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L’inflazione giù dà una mano a small cap e titoli growth

(ansa)
Avvantaggiate le società con una forte leva finanziaria e chi ha potuto alzare i listini e ora sfrutta il rallentamento dei costi
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Il rallentamento dell’inflazione suggerisce di valutare un eventuale check-up di portafoglio. Anche della componente azionaria: molti settori infatti traggono benefici da un carovita contenuto, sia per l’impatto sulla disponibilità di spesa dei consumatori, sia per il costo del debito, dato che la stretta delle banche centrali sui tassi sono strettamente legate all’andamento dell’inflazione. Piazza Affari è tra i listini cresciuti maggiormente nel 2023, ma – come rilevato da Intermonte – presenta multipli ancora inferiori alla media degli ultimi 15 anni. Certo, prima di dare per superata l’emergenza inflazione occorreranno altre conferme, dopo che a ottobre il dato tendenziale in Italia è sceso all’1,8% dal 5,3% di settembre, mentre nell’Eurozona la frenata è stata dal 4,3 al 2,9%. Comunque, è un dato di fatto che l’inflazione stia calando rispetto alle due cifre percentuali raggiunte nell’autunno/inverno del 2022 e anche nel confronto con le stime elaborate qualche mese fa, per cui …

Il rallentamento dell’inflazione suggerisce di valutare un eventuale check-up di portafoglio. Anche della componente azionaria: molti settori infatti traggono benefici da un carovita contenuto, sia per l’impatto sulla disponibilità di spesa dei consumatori, sia per il costo del debito, dato che la stretta delle banche centrali sui tassi sono strettamente legate all’andamento dell’inflazione. Piazza Affari è tra i listini cresciuti maggiormente nel 2023, ma – come rilevato da Intermonte – presenta multipli ancora inferiori alla media degli ultimi 15 anni. Certo, prima di dare per superata l’emergenza inflazione occorreranno altre conferme, dopo che a ottobre il dato tendenziale in Italia è sceso all’1,8% dal 5,3% di settembre, mentre nell’Eurozona la frenata è stata dal 4,3 al 2,9%. Comunque, è un dato di fatto che l’inflazione stia calando rispetto alle due cifre percentuali raggiunte nell’autunno/inverno del 2022 e anche nel confronto con le stime elaborate qualche mese fa, per cui alcuni settori e titoli potrebbero beneficiare in modo particolare del nuovo scenario.

«Le società che potrebbero beneficiare maggiormente della frenata dell’inflazione sono quelle più indebitate, in particolare le growth (quelle con un maggiore potenziale di crescita, ma nel lungo periodo, come i titoli tecnologici, ndr) - spiega Carlo De Luca, responsabile asset management Gamma Capital Markets - Se si guarda alla debt-to-market capitalization (che misura la leva finanziaria di un’azienda confrontando le sue passività totali con il capitale totale, ndr), valori particolarmente elevati si riscontrano in titoli come Italgas, A2A, Hera, Pirelli, Stellantis, Moncler, Iveco, Terna e Prysmian». Per loro la discesa dell’inflazione è sicuramente una buona notizia. Con un occhio, aggiunge l’esperto, ad aziende meno esposte alla congiuntura, come titoli del lusso e utility, che potrebbero reggere meglio nel caso di una recessione. Tra gli esempi segnalati, Ferrari ed Enel.

Dal vino agli alimentari

Gianluca Mozzali, senior equity research analyst di Cfo Sim, segnala – tra gli altri - Italian Wine Brands, uno dei principali gruppi vinicoli italiani, con una presenza capillare nei vari canali distributivi e un’elevata diversificazione in termini di portafoglio prodotti e a livello geografico, con una presenza in oltre 80 Paesi. «Lo scorso anno la società ha dovuto fare i conti con un brusco aumento dei costi di produzione, solo parzialmente controbilanciati dall’aumento dei prezzi di vendita. Ma a partire dall’inizio del 2023, ha rinegoziato i contratti di vendita con i principali clienti alzando i listini, così da assorbire circa il 90% degli aumenti di costo legati all’inflazione; ora il rallentamento del carovita è una notizia positiva per i suoi margini», spiega. Italian Wine Brands ha chiuso il primo semestre con una crescita organica e un miglioramento dei margini, guidato per lo più dal precedente rialzo dei prezzi di vendita e dalla riduzione dei costi energetici. In questo scenario, Mozzali si attende un’accelerazione della crescita nel semestre in corso, insieme al calo dell’esposizione debitoria.

L’esperto di Cfo Sim segnala anche Orsero, attiva nell’importazione e distribuzione di frutta e verdura con una presenza rilevante nel Sud Europa e un giro d’affari che quest’anno dovrebbe superare il miliardo e mezzo. Quotata sul segmento Star di Borsa, viene segnalata da Mozzali soprattutto per la crescita da inizio anno dei volumi di vendita e dei prezzi, a fronte di un calo generalizzato dei consumi di frutta e verdura. «Inoltre negli ultimi anni l’azienda ha aumentato l’incidenza delle vendite di frutta esotica, che offre margini maggiori», sottolinea.

Digitale e Pnrr

Mozzali segnala anche Digital Value, che offre soluzioni di digitalizzazione delle infrastrutture tecnologiche. «Oltre a fondamentali solidi, l’ottimismo è legato all’accelerazione in corso dei progetti di digitalizzazione legati al Pnrr». Inoltre, aggiunge, la decelerazione dell’inflazione promette di essere positiva sui conti di un’azienda che ricorre alla leva per le acquisizioni. Non solo small e medium cap. Thomas Candolo, analista dell’ufficio studi di Copernico Sim, vede un buon potenziale di recupero anche per alcune blue chip, qualora il rallentamento dell’inflazione trovasse conferma. In particolare segnala il potenziale del titolo Eni, «grazie a fondamentali solidi e a un indebitamento in calo», ricordando che è tra i preferiti dai cassettisti grazie agli elevati dividendi e alla relativa stabilità del business. «Peraltro, è un titolo con un rischio contenuto, a fronte delle buone prospettive di crescita in alcuni settori in cui opera, come la mobilità sostenibile». L’esperto punta anche su Leonardo, complice lo scenario geopolitico che spinge gli investimenti nel settore della difesa. «Negli ultimi tempi l’azienda ha sottoscritto diversi accordi internazionali e anche ampliato il suo orizzonte di business, puntando ad esempio sull’aerospazio, in forte crescita. Attualmente quota in Borsa a 9,5 volte gli utili attesi quest’anno, sensibilmente meno dei concorrenti internazionali. Caratteristiche che creano le condizioni per una ripresa delle quotazioni, a maggior ragione se troverà conferma il rallentamento dell’inflazione».

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