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Il turismo si è fermato al confine con la guerra

Petra 

 
Il conflitto in Medioriente sta penalizzando Giordania, Egitto e Libano: il crollo delle presenze nei prossimi mesi inciderà negativamente sull’economia di tutta l’area
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Dove andrà il mondo in vacanza, sempre che ne abbia la voglia e la possibilità economica, in quello che si preannuncia come un inverno 2023-2024 oscurato da due guerre? Sicuramente non a Tel Aviv o a Gerusalemme. Ma neppure a San Pietroburgo. Oltre a queste destinazioni, crollate come birilli, ce ne sono altre che pur non essendo direttamente teatro dei conflitti, rischiano di uscire dalle prenotazioni di agenzie di viaggi e tour operator. Vuoi per paura o per prudenza, luoghi amatissimi come la Giordania, l’Egitto, la Turchia, e forse anche gli Emirati Arabi, potrebbero collezionare musei, spiagge e alberghi vuoti.

I Paesi penalizzati

Il conflitto tra Israele e Hamas sta minando il turismo, in tutto il Medio Oriente, proprio in quello che viene considerato un periodo di alta stagione e cioè da ottobre a fine maggio. La guerra in corso, secondo il quotidiano emiratino The National, sta penalizzando Giordania, Egitto e…

Dove andrà il mondo in vacanza, sempre che ne abbia la voglia e la possibilità economica, in quello che si preannuncia come un inverno 2023-2024 oscurato da due guerre? Sicuramente non a Tel Aviv o a Gerusalemme. Ma neppure a San Pietroburgo. Oltre a queste destinazioni, crollate come birilli, ce ne sono altre che pur non essendo direttamente teatro dei conflitti, rischiano di uscire dalle prenotazioni di agenzie di viaggi e tour operator. Vuoi per paura o per prudenza, luoghi amatissimi come la Giordania, l’Egitto, la Turchia, e forse anche gli Emirati Arabi, potrebbero collezionare musei, spiagge e alberghi vuoti.

I Paesi penalizzati

Il conflitto tra Israele e Hamas sta minando il turismo, in tutto il Medio Oriente, proprio in quello che viene considerato un periodo di alta stagione e cioè da ottobre a fine maggio. La guerra in corso, secondo il quotidiano emiratino The National, sta penalizzando Giordania, Egitto e Libano, tutti Paesi che confinano con Israele e che tradizionalmente considerano il turismo una gran fonte di guadagno. Diverso il discorso in Siria, il quarto Paese confinante con Israele, il settore era già in crisi a causa di un decennio di guerra civile.

Chi ha già pagato parte

E se il Cairo, al momento, segnala ancora la presenza di migliaia di turisti alle piramidi e al museo nazionale, secondo gli operatori turistici il pienone deriva dal fatto che la maggior parte aveva già prenotato e ha scelto di proseguire il viaggio per non perdere soldi. «Ma adesso molti stanno rinunciando a fare nuove prenotazioni fino a quando la situazione non sarà risolta», ha detto Zaki Reda, proprietario di un’agenzia di viaggi al Cairo. Da dove arrivano le maggiori cancellazioni? Da parte di gruppi provenienti da Germania, Gran Bretagna e Francia. In Giordania, Jerash, il più grande sito romano del regno, ha avuto solo visitatori occasionali questa settimana rispetto alle centinaia di turisti europei che normalmente affollano il sito. Mentre a Petra, principale meta del turismo di massa e simbolo di tutti i viaggi in Giordania, un agente di viaggio ha riferito che l’80% delle prenotazioni alberghiere sono state cancellate. E nel governatorato adiacente di Aqaba, l’unico sbocco al mare della Giordania, le navi da crociera hanno smesso di arrivare.

I danni economici

Secondo il report S&P Global Ratins intitolato Mena Tourism Likely To Take A Hit From Israel-Hamas War, guardando esclusivamente all’impatto sul turismo, Libano, Egitto e Giordania sembra siano i più esposti, a causa della loro vicinanza geografica e anche per la possibilità che alcuni aspetti del conflitto si espandano oltre i loro confini. «Dalla nostra analisi di scenario - spiega il report - abbiamo testato l’impatto finanziario di una perdita del 10%, del 30% o del 70% degli introiti turistici su ciascun Paese. L’anno scorso, il turismo ha contribuito al 26% delle entrate del Libano. Per la Giordania e l’Egitto, la cifra era del 21% e del 12%, e per Israele del 3%», spiega S&P.

A livello globale, il settore del turismo finora aveva registrato una forte ripresa, in particolare in Medio Oriente. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, nei primi sette mesi del 2023 la regione Mena aveva ricevuto il 20% in più di turisti rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel giugno 2023, il fatturato turistico era cresciuto del 50% in Giordania rispetto all’anno prima, del 30% in Egitto e del 33% in Libano, attestandosi su livelli record. Questo faceva della regione l’unica in cui il turismo era tornato e aveva addirittura superato i livelli pre-pandemia, sostenendo così la crescita economica. Naturalmente le conseguenze della guerra mettono a rischio questi risultati.

I problemi saranno in inverno

Anche gli italiani seguono quello che sta succedendo nel mondo. Spiega Stefano Pompili amministratore delegato Veratour: «Ottobre e novembre sono tradizionalmente i periodi più forti per l’Egitto e abbiamo avuto pochissime disdette, non più del 7 o l’8% tra Sharm el-Sheikh e Marsa Alam, con una presenza media di 1200 persone a settimana. Il problema vero si porrà in inverno e primavera dove stimiamo un crollo dal 70 all’80%. Per quanto riguarda il Capodanno per ora è ancora pieno all’80% ma temiamo che all’ultimo arrivino le cancellazioni che, secondo contratto, possono essere fatte sino ad un mese prima». Cosa cambia quindi nella scacchiera del turismo internazionale? «Il turismo segue i principi dei vasi comunicanti, quindi se una meta scende un’altra sale. Al momento una parte delle disdette è stata assorbita da Canarie e Capoverde, e c’è un rebound nel turismo a lungo raggio, con prenotazioni tra Caraibi, Maldive e Africa, soprattutto Zanzibar . Sotto Natale in questi luoghi abbiamo un rimbalzo pieno, neanche un posto libero. Bisogna però considerare che chi sceglie l’Egitto se la cava con 1300 euro a settimana, per andare alle Maldive o ai Caraibi ci vuole almeno il doppio e non tutti ne hanno la possibilità».

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