Scontro sullo sciopero, Bombardieri (Uil): “Salvini fomenta la gazzarra, vogliono distrarre dalla manovra”
di Rosaria AmatoPierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
(ansa)«Noi andiamo avanti, non ci facciamo intimorire». Pier Paolo Bombardieri, leader della Uil, ha appena concluso l’incontro con Elly Schlein: «Mi sembra che su molte delle nostre proposte ci siano le stesse analisi», dice. Ma l’attenzione in questo momento è tutta concentrata sul confronto con la Commissione di garanzia sugli scioperi e con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che accusa Cgil e Uil di «volere il weekend lungo» con lo sciopero di venerdì 17 novembre.
Segretario, non le sembra che Salvini stia affrontando la questione in modo perlomeno irrituale?
«È una discussione da bar dello sport, ma ho la sensazione che questo tentativo di innescare uno scontro politico, anche sopra le righe, sia un modo per evitare di affrontare i temi e il merito delle questioni».
E cosa risponde quindi alla provocazione secondo la quale aspirate al weekend lungo?
«Ricordo che chi sciopera paga di tasca propria per andare in piazza a portare un’istanza che valuta come importante. Gli atteg…
«Noi andiamo avanti, non ci facciamo intimorire». Pier Paolo Bombardieri, leader della Uil, ha appena concluso l’incontro con Elly Schlein: «Mi sembra che su molte delle nostre proposte ci siano le stesse analisi», dice. Ma l’attenzione in questo momento è tutta concentrata sul confronto con la Commissione di garanzia sugli scioperi e con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che accusa Cgil e Uil di «volere il weekend lungo» con lo sciopero di venerdì 17 novembre.
Segretario, non le sembra che Salvini stia affrontando la questione in modo perlomeno irrituale?
«È una discussione da bar dello sport, ma ho la sensazione che questo tentativo di innescare uno scontro politico, anche sopra le righe, sia un modo per evitare di affrontare i temi e il merito delle questioni».
E cosa risponde quindi alla provocazione secondo la quale aspirate al weekend lungo?
«Ricordo che chi sciopera paga di tasca propria per andare in piazza a portare un’istanza che valuta come importante. Gli atteggiamenti come questi, bollarci come sfaticati, sono atteggiamenti inaccettabili e noi li rispediamo al mittente».
Ritiene che il diritto di sciopero e il ruolo stesso dei sindacati siano in pericolo? Lo avete sostenuto per esempio anche per i contratti della Pa, per gli aumenti e gli anticipi decisi a tavolino, senza alcun confronto.
«Pensiamo che in questo caso ci sia un vero e proprio attacco al diritto di sciopero, garantito dalla Costituzione. Abbiamo provato a ignorare gli attacchi di basso profilo che ci sono stati rivolti, ma non possiamo accettare che siano offesi anche i lavoratori e le lavoratrici».
Il Garante vi ha chiesto di rimodulare la protesta.
«La Commissione di Garanzia, che è stata nominata da questa maggioranza, entra nel merito dell’autonomia del sindacato. Sono valutazioni che non ci spieghiamo se non come una lettura politica del nostro sciopero. Anche perché nei confronti dei sindacati autonomi dei trasporti, che hanno scioperato tre volte nel mese di ottobre, non c’è stata nessuna critica e tanto meno nessuna precettazione. Basta fare una verifica sui dati per rendersi conto che questo è il secondo sciopero in due anni proclamato da Cgil, Cisl e Uil».
Se si dovesse arrivare alla precettazione?
«Vedremo. Per ora continuiamo sulla stessa strada. Noi siamo convinti delle scelte fatte».
Anche la Cisl negli ultimi giorni ha contestato diverse misure della legge di Bilancio. Ci potrebbe essere spazio per una protesta unitaria in seguito?
«Le richieste che facciamo al governo fanno parte di piattaforme che abbiamo presentato in maniera unitaria, e non solo a questa maggioranza. Io rispetto le scelte della Cisl, ma molti lavoratori e lavoratrici si chiedono come si faccia a non andare in piazza a chiedere che fine hanno fatto quota 103 e Opzione donna, perché il coefficiente dei giovani passa da 2,8 a 3, perché a fronte delle stragi sul lavoro, oltre 1.000 morti l’anno, non si fa niente per la sicurezza e anzi si prendono due miliardi dall’Inail per coprire il deficit dello Stato. Non voglio sentirmi dire, come è avvenuto ai tempi della Fornero, che si sarebbe potuto fare di più e di meglio».
Le risorse sono scarse.
«Il governo non ha neanche provato a recuperare un’evasione fiscale da 100 miliardi. Avrebbe potuto puntare al 10%, 10 miliardi. E invece ha fatto scelte diverse: sanatoria sugli scontrini fiscali, concordato preventivo, la flat tax che viola la Costituzione che parla invece di progressività. Ha eliminato la tassa sugli extraprofitti delle aziende, che avrebbe dato 14 miliardi, mentre per quella sulle banche è andata come se il leone della Metro Goldwin Mayer avesse fatto ‘miao’. Avrebbe potuto far crescere la tassazione delle rendite da capitali, inferiore di cinque punti alla media Ocse, ottenendo 4-5 miliardi. Includendo anche la tassazione delle transazioni finanziarie, la Tobin Tax, saremmo arrivati a 25 miliardi. Ci rendiamo conto, certo, che è più facile prendere i soldi dai pensionati piuttosto che dai grandi gruppi industriali e bancari. Ecco perché il tentativo di Salvini è di metterla in gazzarra, piuttosto che discutere sui temi della manovra».