore presenta la domanda in via telematica all'Inps entro il 31 ottobre di ciascun anno. Nella domanda autocertifica i redditi prodotti nell'anno precedente. L'Inps comunica all'Agenzia delle entrate i dati inseriti nella domanda per la verifica dei requisiti. L'Agenzia delle entrate invia poi a Inps l'esito dei riscontri con modalità e termini definiti da accordi tra Inps e Agenzia. Il richiedente deve mantenere alcuni requisiti - non essere pensionato, iscritto ad altre previdenze, non percepire il reddito di cittadinanza - anche durante la percezione dell'indennità Iscro.

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